I soldi vinti alla Ruota della Fortuna sono tassati?

Ilena D’Errico

31 Maggio 2026 - 18:24

Ecco come funziona la tassazione delle vincite fatte alla Ruota della Fortuna e cos’è cambiato quest’anno.

I soldi vinti alla Ruota della Fortuna sono tassati?
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I premi in denaro dei vari giochi televisivi sono sempre molto allettanti, ma quando si arriva al momento della riscossione le cose possono farsi più complicate del previsto. I tempi e le modalità per incassare i soldi vinti non sono proprio accomodanti, per via di tutti gli standard che la procedura deve garantire dal punto di vista legale e fiscale

Conoscere tutti i dettagli di questo processo è importante per partecipare ai giochi in maniera consapevole, ma anche una vera e propria curiosità che tutti vogliono conoscere, tanto i partecipanti quanto gli spettatori. 

La tassazione delle vincite, in particolare, è un aspetto fondamentale da prendere in considerazione per comprendere bene l’entità dei premi in palio. Inutile dire che le somme lette sui monitor non coincidono quasi mai con quelle intascate dal fortunato giocatore, proprio per via dell’imposizione fiscale. 

Un’idea che è difficile da buttare giù nonostante l’elemento completamente fortuito, e anzi proprio perché si tratta di lotterie e similari.

L’avvicinarsi della fine della Ruota della Fortuna, amatissima trasmissione condotta da Gerry Scotti, ha riacceso l’interesse degli italiani. Soprattutto, l’annuncio del conduttore sulle nuove modalità di pagamento dei premi all’inizio del 2026 ha scatenato nuovamente domande e attenzione. 

Da quando se ne ha memoria i montepremi vengono riscossi in gettoni d’oro, con tutti i pro e contro che ne conseguono, ma cosa cambia adesso? E, soprattutto, come saranno tassate le vincite?

Le vincite della Ruota della Fortuna sono tassate

Nonostante le novità annunciate da Gerry Scotti, le vincite della Ruota della Fortuna 2026 restano tassate, proprio come quelle delle edizioni precedenti e future o di qualsiasi altro gioco a premi. La normativa italiana, infatti, prevede che il montepremi di qualsiasi lotteria o gioco a premi (naturalmente autorizzati secondo le regole) sia soggetto a una specifica imposizione fiscale. In particolare, la somma della vincita comunicata al giocatore è sempre lorda, perché deve rinunciare alle seguenti componenti: 

la ritenuta fiscale del 20% come imposta sostitutiva, trattenuta direttamente dall’emittente televisiva, che poi si occupa di effettuare il pagamento allo Stato;

l’Iva al 22%, quando si tratta di gettoni d’oro, opzione quasi sempre valida visto che nell’ordinamento italiano i programmi televisivi non possono pagare direttamente i concorrenti (si tratterebbe di gioco d’azzardo o equiparabili);

i costi di conversione dell’oro, che dipendono dalle quotazioni di mercato, con un tasso dunque sempre variabile.

È quindi evidente che il concorrente mette in tasca una somma molto inferiore rispetto a tutto l’ammontare della vincita messo in palio, ma si tratta perlopiù di costi legati all’uso dell’oro. Sostituendo questo mezzo di pagamento, infatti, la tassazione si riduce alla sola imposta sostitutiva. 

Come vengono tassate le vincite della Ruota della Fortuna

Il pagamento dei premi in gettoni d’oro, spesso antipatico ai giocatori, sta per arrivare al capolinea, o almeno lo ha fatto per quanto riguarda il serpentone. Come comunicato dal conduttore della Ruota della Fortuna, infatti:

Dal primo febbraio i premi nei giochi televisivi La ruota della fortuna e più tardi anche a Chi vuol essere milionario non verranno più dati in gettoni d’oro ma saranno liquidati in soldi reali con la ritenuta d’acconto.

Mediaset saluta gradualmente i gettoni d’oro in favore di un pagamento diretto tramite bonifico, che limita la tassazione alla sola imposta sostitutiva del 20%, di cui si continuerà a occupare l’emittente. Per conoscere l’ammontare netto dei premi sarà sufficiente sottrarre il 20% dal totale, ma solo da febbraio 2026. Fino a quel momento sono rimasti i gettoni d’oro, con i costi aggiuntivi sopracitati. 

I vincitori ricevono quindi un bonifico con le somme vinte, beneficiando di una procedura molto più snella e veloce, oltre che meno influente sull’importo della vincita. Tutto si deve all’interpretazione fornita dal Tar Lazio in merito alle regole contro il gioco d’azzardo, che non impongono l’uso dei gettoni d’oro.

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