Split payment IVA: criteri di individuazione delle società

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Split payment IVA: criteri di individuazione delle società

Società quotate e/o controllate dalla P.A. e split payment IVA: quali sono i criteri di individuazione?

Il DL 50/2017 ha esteso l’ambito soggettivo di applicazione dello split payment IVA anche alle società.

Si tratta, in particolare, delle seguenti tipologie di soggetti:

  • società controllate direttamente ovvero indirettamente (di diritto o di fatto) dallo Stato;
  • società controllate (di diritto) in modo diretto da enti pubblici territoriali;
  • società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana.

In ordine alle prime due tipologie, il criterio giuridico di individuazione scelto dal legislatore è quello del controllo.

Il criterio del controllo nel diritto societario: articolo 2359 codice civile

A questo proposito occorre considerare l’articolo 2359 del codice civile:

2359. Società controllate e società collegate.

Sono considerate società controllate:

1) le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
2) le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;
3) le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa.

Ai fini dell’applicazione dei numeri 1) e 2) del primo comma si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta; non si computano i voti spettanti per conto di terzi.
Sono considerate collegate le società sulle quali un’altra società esercita un’influenza notevole. L’influenza si presume quando nell’assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in borsa
”.

Split paymentIVA e individuazione società interessate

Considerando l’articolo 2359 del codice civile, punti numero 1 e 2, sono destinate ad applicare lo split payment IVA anche le seguenti tipologie societarie:

  • società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, nn. 1) e 2), del codice civile, direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  • società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;
  • società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, dalle società di cui alle lettere a) e b), ancorché queste ultime rientrino fra le società di cui alla lettera d) ovvero fra i soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196

Per individuare le società soggette allo split payment IVA occorre considerare il combinato disposto dell’articolo 1 del DL 50/2017 e del DM 23 gennaio 2015 così come modificato dai successivi DM del 27 giugno e del 13 luglio 2017.

L’attuazione dello split payment ad opera del Mef

Il DM 27 giugno 2017, in particolare, ha previsto un doppio regime di individuazione delle società destinatarie della nuova normativa sullo split payment IVA.

In particolare, viene previsto un regime transitorio dal 1° luglio al 31 dicembre 2017:

In sede di prima applicazione, per le operazioni per le quali è emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2017, le disposizioni dell’articolo 17 ter del d.p.r. 633/1972 si applicano alle società controllate o incluse nell’indice FTSE MIB, ci cui al comma 1-bis dello stesso articolo 17-ter, che risultino tali alla data di entrata in vigore del D.L. 50/2017, come individuate nell’elenco pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze.

A partire dal 1° gennaio 2018, invece, è prevista l’entrata in vigore del nuovo regime effettivo in funzione del quale:

Per le operazioni per le quali è emessa fattura nell’anno 2018 e negli anni successivi, le disposizioni dell’articolo 17-ter del d.p.r. 633/1972 si applicano alle società controllate o incluse nell’indice FTSE MIB, di cui al comma 1-bis dello stesso articolo 17 ter, che risultano tali alla data del 30 settembre precedente. Tali società sono individuate a seguito della pubblicazione entro il 20 ottobre di ciascun anno, da parte del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del relativo elenco. Le società interessate possono, entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’elenco, segnalare eventuali incongruenze o errori al suddetto Dipartimento. L’elenco definitivo è approvato dal Ministero dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 15 novembre di ciascun anno con effetti a valere per l’anno successivo.

Il DM del 13 luglio è intervenuto modificando quest’ultimo aspetto ed abrogando la disposizione relativa all’obbligo del MEF di emanare un decreto ad hoc per la conferma dell’elenco.

Di conseguenza la nuova disposizione da osservare a partire dal 1° gennaio 2018 prevede come società soggette allo split payment:

le società controllate ovvero incluse nell’indice FTSE MIB che risultano tali al 30 settembre dell’anno precedente, individuate nel sito istituzionale del Dipartimento delle Finanze del MEF. L’elenco viene pubblicato entro il 20 ottobre di ciascun anno; l’elenco definitivo viene pubblicato dal Dipartimento delle Finanze entro il 15 novembre di ogni anno, e vale per l’anno successivo.

Il DM 27 giugno 2017 ha poi previsto le regole da applicare ai casi particolari, ovvero a quelle situazioni in cui le società si trovino ad entrare ovvero uscire dalla sfera di controllo delle pubbliche amministrazioni e/o dall’indice FTSE MIB.

Si tratta, in particolare, di tre fattispecie esplicitamente disciplinate:

  • Se, dopo il 24 aprile 2017, il controllo o l’inclusione nell’indice FTSE MIB si verifica in corso d’anno ed entro il 30 settembre, le società cessionarie/committenti applicano le disposizioni relative allo split payment a partire dalle fatture ricevute dal 1°gennaio dell’anno successivo a quello di controllo/inclusione;
  • Se, negli anni successivi, il controllo o l’inclusione nell’indice FTSE MIB viene a mancare in corso d’anno ed entro il 30 settembre, le società cessionarie/committenti applicano le disposizioni relativamente alle operazioni per le quali è emessa fattura fino al 31 dicembre dell’anno;
  • Se, negli anni successivi, il controllo o l’inclusione nell’indice FTSE MIB viene a mancare in corso d’anno e dopo il 30 settembre, le società cessionarie/committenti applicano le disposizioni in relazione alle operazioni per le quali è emessa fattura fino al 31 dicembre dell’anno successivo.

Per semplificare l’iter di individuazione delle società, il Dipartimento delle Finanze del MEF ha pubblicato sul proprio sito istituzionale gli elenchi dei soggetti destinatari delle norme sullo split payment diversi dalle P.A. (www.finanze.it).

Anche sulla vicenda della pubblicazione degli elenchi da parte del MEF non si può non sottolineare la confusione che si è venuta a creare. Il Dipartimento delle Finanze, infatti, ha pubblicato un primo elenco in data 14 luglio; successivamente, alla luce dell’emanazione del DM 13 luglio 2017 ha dovuto rivedere diverse volte questa prima versione degli elenchi.

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