Sospensione feriale dei termini dal 1° agosto 2018: come funziona?

Nel mese di agosto scatterà la sospensione feriale dei termini che riguarderà da vicino i processi amministrativi, civili e tributari (e quindi anche le cartelle di pagamento). Ecco come funziona e quali processi ne sono interessati.

Sospensione feriale dei termini dal 1° agosto 2018: come funziona?

Manca meno di un mese all’inizio della sospensione feriale dei termini, ovvero del periodo durante il quale vengono sospese - e di conseguenza allungate - le scadenze in ambito processuale sia per i processi tributari che per quelli amministrativi e civili.

A tal proposito bisogna sottolineare che dal momento che la sospensione feriale oltre a riguardare le giurisdizioni ordinarie e amministrative vale anche per il processo tributario questo comporta al rinvio delle scadenze per l’impugnazione di una cartella di pagamento.

In questo periodo, quindi, i tribunali smettono temporaneamente di occuparsi di alcune cause visto che i loro termini processuali vengono sospesi.

È importante ricordare, però, nel periodo della sospensione feriale i tribunali non vengono chiusi completamente, poiché la loro attività è solamente ridotta; ci sono cause, infatti, che vengono trattate normalmente, ovvero quelle per i quali i termini non si considerano sospesi.

Ogni anno la sospensione feriale va dal 1° al 31 di agosto; nel 2019, questa avrà inizio da sabato 1° agosto (venerdì 31 luglio sarà quindi l’ultimo giorno utile) e terminerà domenica 2 settembre. I termini riprenderanno a decorrere normalmente da lunedì 3 settembre 2018.

Vi ricordiamo che questo periodo è stato “ridotto” nel 2014, dal decreto n°132 recante misure sulla degiurisdizionalizzazione. Prima di allora infatti le “vacanze estive” del Tribunale duravano dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno, mentre dal 2014 il termine delle ferie è fissato al 31 agosto.

Cosa cambia nel periodo della sospensione feriale per il tribunale? Quali sono le cause che non vengono sospese? Di seguito trovate tutte le informazioni delle quali avete bisogno, compreso l’elenco delle cause per le quali non sono previsti cambiamenti. Prima di tutto, però, vediamo quali sono gli effetti della sospensione feriale dei termini processuali.

Gli effetti

Nel periodo della sospensione feriale il Tribunale smette di trattare di alcune cause; dal 1° al 31° agosto quindi non saranno fissate udienze. Questo “stop ai lavori” produce degli effetti anche per i termini processuali, fissati dalla legge ad esempio per l’impugnazione di un atto o per il deposito dei documenti.

Nel dettaglio, nel periodo della sospensione il termine processuale smette di essere calcolato; è come se il calendario del tribunale mancasse completamente del mese di agosto. È bene sottolineare che la sospensione riguarda esclusivamente termini che si riferiscono ad atti processuali, mentre per quelli stragiudiziali questi procedono regolarmente.

Ad esempio, i termini si sospendono per il pignoramento, inteso come un vero e proprio atto processuale, mentre non ci sono variazioni per il precetto in quanto si tratta di un atto di tipo stragiudiziale.

Calcolo dei termini processuali

Come anticipato la sospensione feriale comporta delle variazioni nel calcolo dei termini degli atti processuali e non stragiudiziali. Quali sono le variazioni? Il calcolo è molto semplice; ad esempio, se il termine processuale ha inizio prima del periodo feriale il calcolo riprenderà al 1° settembre. Di conseguenza, il termine non scadrà il 22 agosto, ma il 22 settembre 2018.

Se invece il termine processuale ha inizio durante il periodo feriale, il calcolo avrà inizio a partire dal 3 settembre 2018. Ad esempio, per una multa riguardante un’infrazione del Codice della Strada notificata il 7 agosto, i 30 giorni per l’impugnazione si calcolano dall’inizio del mese successivo.

Sospensione feriale per il processo tributario

Nel periodo della sospensione dei termini processuale anche il processo tributario si ferma. Di conseguenza, la sospensione scatta anche per i ricorsi presentati contro le cartelle esattoriali, così come per il preavviso di fermo.

Come è noto per l’impugnazione di una cartella o di un atto impositivo si ha tempo fino al 60° giorno dalla data di notifica; tuttavia, se in questo periodo è compreso il mese di agosto, il calcolo si ferma per 31 giorni.

Questo vale nel caso in cui si decida di impugnare un atto tributario, come ad esempio un avviso di accertamento o di liquidazione ai fini dell’IVA, ma anche per una cartella di pagamento o per un atto di recupero del credito di imposta.

È stata la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n°23049 del 2015 a chiarire che per tutti questi tipi di impugnazione vale la sospensione feriale dei termini processuali. Quindi i 30 giorni di agosto essendo considerati come feriali non rientrano nel conteggio dei termini dell’impugnazione e il computo ricomincerà dal 1° settembre.

Inoltre è importante ricordare che con il decreto legislativo 193/2016 la sospensione feriale dei termini estivi è stata estesa anche agli avvisi bonari, al pagamento degli atti di pagamento in liquidazione di imposte a tassazione separata e ai documenti - ed informazioni - richiesti dall’Agenzia delle Entrate.

Quando non vale

Vista l’importanza di alcune cause è stato deciso che la sospensione feriale non è sempre valida. Quando si tratta di una materia per la quale c’è urgenza di trattazione, infatti, il Tribunale non chiude e di conseguenza anche i termini non subiscono variazioni.

Ci sono dei casi specifici sia in materia civile che penale. Ecco un elenco completo di quando in ambito civile non si applicano le regole sulla sospensione feriale:

  • dichiarazioni e revoca dei fallimenti;
  • cause relative al calcolo degli alimenti;
  • obblighi assistenza o previdenza stabiliti da contratti e accordi collettivi;
  • procedimenti di tipo cautelare;
  • adozione di provvedimenti in materia di amministratore di sostegno, interdizione o inabilitazione;
  • ordini di protezione contro abusi familiari;
  • sfratto;
  • opposizione agli atti esecutivi;
  • tutte quelle cause aventi come oggetto un rapporto di lavoro di tipo dipendente, sia nel settore privato che in quello pubblico (in quest’ultimo caso solo per gli enti che svolgono prevalentemente attività economica).

In ambito penale, invece, la sospensione feriale non vale per:

  • procedimenti riguardanti imputati sottoposti a custodia cautelare (solo in caso di rinuncia alla sospensione dei termini richiesta dall’imputato o da un suo difensore);
  • indagini preliminari in caso di reati di criminalità organizzata;
  • per quelle cause relative a reati soggetti a prescrizione;
  • quando bisogna decidere dell’applicazione di una misura di prevenzione o del sequestro dei beni;
  • incidente probatorio per l’assunzione di prove non rinviabili.

Per quanto riguarda l’ambito amministrativo questa vale solo per i procedimenti per la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, mentre in materia tributaria non sono previsti casi di esclusione.

In linea generale comunque la sospensione feriale non viene applicata tutte quelle volte in cui la sospensione dei termini e il rinvio di un’udienza potrebbero recare un grave pregiudizio alle parti. È il Presidente del Tribunale a doverne confermare l’urgenza tramite apposito decreto in calce alla citazione o al ricorso, mentre per le cause già iniziate c’è bisogno del provvedimento del giudice istruttore o del collegio.

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