Start-up innovative, AI e semiconduttori: così la Malesia punta ad un futuro hi-tech

Federico Giuliani

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La Malesia ha intenzione di affermare affermarsi come principale hub tecnologico e commerciale del Sud-Est asiatico.

Start-up innovative, AI e semiconduttori: così la Malesia punta ad un futuro hi-tech

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Un programma per attrarre start-up unicorno e venture capitalist (VC). La Malesia ha lanciato un programma denominato Golden Pass per nel tentativo di affermare il Paese come hub commerciale del Sud-Est asiatico e creare posti di lavoro altamente qualificati.

Il governo locale ha inoltre introdotto l’Innovation Pass e l’Innovation Belt per ampliare il bacino di professionisti e il GPU Scheme per le imprese emergenti up incentrate sull’intelligenza artificiale (AI). Il ministro dell’Economia malese, Rafizi Ramli, ha spiegato che le misure sono entrate in vigore con effetto immediato.

Ma che cosa significa tutto questo? E perché mai dovrebbe interessare a chi vive dall’altra parte del mondo? Semplice: la Malesia si candida a diventare uno dei prossimi centri economici del pianeta, ed è dunque fondamentale capire quali saranno i suoi prossimi passi in seno all’economia globale.

Kuala Lumpur, intanto, ha iniziato ad offrire molteplici vantaggi a tutti gli unicorni (nel gergo economico le start-up private valutate almeno un miliardo di dollari) e alle società di capitale di rischio che intendono stabilire le loro attività nel Paese.Il sito Nikkei Asia ha scritto che il governo malese garantirà agevolazioni quali l’esenzione dalle tasse per i dirigenti, sussidi per l’affitto e agevolazioni fiscali.

A chi è rivolta la novità? Solo a quei player che gestiscono un patrimonio superiore a 100 milioni di dollari e che hanno una “solida esperienza di investimenti in start-up tecnologiche di successo”. “Stiamo offrendo una serie di incentivi, tra cui opportunità di accesso ai finanziamenti LP (limited partner), spazi per uffici sovvenzionati, registrazioni accelerate delle licenze e esenzione dalle tasse per i permessi di lavoro”, ha dichiarato Rafizi.

Il piano della Malesia

Rafizi ha dichiarato che con questi programmi il governo intende trasformare la Malesia nel princiapale hub delle aziende tecnologiche del Sud-est asiatico. Nel suo discorso programmatico durante il recente Summit KL20, andato in scena a Kuala Lumpur, lo stesso ministro ha spiegato che i programmi hanno anche lo scopo di sviluppare una futura generazione di imprenditori locali.

“Con gli investitori giusti e i talenti giusti in Malesia, faremo del nostro Paese la base del Sud-Est asiatico per le aziende tecnologiche globali nell’ambito dell’Unicorn Golden Pass. Vogliamo attirare gli unicorni globali e farli entrare in Malesia in modo da creare posti di lavoro altamente qualificati e di alto valore, oltre a sviluppare una pipeline di futuri imprenditori e senior leader nel settore tecnologico”, ha dichiarato Rafizi, secondo quanto riportato il quotidiano The Star.

Il ministro ha inoltre affermato che la grande ambizione consiste nel rendere la Malesia uno dei primi 20 ecosistemi di start-up al mondo.“ L’ambizione è che la Malesia diventi la destinazione preferita per i capitali early-stage e di crescita; che sia il centro per gli imprenditori di livello mondiale e per i talenti qualificati; che sia la casa per le startup leader a livello mondiale che vogliono avviare, crescere e scalare”, ha dichiarato ancora l’alto funzionario malese.

Puntare sulla tecnologia

Accanto agli incentivi per i VC e le start-up unicorno, il governo malese ha varato anche programmi per creare un ecosistema di semiconduttori all’interno del Paese. Il primo ministro malese Anwar Ibrahim ha del resto intenzione di creare impianti di chip vicino a Kuala Lumpur.

Nello specifico, spiegano fonti giornalistiche locali, Anwar ha annunciato la creazione di un hub per la progettazione di chip integrati vicino alla capitale del Paese. Le aziende che si insedieranno in loco sono la nuova impresa MaiStorage di Phison Electronics, ARM Holdings, la società malese di soluzioni di progettazione di chip SkyeChip e la Shenzhen Semiconductor Industry Association.

Nelle ultime ore, intanto, Microsoft ha fatto sapere che investirà 2,2 miliardi di dollari in infrastrutture di intelligenza artificiale e cloud in Malesia per sostenere la trasformazione digitale del Paese. Per la cronaca, la società di consulenza Kearney ha stimato che l’intelligenza artificiale potrebbe contribuire con quasi 1 trilione di dollari al prodotto interno lordo del Sud-Est asiatico da qui al 2030.

L’economia digitale, ha fatto presente Reuters, è uno dei settori in più rapida crescita in Malesia, destinatario di ben 15,7 miliardi di dollari di investimenti solo nel terzo trimestre del 2022. Le basi di questa crescita sono state gettate nel 2021 con la presentazione del progetto per l’economia digitale nazionale e l’istituzione dell’Ufficio per gli investimenti digitali, incaricato di spianare la strada a maggiori investimenti in questo ambito.

Kuala Lumpur vuole attrarre 16,1 miliardi di dollari in investimenti digitali entro il 2025 e far sì che il settore contribuisca a oltre il 22,5% del Pil. La missione è ardua ma non impossibile.

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Microsoft sta buttando miliardi laggiù ma immagino che per loro sia solo un modo per diversificare i propri investimenti e magari ottenere agevolazioni fiscali.
E sì, è vero, sembra che tutti si stiano muovendo e l’Italia rimanga lì, a guardare. Ma sai com’è, siamo abituati a parlare tanto e fare poco. Forse dovremmo imparare un po’ di umiltà da questi «paesi del terzo mondo» che ci stanno superando a passi da gigante. Ma no, tranquilli, tutto a posto, continuiamo a sperare che le cose cambino da sole.
Poi si lamentano che il paese è pieno di vecchi...
e grazie al caa..... i giovani vanno dove il futuro è già presente!
Intanto qua ancora c’è gente che si rasa la testa e inneggia al nero!
Quasi quasi mi faccio pure io una bella vacanza esotica!

Ci sta che sei scettico ma non sottovaluterei la Malesia. Guarda Microsoft che investe 2,2 miliardi di dollari in infrastrutture di intelligenza artificiale e cloud. Ci sarà qualcosa di interessante che attira giganti come Microsoft in quel Paese o no?
Tu non sei spaventato dalla situazione? Cioè paesi che fino a ieri pensavamo fossero del terzo mondo pure loro stanno facendo meglio di noi italioti! E lo dico perché l’idea di vederlo diventare l’hub delle start-up del Sud-est asiatico, potrebbe essere più realistica di quanto sembri. La Malesia ha una posizione geografica strategica, infrastrutture in crescita e un’economia digitale in espansione. Potrebbe essere una scommessa rischiosa, ma se gestita bene, potrebbe portare a grandi opportunità per tutti. Chi sa, forse fra qualche anno parleremo di Kuala Lumpur come la prossima Silicon Valley.
E intanto noi.....
povera Italia

Ma perché dovremmo essere entusiasti della Malesia, quando già ci sono Silicon Valley, Tel Aviv e Shenzhen? È come se tutti volessero il loro pezzo di torta nel mondo delle start-up. Ma quanti di questi sforzi saranno davvero efficaci nel lungo periodo?
Tutti a voler gestire una startup...ma quasi quasi me ne apro una pure io, una bella start up di cappellini con l’elichetta per gli italioti. In Italia ci farei un sacco di soldi sicuramente. Faccio un chisco e mi metto fuori a Ssnato e al parlamento...uuuf, milionario in un giorno, anzi in un’ora.
Forse dovrebbero concentrarsi di più su come distinguersi dalla concorrenza, inventarsi qualche business model VERAMENTE innovativo piuttosto che seguire il gregge.
E poi, Golden Pass, Innovation Pass, non bastava il GREEN PASS!?!?!?!?
Spero che la Malesia abbia una strategia solida dietro tutto questo, altrimenti potrebbe finire per essere solo un’altra promessa vuota nel mondo delle start-up.
Almeno questo è quello che penso io...poi se c’è qualche startupparo malesiano che vuole chiarire la situazione...

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