Non è la storia del «Lolita Express». È la storia di come i soldi comprano la scienza, e la scienza dà l’alibi all’eugenetica.
Jeffrey Epstein, accusato di traffico sessuale di ragazzine anche di 14 anni e, stando alle cronache, morto suicida a 66 anni nel carcere di Manhattan nel 2019, non voleva solo impunità. Voleva posterità biologica.
Per anni ha confidato a scienziati un piano preciso: usare il suo ranch in New Mexico per fecondare donne con il suo sperma e far nascere i suoi figli.
Quattro testimoni lo hanno riferito tra il 2001 e il 2006, anche se non c’è prova che sia riuscito.
A una cena, una scienziata della NASA disse a Jaron Lanier che l’obiettivo erano 20 donne incinte contemporaneamente a Zorro Ranch, copiando il Repository for Germinal Choice, la banca del seme dei Nobel.
La sua visione rifletteva la fascinazione per il transumanesimo: migliorare la popolazione con ingegneria genetica e intelligenza artificiale, che i critici hanno definito una versione moderna dell’eugenetica. Ha dato 6,5 milioni di dollari a Harvard per creare il Program for Evolutionary Dynamics, dove organizzava pranzi. Nel 2011 la sua fondazione ha versato 20.000 dollari alla World Transhumanist Association e ha pagato 100.000 dollari di stipendio a Ben Goertzel, vicepresidente. La sua società, Southern Trust Company, dichiarava nei documenti di occuparsi di «analisi del DNA».
A un seguace disse che voleva farsi congelare testa e pene per tornare in futuro. Epstein ha usato gli stessi metodi per insinuarsi nell’élite scientifica e perseguire eugenetica e crionica.
La lista: Murray Gell-Mann, Stephen Hawking, Stephen Jay Gould, Oliver Sacks, George Church, quello che lavora per creare umani superiori, e Frank Wilczek. Li portava alle Virgin Islands, una volta persino in sottomarino noleggiato con Hawking a bordo.
Nel 2004, a Monterey tramite John Brockman, fu presentato a Larry Page, Sergey Brin e Jeff Bezos con la madre.
La sua rete comprendeva Bill Clinton, Donald Trump e il principe Andrea.
A Harvard criticò gli sforzi per ridurre fame e sanità ai poveri perché aumentano il rischio di sovrappopolazione.
Steven Pinker, dopo averlo contraddetto, fu fatto cacciare e lo definì «impostore intellettuale» che cambiava discorso con battutine da adolescente. Alan Dershowitz ricorda un pranzo dove Epstein spingeva per migliorare geneticamente gli umani e lui pensò ai nazisti. Al convegno del 2006 a St. Thomas, con Hawking e Kip Thorne, non parlava di gravità, parlava di perfezionare il genoma umano. Nel 2008 evitò l’ergastolo con un patteggiamento segreto, passò 13 mesi in un carcere di Palm Beach dove poteva uscire per lavoro sei giorni su sette.
Epstein non era un matto isolato. Era il prototipo: denaro senza limiti, disprezzo per i deboli, ossessione per l’ingegneria umana, accesso diretto ai laboratori migliori del mondo.
Ha finanziato l’AI quando era fringe, la genetica quando era tabù, il transumanesimo quando era ridicolo. Ha dimostrato che la scienza non è immune alla corruzione: basta pagare il buffet giusto a Harvard.