Sta emergendo la prossima evoluzione dei pagamenti digitali

Alessandro Nuzzo

25 Giugno 2026 - 22:57

Dopo la rivoluzione del passaggio dal contante alle carte digitali, il mondo dei pagamenti si appresta a un nuovo cambiamento.

Sta emergendo la prossima evoluzione dei pagamenti digitali

Il mondo dei pagamenti, negli ultimi vent’anni, ha vissuto una grande rivoluzione con la progressiva sostituzione del denaro contante da parte delle carte di pagamento. Una transizione che, in gran parte, può dirsi ormai completata: i pagamenti digitali hanno già superato quelli in contanti. Ora, però, sta iniziando qualcosa di diverso, uno step successivo più difficile da percepire in modo evidente, ma destinato ad avere conseguenze molto profonde.

Il cambiamento più visibile riguarda l’esperienza dell’utente. Nelle app di trasporto, nelle piattaforme di streaming, nei servizi in abbonamento, nel delivery e nelle consegne a domicilio, l’atto fisico del pagamento è quasi scomparso. Non si preme più necessariamente il tasto «paga»: si ottiene il servizio, si vive l’esperienza e il pagamento avviene in automatico.

Sono gli acquisti gestiti dall’intelligenza artificiale che stanno estendendo questo modello anche a categorie nelle quali, finora, nessun sistema automatizzato interveniva in maniera così diretta. Anche in Italia il segnale è molto chiaro: nel 2025 i pagamenti digitali hanno raggiunto 518 miliardi di euro, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. I pagamenti cosiddetti innovativi, quindi contactless e tramite wallet digitali, hanno raggiunto quota 84,9 miliardi, con un aumento del 45%. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, inoltre, già un italiano su sei dichiara di essere disposto ad affidare un pagamento a un agente basato sull’intelligenza artificiale.

La rivoluzione è nell’infrastruttura che gestisce i pagamenti

Ma se i sistemi di pagamento stanno diventando sempre più semplici dal lato dell’utente, ciò che non si vede è l’infrastruttura sottostante, che si prepara a essere completamente ricostruita. Al centro di questa trasformazione ci sono i pagamenti in tempo reale. Secondo McKinsey, il numero di transazioni istantanee nella sola Unione Europea passerà dagli attuali 3 miliardi a 30 miliardi entro il 2028.

I sistemi di pagamento tradizionali sono stati costruiti attorno a una persona con una carta. Questa logica, però, non funziona più in un contesto in cui i pagamenti saranno sempre più gestiti dall’intelligenza artificiale. Gli agenti digitali saranno in grado di acquistare in autonomia e dovranno trasferire denaro senza che un essere umano autorizzi manualmente ogni singola transazione. Per rendere possibile tutto questo servirà un profondo cambiamento nell’infrastruttura che gestisce i pagamenti.

Mastercard, uno dei colossi del settore, ha indicato il 2030 come l’anno degli agenti AI, cioè software autonomi capaci di gestire acquisti e pagamenti per conto degli utenti. I sistemi destinati a supportare questi agenti dovranno gestire condizioni programmabili, disponibilità continue, identità digitali verificate e registri controllabili di ogni transazione.

Per le aziende, l’infrastruttura di pagamento sta smettendo di essere soltanto un costo e sta diventando una leva strategica. La velocità con cui il denaro si muove dopo una transazione, la capacità di operare su mercati e valute differenti, la predisposizione a servire sia consumatori umani sia agenti gestiti dall’intelligenza artificiale sono elementi che stanno separando le aziende più competitive da quelle destinate a restare indietro.

Chi considera i pagamenti un prodotto sta costruendo vantaggi strutturali rispetto a chi continua a considerarli soltanto un servizio di supporto. E, di conseguenza, chi ha già compreso questa trasformazione si troverà in una posizione di vantaggio.