Sta nascendo la prima compagnia mineraria al mondo

Alessandro Nuzzo

10 Gennaio 2026 - 15:30

È ripresa la trattativa per la maxi fusione tra Rio Tinto e Glencor che darà vita alla prima compagnia mineraria al mondo per dimensioni e presenza globale.

Sta nascendo la prima compagnia mineraria al mondo

Dopo lo stop alle trattative di circa un anno fa, concluse senza esito, in questi giorni i negoziati sono ripartiti con l’obiettivo di raggiungere un accordo per la fusione di due colossi del settore minerario mondiale, pronti a unirsi per dare vita alla più grande compagnia mineraria del pianeta per dimensioni e presenza globale. Si tratta di Rio Tinto e Glencore, tornate al tavolo per una maxi fusione destinata a ridisegnare gli equilibri dell’intero comparto minerario internazionale. Sul tavolo c’è un’operazione dal valore stimato di circa 200 miliardi di dollari, che darebbe vita anche a un gruppo leader nel settore del rame, un materiale la cui domanda è in forte crescita negli ultimi anni e il cui prezzo continua a salire, spinto dalla transizione energetica e dall’elettrificazione dell’economia globale.

Rio Tinto e Glencore: le due aziende oggetto di fusione

Rio Tinto è una delle società minerarie più importanti al mondo, con una storia che affonda le radici alla fine dell’Ottocento. Il gruppo è leader globale ed è particolarmente attivo nell’estrazione di rame, alluminio, bauxite, litio e diamanti. Proprio su rame e litio, minerali fondamentali per la produzione di batterie elettriche, Rio Tinto ha concentrato gran parte dei propri investimenti negli ultimi anni, rafforzando la propria posizione nelle filiere strategiche legate alla mobilità elettrica.

Glencore, invece, ha sede in Svizzera ed è una multinazionale leader a livello mondiale nel settore delle materie prime. A differenza di Rio Tinto, oltre a essere un grande produttore minerario, si occupa anche del commercio di rame, cobalto, zinco, nichel e carbone. Un’eventuale fusione tra le due società darebbe quindi vita a un vero e proprio colosso del settore minerario, con una forte integrazione verticale tra estrazione, lavorazione e distribuzione.

Entrambe le società sono quotate in Borsa e la sola notizia della riapertura delle trattative ha avuto un impatto immediato sulle quotazioni. Rio Tinto, quotata alla Borsa di Sydney, ha chiuso la seduta con un rialzo del 6,6%, mentre Glencore, quotata alla Borsa di Londra, ha registrato un balzo di circa il 9%. Un segnale chiaro di come gli investitori guardino con grande interesse a una possibile fusione, considerata capace di generare sinergie e rafforzare il potere contrattuale del gruppo sui mercati internazionali.

In passato le due società avevano già valutato un’operazione di questo tipo, ma le trattative si erano arenate a causa di divergenze sulle strategie industriali e, soprattutto, sulle valutazioni finanziarie. Oggi, però, la situazione sembra cambiata: i colloqui sarebbero entrati in una fase più avanzata e arrivano in un momento storico particolarmente favorevole per il settore minerario, che sta attraversando una profonda trasformazione trainata dalla crescente domanda di materie prime essenziali per la transizione energetica, le energie rinnovabili e le tecnologie di accumulo.

In questo contesto, una fusione tra Rio Tinto e Glencore consentirebbe al nuovo gruppo di affrontare con maggiore forza le sfide legate alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla volatilità dei prezzi e alla competizione globale, rafforzando al tempo stesso la propria posizione negoziale nei confronti di governi e grandi clienti industriali.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.