Starbucks ha chiuso più della metà dei suoi negozi cinesi

Oltre 2.000 punti vendita Starbucks hanno chiuso in Cina, sulla scia del pericolo coronavirus

Starbucks ha chiuso più della metà dei suoi negozi cinesi

Starbucks ha chiuso più della metà dei suoi circa 4.300 negozi presenti sul territorio cinese, sulla scia della diffusione sempre più massiccia del temuto coronavirus, che al momento conta circa 8.000 casi con 150 morti, tutti in Cina.

La compagnia ha fatto sapere che continuerà a “monitorare la situazione” e provvederà a variare gli orari di apertura e chiusura laddove necessario, aggiungendo che tutte queste misure sono da intendersi come temporanee.

Già lo scorso weekend la società aveva comunicato la chiusura dei negozi e la sospensione dei servizi di consegna nella città di Wuhan, epicentro dell’epidemia.

John Culver, presidente di Starbucks International, ha dichiarato che la “situazione sta accelerando nelle ultime settimane”, e che la compagnia valuta l’opportunità di chiudere nell zone a rischio “ogni giorno”. Al momento, quasi tutti i negozi ancora aperti offrono il servizio di consegna, ma alcuni hanno un menù limitato.

Starbucks ha chiuso più della metà dei suoi negozi cinesi

ll Coronavirus, il cui paziente zero ha contratto la malattia a Wuhan, ha finora ucciso 132 persone e raggiunto più di 17 Paesi.

Il CEO di Starbucks, Kevin Johnson, ha promesso trasparenza nella risposta dell’azienda a simili “circostanze straordinarie”:

“Restiamo ottimisti, e ancora in tutto e per tutto focalizzati e impegnati su tutte le opportunità a lungo termine che ha da offrire il mercato cinese”.

Durante una call con gli investitori, Johnson ha sottolineato che la compagnia intende dare priorità alla salute di clienti e dipendenti, e sta lavorando con enti governativi della Cina al fine di contenere il virus.

La Cina è uno dei mercati che registra la maggiore crescita per Starbucks insieme agli Stati Uniti. Nel primo trimestre, le vendite nei negozi cinesi aperti da almeno 13 mesi sono cresciute del 3%.

Per il momento non è ancora chiaro in che modo le chiusure potranno influire sugli affari. Pechino ha rappresentato il 10% dei ricavi globali nell’ultimo trimestre, ma Starbucks prevede di subire un duro colpo dai primi conti del 2020.

Le principali aziende internazionali hanno già cominciato a prendere le dovute contromisure all’epidemia di coronavirus in corso.
McDonald’s ha chiuso sedi in cinque città cinesi e anche i ristoranti KFC e Pizza Hut hanno chiuso nella città di Wuhan.

Mentre Disney ha chiuso tutti i suoi parchi presenti sui territori di Shanghai e Hong Kong.

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