Solo tre Paesi costruiscono le navi mercantili di cui tutto il mondo ha bisogno

Ilena D’Errico

11 Maggio 2026 - 00:41

Per costruire tutte le navi mercantili di cui il mondo ha bisogno basterebbero soltanto questi 3 Paesi, ma tutto può cambiare ancora.

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Le navi mercantili sono indispensabili per le economie internazionali. Servono al trasporto di merci e persone per grandi distanze, comprendendo le enormi navi da crociera che occupano una fetta considerevole del mercato navale, e tutti i mezzi di trasporto per materiali critici come quelli energetici. Eppure, al momento la produzione mondiale è decisamente disomogenea. Soltanto 3 Paesi potrebbero coprire da soli il fabbisogno mondiale, con un piccolo contributo da parte di Filippine, Italia, Francia e Germania, senza contare l’annunciata ripresa degli Stati Uniti, anche se al momento sono ancora marginali nella produzione.

Il dominio navale della Cina è fuori discussione

La Cina rientra tra i 3 Paesi del mondo che costruiscono la stragrande maggioranza delle navi mercantili, ma non gioca nello stesso campionato degli altri 2. Pechino ha superato da sola la metà della quota di mercato nella costruzione navale di tutto il mondo nel 2024. E i dati sono fortemente indicativi anche per gli anni successivi, visto che nello stesso anno i cantieri navali cinesi hanno accolto il 74% di tutti gli ordini, facendosi così carico della costruzione di 3/4 di tutte le navi del mondo.

Oggi la Cina continua a dominare il mercato sia nel settore civile che in quello militare, con un distacco sempre più marcato dagli altri Paesi. Così, i cantieri navali cinesi sono sempre più grandi e all’avanguardia. Soltanto l’anno scorso è stata ufficializzata la fusione tra la China State shipbuilding corporation (Cssc) e China shipbuilding industry corporation (Csic), le due società controllate dallo Stato cinese che hanno dato forma al più grande costruttore navale del mondo.

Il 14° Piano quinquennale cinese (2021-2025) ha rappresentato un punto di svolta per la crescita della produzione cinese, che ha visto la consegna di moltissime navi di fascia alta, tra cui svariate superpetroliere da 300.000 tonnellate. Non si è trattato di un successo dovuto al caso, visto che la Cina aveva comunicato di voler raggiungere questi obiettivi di produzione già nel 2023, tenendo il passo dell’elevata domanda generata dai porti nazionali.

Pechino non si è più fermata dal 2007, quando per la prima volta ha superato la produzione di Giappone e Corea del Sud. Orientandosi su navi di alto valore, la produzione cinese è avanzata inarrestabile nel corso degli anni e continua a lasciare sempre meno spazio al resto del mondo. Come recentemente reso noto dalle autorità cinesi, entro il 2035 l’80% dei sistemi di supporto e di attrezzature dei cantieri navali cinesi dovrà provenire da aziende nazionali.

In questi anni i subappalti e le forniture verranno gradualmente trasferiti ai fornitori nazionali, tagliando fuori a tutti gli effetti i partner internazionali. Localizzando quasi completamente la massiccia produzione navale la Cina potrà ergersi con ulteriore distacco sugli altri Paesi del mondo, assicurandosi non soltanto una capacità produttiva inimitabile ma anche un’indipendenza quasi granitica, al riparo da ogni dinamica geopolitica mutevole.

La Corea del Sud continua a investire nelle navi

La Corea del Sud è tra i 3 Paesi mondiali che costruiscono il maggior numero di navi mercantili, anche se negli ultimi anni ha mostrato delle difficoltà. Seul, tuttavia, non si è mai data per vinta e ha continuato a investire in modo importante nel settore navale, concentrandosi principalmente sui segmenti più costosi e complessi, in cui tuttora conserva un certo prestigio. Ad oggi, infattti, è ancora il cantiere navale sudcoreano Hd Hyundai heavy industries a detenere la capacità produttiva più elevata del mondo.

Le rappresaglie commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti hanno inoltre giovato alla ripresa sudcoreana, con le pressioni di Washington che hanno indotto tanti armatori occidentali a spostare i propri ordini ai cantieri navali di Seul per sicurezza. Di fatto, la produzione di navi mercantili della Corea del Sud è decisamente notevole, nonostante le difficoltà intercorse, come la carenza di manodopera a cui il Paese sta facendo fronte con l’immigrazione. Circa il 75% della flotta mondiale di petroliere Gnl viene costruito proprio in Corea del Sud, una percentuale ancora più considerevole se si ricorda che si tratta delle navi mercantili più complesse e sofisticate sul mercato.

In ripresa anche il Giappone

Anche se tenere il passo con la Cina è sempre più difficile anche per i migliori produttori di navi, il Giappone sta compiendo una risalita davvero eccezionale. Entro il 2030 avrà raddoppiato la sua capacità di produzione navale, ottimizzata con nuovi progetti che rendono le navi più veloci e facili da assemblare. Oggi Tokyo è il terzo cantiere navale mondiale, con una capacità corrispondente fino al 13% delle navi mercantili di tutto il mondo per tonnellate, ma ha un asso nella manica per il futuro.

Il Giappone detiene infatti i migliori brevetti in circolazione per le grandi navi a basse emissioni inquinanti ed è fiducioso di raccoglierne i frutti tra pochi anni, quando le leggi ambientali renderanno sempre più costose le navi alimentate a diesel. Intanto, però, c’è l’ombra statunitense che incombe sempre più minacciosa su tutti e tre i leader mondiali, con il programma di Donald Trump per riportare i primati della produzione navale a Washington. Nel breve termine, la diminuzione degli ordini alla Cina può agevolare Giappone e Corea del Sud, ma in seguito potrebbe cambiare completamente tutti gli equilibri attualmente esistenti.

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