La Spagna ha acquistato dalla Russia un volume record di gas liquefatto a marzo

Alessandro Nuzzo

20 Aprile 2026 - 21:15

Il paese iberico è diventato il primo importatore europeo di gas russo. Questo nonostante l’Europa lo abbia vietato da gennaio 2027.

La Spagna ha acquistato dalla Russia un volume record di gas liquefatto a marzo

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, e la conseguente crisi energetica scaturita dal blocco dello Stretto di Hormuz, potrebbero avere un vincitore inatteso: la Russia. Con la chiusura di questo passaggio strategico, infatti, gran parte del gas e del petrolio provenienti dai Paesi del Golfo Persico non riesce più a raggiungere i mercati occidentali.

Di fronte al calo delle importazioni energetiche dal Medio Oriente, molti Paesi europei sono stati costretti a cercare nuovi partner energetici su cui fare affidamento. E tra i fornitori disponibili, uno dei principali resta proprio la Russia. In questo contesto emerge un dato sorprendente: negli ultimi mesi un Paese europeo ha aumentato in modo significativo gli acquisti di gas russo, arrivando a diventare il primo importatore europeo. Si tratta della Spagna.

Secondo i dati diffusi dalla società energetica Enagás, nel mese di marzo la Spagna ha acquistato dalla Russia l’equivalente di 9.807 GWh di GNL, pari al 26,1% del volume totale importato. Si tratta di una quantità più che doppia rispetto a marzo 2025, quando Madrid aveva importato circa 4.393 GWh. Analizzando i dati storici, questo livello di importazioni supera persino quello registrato nel 2023, quando l’impennata dei prezzi dell’energia aveva provocato una grave crisi energetica in tutta Europa.

Spagna, a marzo l’acquisto di gas russo è aumentato del 124%

Queste cifre trovano conferma anche nell’analisi condotta dal Centre for Research on Energy and Clean Air, che monitora l’export di combustibili fossili russi. Secondo il rapporto, Madrid è diventata nel mese di marzo il principale acquirente europeo di gas russo, acquistando GNL per un valore di 355 milioni di euro. Gli acquisti sono aumentati del 124% rispetto a febbraio e hanno coinvolto tutti i terminal di rigassificazione spagnoli, con Bilbao in testa per volumi gestiti.

Questi dati dimostrano come, nonostante l’Unione Europea abbia deciso di vietare le importazioni di gas naturale liquefatto russo a partire dal 1° gennaio 2027, diversi Paesi continuino ancora oggi ad acquistare energia da Mosca. L’Europa ha anche stabilito che dal 25 aprile non potranno più essere firmati contratti a breve termine per l’importazione di GNL russo, ma nella pratica diversi governi stanno aumentando le forniture nel breve periodo per compensare l’incertezza dei mercati energetici.

A influire su questa dinamica è anche il recente conflitto scoppiato in Iran, che ha ulteriormente destabilizzato i mercati e costretto molti Paesi europei a cercare fonti alternative di approvvigionamento.

Dietro Madrid, tra i principali importatori europei di gas russo figurano Ungheria, con importazioni per 297 milioni di euro, seguita da Francia con 287 milioni, dal Belgio con 219 milioni e dalla Bulgaria con 88 milioni.

L’Italia, invece, ha progressivamente ridotto la dipendenza energetica dalla Russia, aumentando le importazioni di gas dall’Algeria e affiancandole a forniture provenienti da Stati Uniti e Qatar.

Per Mosca l’Europa resta comunque un partner fondamentale per l’export energetico. Tra i principali clienti del Cremlino figurano anche Cina, India e Turchia. Nonostante le tensioni geopolitiche, circa il 49% delle esportazioni mondiali di GNL russo continua a finire nei porti europei, una quota addirittura doppia rispetto a quella destinata alla Cina.

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