Dehors e terrazze chiuse nei bar e nei ristoranti spagnoli in caso di caldo estremo. Le nuove regole per l’estate.
In Europa sta arrivando un caldo record e le autorità devono prepararsi tempestivamente per limitare i danni a carico dell’ambiente e dei cittadini. Tra i primi ad agire troviamo la Spagna, che ha già predisposto una riforma per il settore alberghiero. I dehors di bar e ristoranti saranno chiusi in estate, in caso di caldo estremo, così da salvaguardare la salute di clienti e lavoratori. È un passaggio essenziale alla luce dei terribili pronostici per i mesi estivi, di cui tutti gli Stati europei dovrebbero tenere conto per predisporre strategie adeguate, non soltanto nel lungo termine per quanto riguarda l’impatto ambientale ma anche nell’immediato, per rispondere adeguatamente ai pericoli portati dalle ondate di caldo.
La Spagna si prepara a chiudere i dehors di bar e ristoranti quest’estate in caso di caldo estremo
Dehors e terrazze sono strutture molto vantaggiose, permettono ai locali di aggiungere molto spazio e ai clienti di usufruire delle location all’aperto. Quando le temperature sono molto elevate, tuttavia, si trasformano in luoghi potenzialmente pericolosi per i consumatori che vi sostano a lungo, come pure per i lavoratori che devono trascorrerci svariato tempo. Il sole diretto per quanto riguarda le terrazze, aggravato dalla chiusura dei dehors, implica un innalzamento ulteriore delle temperature che non è affatto ottimale.
La Spagna ha deciso di intervenire prima dell’arrivo dell’estate, anche se ciò significa inevitabilmente rinunciare a una fetta importante delle entrate economiche legate al settore alberghiero e turistico. Con una nuova riforma ad hoc Madrid ha deciso di vietare l’uso di queste strutture nel caso in cui l’agenzia meteorologica spagnola emani un’allerta arancione o rossa dovuta alle alte temperature.
Potranno continuare a utilizzare dehors e terrazze esclusivamente i locali che potranno garantire adeguati sistemi di raffreddamento e e spazi all’ombra. Ovviamente è una notizia rassicurante per chi usufruisce del servizio, ma anche un potenziale danno per ristoranti e bar, che potrebbero essere costretti a lavori costosi o a sacrificare parte della clientela, almeno temporaneamente.
I turisti stessi, in misura ancora maggiore degli abitanti, potrebbero patire dei disagi per la minore disponibilità di aree dedicate alla ristorazione, anche se chiaramente ogni criticità è compensata dalla sicurezza per la salute così garantita. Non si tratta neanche di un divieto destinato a rimanere solo sulla carta, visto che per assicurarsi il rispetto delle nuove direttive la Spagna sta valutando l’introduzione di sanzioni molto elevate, arrivando addirittura fino a 50.000 euro per ogni infrazione.
Di conseguenza, trovare dei posti dove mangiare e bere all’aperto potrebbe essere molto difficile durante il giorno, ma anche alla sera, quando tutti vorranno finalmente usufruire di questi servizi. La stretta spagnola non arriva comunque in modo inaspettato, visto che già nell’anno passato la questione aveva sollecitato l’attenzione delle autorità. Già nell’estate del 2025, considerando che in zone come l’Andalusia le temperature hanno toccato anche i 45 °C, il governo spagnolo aveva annunciato una rete di rifugi climatici per offrire riparo dal caldo ai cittadini.
Molte autorità locali si sono coordinate immediatamente per assicurare luoghi freschi in cui le persone potessero sostare e trovare rifugio dal caldo, sfruttando edifici pubblici come biblioteche e scuole. In Italia e nella stragrande maggioranza dei Paesi europei non esistono ancora disposizioni analoghe, né regole specifiche per l’uso degli spazi pubblici o aperti al pubblico durante le allerte meteo relative al caldo. Ciò non esclude che ulteriori regole possano arrivare in questi mesi, sebbene la gestione di queste aree sia già così particolarmente complessa.
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