Stati Uniti, cosa dice l’ultimo rapporto dell’intelligence su Russia e Cina

Roberto Vivaldelli

17/04/2025

L’Annual Threat Assessment 2025 dell’Intelligence Community USA riconosce la Russia come una “potenza resiliente”. Ecco cosa vuol dire davvero.

Stati Uniti, cosa dice l’ultimo rapporto dell’intelligence su Russia e Cina

Altro che stato al collasso o flop militare. Nell’ultimo Annual Threat Assessment (ATA) 2025 dell’Intelligence Community (IC) degli Stati Uniti, Washington riconosce la Russia come una «potenza resiliente» e un “perdurante potenziale minaccia” per la sicurezza nazionale americana, nonostante il conflitto in corso in Ucraina.

Il rapporto ammette che Mosca ha guadagnato un «vantaggio strategico nella guerra», sfruttando la sua superiorità sul campo e la capacità di adattarsi alle sanzioni occidentali grazie al sostegno di Cina, Iran e Corea del Nord.

Il rapporto, inoltre, identifica le principali minacce globali per il prossimo anno, tra cui il traffico di droghe sintetiche come il fentanyl, che causa decine di migliaia di morti ogni anno; il terrorismo globale, guidato da gruppi come ISIS e al-Qa’ida; le «attività cibernetiche e di influenza maligna di Cina, Russia, Iran e Corea del Nord,» che colpiscono infrastrutture critiche e seminano discordia interna; e le ambizioni geopolitiche di questi stati, che sfidano la leadership economica e militare americana attraverso crescenti cooperazioni.

Le minacce non statali

Il rapporto dedica ampio spazio alle minacce poste da organizzazioni criminali transnazionali (TCO) e gruppi terroristici. Le TCO, in particolare i cartelli messicani come Sinaloa e Jalisco New Generation, sono responsabili della produzione e del traffico di droghe sintetiche, soprattutto fentanyl, che ha causato oltre 52.000 morti per overdose negli USA nell’ultimo anno (un calo del 33% rispetto al 2023, grazie alla maggiore disponibilità di naloxone). Questi gruppi utilizzano tattiche sempre più sofisticate, inclusi attacchi con ordigni improvvisati (IED) contro le forze di sicurezza messicane, con quasi 1.600 episodi registrati nel 2024. La Cina rimane il principale fornitore di precursori chimici per il fentanyl, seguita dall’India.

Sul fronte terroristico, l’ISIS rimane la principale organizzazione islamista globale, nonostante le perdite subite, come la caduta del califfato fisico nel 2019 e la morte di diversi leader. La branca ISIS-Khorasan (ISIS-K) è particolarmente attiva, con attacchi di massa in Russia e Iran nel 2024 e tentativi di colpire l’Occidente, inclusi gli Stati Uniti, attraverso propaganda online. Al-Qa’ida, pur indebolita, mantiene l’intenzione di attaccare gli USA, sfruttando il conflitto a Gaza per incitare attacchi contro Israele e interessi americani. In Siria, la caduta del regime di Assad ha creato opportunità per gruppi come ISIS e Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), alimentando il rischio di instabilità regionale. La criminalità transnazionale si estende anche al traffico di esseri umani, con migranti sfruttati da TCO messicane per lavoro forzato e tratta sessuale. L’immigrazione illegale, con quasi tre milioni di arrivi nel 2024, ha messo sotto pressione le risorse USA, permettendo l’ingresso di sospetti terroristi.

Attori Statali: Cina, Russia, Iran e Corea del Nord

Il rapporto identifica Cina, Russia, Iran e Corea del Nord come principali minacce statali, con crescenti livelli di cooperazione tra loro che amplificano i rischi per gli Stati Uniti .In particolare, la Repubblica Popolare Cinese è considerata la minaccia militare più completa, con un esercito modernizzato (People’s Liberation Army, PLA) capace di operazioni globali. La Cina punta a raggiungere la “grande rinascita” nazionale entro il 2049, rafforzando la sua influenza economica e tecnologica. Le sue attività cyber, come Volt Typhoon e Salt Typhoon, mirano a compromettere infrastrutture critiche USA. Sul piano geopolitico, Pechino intensifica la pressione su Taiwan e contesta le rivendicazioni marittime nel Mar Cinese Meridionale, aumentando il rischio di conflitti. Economicamente, la Cina domina catene di approvvigionamento cruciali, usando la coercizione commerciale per punire chi si oppone alle sue politiche.

La Russia, spiega il rapporto, considera la guerra in Ucraina un conflitto per procura con l’Occidente. Nonostante le perdite, Mosca ha dimostrato resilienza grazie al sostegno di Cina, Iran e Corea del Nord. Il rapporto sottolinea che la Russia ha guadagnato un vantaggio in Ucraina, sfruttando la guerra di attrito, e ha imparato lezioni preziose sul combattimento contro armi occidentali, che potrebbero complicare la pianificazione militare USA. Le capacità nucleari e spaziali russe, incluse armi anti-satellite, rappresentano una minaccia diretta per gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’Iran, Teheran cerca di rafforzare la sua influenza regionale attraverso missili, programmi nucleari e la rete di proxy nota come “Asse della Resistenza” (Hizballah, Huthi, milizie irachene). La caduta del regime di Assad in Siria e le perdite di Hizballah hanno indebolito l’Iran, ma il paese continua a minacciare gli USA con attacchi informatici e operazioni surrogate. Sebbene non stia costruendo un’arma nucleare, il dibattito interno sull’armamento nucleare si è intensificato.

Anche la Corea del Nord viene menzionata nel rapporto dell’intelligence come una minaccia alla sicurezza nazionale. Kim Jong Un, afferma Washington, persegue un’espansione delle capacità nucleari e missilistiche, con test di missili balistici intercontinentali (ICBM) e droni ipersonici. La partnership strategica con la Russia, siglata nel 2024, fornisce a Pyongyang risorse economiche e supporto militare, riducendo la dipendenza dalla Cina. Le attività cyber nordcoreane, come il furto di criptovalute, finanziano i programmi militari.

Cooperazione tra avversari

Un elemento preoccupante per gli Usa è la crescente cooperazione tra Cina, Russia, Iran e Corea del Nord, accelerata dalla guerra in Ucraina. La Cina fornisce a Mosca materiali dual-use per l’industria bellica, mentre Iran e Corea del Nord riforniscono la Russia di droni e munizioni. Questi legami rafforzano la resilienza degli avversari contro le sanzioni USA e aumentano il rischio che un conflitto con uno di essi coinvolga gli altri. Una cooperazione che l’amministrazione Trump vuole contrastare raggiungendo un accordo negoziale con Mosca.