Solo il 14% dei giovani sottoscrive azioni o obbligazioni

Alberto De Pasquale

12/01/2024

Gli italiani tra i 18 e i 34 anni comprendono la relazione rischio-rendimento e fanno spese sostenibili, ma in pochi riescono a investire.

Solo il 14% dei giovani sottoscrive azioni o obbligazioni

I giovani e la finanza sono mondi troppo distanti?
È questa la domanda che si è posta la Banca d’Italia, per analizzare le conoscenze economico-finanziarie degli italiani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni.

Di inflazione, tassi di interesse e diversificazione del rischio si sente parlare di continuo, eppure appena il 35% dei giovani riesce a definire correttamente questi concetti fondamentali. Per l’indagine è stato coinvolto un campione di 5.372 ragazzi tra i 18 e i 34 anni da Nord a Sud, costituito da studenti, lavoratori dipendenti e autonomi, intervistati in via telematica.

La conoscenza più diffusa è quella sulla relazione tra rischio e rendimento, compresa dal 78% dei ragazzi, mentre il concetto in assoluto più ostico è quello di interesse composto. La nozione dell’interesse che, invece di essere pagato o riscosso viene aggiunto al capitale iniziale che lo ha generato, è nota infatti solamente al 30% degli intervistati.

La poca dimestichezza con i temi economico-finanziari può essere spiegata dalla scarsa propensione alla responsabilità economica vissuta nel contesto familiare. Sempre secondo lo studio, il 38% dei ragazzi che vive con i genitori ha in gestione un piccolo budget personale e il 37% partecipa alla gestione familiare. Tuttavia, oltre il 14% si dichiara totalmente estraneo alla gestione del denaro; un valore che nel caso delle donne raggiunge il 17%.

Circa la metà dei giovani non ritiene necessario formulare un piano per la vecchiaia e non è interessato a investire in fondi pensionistici, a causa dei rischi di perdite. Il 43% si limita ad accantonare i risparmi alla fine del mese. In pochi riescono ad avere una visione di lungo periodo. È bassissimo l’interesse per l’investimento: solamente il 14% dei ragazzi italiani ha sottoscritto, almeno una volta, azioni o obbligazioni. Per i giovani, finanza digitale significa principalmente utilizzo di carte di pagamento (per l’82%), trasferimento di denaro online (80%) e gestione via web del conto corrente (78%). In pochi si spingono a sottoscrivere polizze (49%) o a fare trading online (29%).

Ma la voglia di imparare e aggiornarsi non manca. L’83% dei giovani italiani si tiene informato sui temi economici e finanziari, principalmente attraverso social media, televisione, web e riviste specializzate. Tra i 18 e i 23 anni si tende a migliorare le proprie competenze finanziarie soprattutto a scuola e all’università, mentre tra i 24 e i 34 anni ci si affida di più a banche e istituzioni. Le fonti da consultare sono molteplici; anche se importante resta il contesto familiare. Il 24% dei ragazzi discute e approfondisce temi economici proprio in famiglia.

Anche se sono in pochi a saper definire correttamente i fondamentali concetti economico-finanziari, i giovani tra i 18 e i 34 anni aspirano a una gestione virtuosa delle proprie finanze. Oltre l’89% di loro presta attenzione alla sostenibilità delle spese, al rispetto delle scadenze (77%) e al budget (67%). Avvertono l’importanza che l’economia può avere nella vita quotidiana e hanno a cuore il tema del contrasto della disoccupazione, che rappresenta una preoccupazione per oltre il 48% dei ragazzi tra i 18 e i 23 anni (tra gli over 30 la quota sale al 52%).