Quanto costano i nuovi Mac Mini e Mac Studio e quando arrivano in Italia

Emanuele Di Baldo

26 Agosto 2026 - 13:15

Apple anticipa l’autunno e lancia Mac mini e Studio con i chip M6 e M5 Ultra: ecco prezzi, novità e quando arrivano in Italia

Quanto costano i nuovi Mac Mini e Mac Studio e quando arrivano in Italia

Apple ha deciso di rompere una delle sue abitudini più radicate. Niente attesa fino all’evento autunnale dedicato ai computer, appuntamento fisso degli ultimi anni: i nuovi Mac mini e Mac Studio sono arrivati con settimane d’anticipo, annunciati a fine agosto 2026 con preordini già aperti dal 25 agosto e prime consegne fissate al 22 settembre.

A spingere sull’acceleratore è l’intelligenza artificiale eseguita in locale, terreno su cui questi due desktop puntano ora tutte le loro fiche. C’è anche un dettaglio di peso storico: saranno gli ultimi prodotti annunciati sotto la guida di Tim Cook come Ceo. Dal 1° settembre, secondo un calendario definito con largo anticipo, il timone passerà infatti al successore John Ternus. Un cambio della guardia che rende queste due macchine, in un certo senso, la firma finale di un’era.

Mac Mini e Mac Studio, come funzionano? Le novità delle ultime versioni dell’era Cook

Fuori non cambia quasi nulla, dentro è tutta un’altra storia. Il cuore della rivoluzione porta due nomi: M6 e M5 Ultra. Il Mac mini è il primo computer Apple a montare l’M6, inoltre primo chip della Mela realizzato con processo produttivo a 2 nanometri, una tecnologia che permette di stipare più transistor in meno spazio e alzare l’efficienza energetica. La sua Cpu sale a 12 core (due «super core», quattro ad alte prestazioni e sei ad alta efficienza), la Gpu arriva anch’essa a 12 core con acceleratori neurali integrati in ciascun core, mentre il Neural Engine adotta una configurazione doppia da 16 core.

I numeri dichiarati da Apple parlano chiaro: rispetto al Mac mini con M4, la Cpu è fino al 40% più veloce, la grafica può raddoppiare e i carichi AI arrivano a essere fino a quattro volte più rapidi.

Ma perché tutta questa insistenza sull’AI? Perché far girare un modello linguistico “pesante” richiede molta memoria, banda elevata e potenza di calcolo. Qui entra in gioco l’architettura a memoria unificata dei chip Apple: Cpu, Gpu e Neural Engine lavorano sullo stesso insieme di dati senza doverli spostare di continuo tra memorie separate. Lavorare in locale significa più privacy e zero costi legati al consumo di token sui servizi remoti, una voce che per chi usa massicciamente l’AI «agentica» pesa sempre di più. Non a caso Apple ha sottolineato il dato della banda di memoria, fino a 170 GB/s sull’M6: è la velocità con cui i dati viaggiano tra memoria e unità di calcolo a incidere direttamente sulla generazione dei token. Nei test interni citati dall’azienda, l’elaborazione dei prompt in LM Studio arriva a essere 4,8 volte più rapida rispetto al Mac mini M4.

Quanto costano in Italia (e nel mondo)?

Veniamo al portafoglio, dove la notizia è agrodolce. In Italia il Mac mini con M6 parte da 1.079 euro nella versione base con 16 GB di memoria unificata, mentre la configurazione più muscolare con M5 Pro attacca a 2.029 euro. Salendo di categoria, il Mac Studio con M5 Max parte da 3.049 euro, mentre per l’M5 Ultra servono almeno 6.699 euro. La variante «top» del Mac Studio, quella con i mostruosi 512 GB di memoria, arriverà più tardi, verso fine ottobre.

Il rovescio della medaglia è il rincaro. Il Mac mini M4 in Italia costava 979 euro, e la nuova base M6 sale quindi di 100 euro. Ma il confronto più impietoso è con il debutto: il modello M4 era stato lanciato a fine 2024 a 729 euro, il che significa che in meno di due anni il prezzo d’attacco della gamma è cresciuto di 350 euro, un +48%. A pesare, oltre alla domanda elevatissima, è soprattutto la conclamata crisi delle memorie, che sta gonfiando i listini di tutto il settore.

Sul fronte internazionale, negli Stati Uniti il Mac mini M6 parte da 899 dollari, l’M5 Pro da 1.699 dollari, mentre il Mac Studio M5 Max attacca a 2.499 dollari e la versione M5 Ultra a 5.499 dollari. Curiosità nella curiosità: nello stesso aggiornamento, Apple ha limato il prezzo del suo celebre panno per la pulizia, sceso da 19 a 9 dollari, l’accessorio diventato un meme dopo il debutto nel 2021.

Uscita, versioni e cosa sapere prima di comprare Mini e Studio nuovi di zecca

Come detto, l’appuntamento è fissato: preordini dal 25 agosto e consegne dal 22 settembre 2026, in contemporanea mondiale, Italia compresa. Fa eccezione solo il Mac Studio nella configurazione con 512 GB di memoria, atteso per fine ottobre. Sul fronte versioni, il Mac mini si sdoppia tra M6 (base) e M5 Pro, mentre il Mac Studio propone M5 Max ed M5 Ultra, quest’ultimo il chip più potente mai realizzato da Apple: architettura a quattro die ottenuta collegando due M5 Max via UltraFusion, fino a 36 core Cpu, 80 core Gpu e ben 512 GB di memoria unificata con 1,2 TB/s di banda.

Ma conviene davvero fare il salto? La risposta dipende da cosa ci si mette a fare. Chi usa il Mac per attività quotidiane troverà nel vecchio M4 un affare ancora ottimo. Chi invece guarda all’AI generativa in locale, al rendering o allo sviluppo software ha nei nuovi chip un motivo concreto: possono caricare interamente in memoria modelli con centinaia di miliardi di parametri senza appoggiarsi a server esterni, con connettività aggiornata a Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thunderbolt 5 sui modelli più spinti. È qui, più che nell’estetica invariata, che si gioca la vera partita generazionale.

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