Smart working senza accordo: cambia dal 1° agosto?

Lo smart working senza accordo individuale tra le parti con la procedura semplificata resta in vigore fino alla fine dello stato di emergenza prorogato al 15 ottobre 2020. Di conseguenza, al contrario di quanto spiegato dalle FAQ ministeriali, non cambia dal 1° agosto, ma in seguito. Vediamo come.

Smart working senza accordo: cambia dal 1° agosto?

Lo smart working senza accordo individuale è stato previsto dal governo in piena emergenza e con essa dovrebbe finire, fatto salvo la possibilità di un intervento specifico all’interno del decreto Agosto.

Dal 1° agosto, contrariamente a quanto previsto in occasione del termine dello stato di emergenza del 31 luglio, lo smart working per il settore privato non cambia nonostante le FAQ del ministero del Lavoro intervenute la scorsa settimana in materia e che comunque saranno valide fra qualche mese.

Per evitare il contagio da COVID-19 e favorire il lavoro agile il DPCM del 1° marzo e seguenti hanno introdotto la necessità di una procedura semplificata per l’accesso allo smart working in deroga a quanto previsto dalla legge n.81/2017.

Con la fine dello stato di emergenza inizialmente prevista per il 31 luglio, lo smart working senza accordo avrebbe dovuto subire una modifica dal 1° agosto.

Lo stato di emergenza è stato prorogato al 15 ottobre e per i dipendenti privati lo smart working nella sua misura ordinaria dovrebbe riprendere dal 16 ottobre, fatto salva l’eventualità che un decreto specifico in merito venga approvato.

Non solo era stato annunciato un intervento in materia di smart working nel decreto Agosto, ma la bozza circolante al momento non lo prevede.

Lo smart working senza accordo resta nella sua forma semplificata per altri tre mesi o poco meno, ma come cambierà alla fine dello stato di emergenza, e non dal 1° agosto, ce lo dicono le FAQ ministeriali.

Smart working senza accordo: non cambia dal 1° agosto

Allo smart working è possibile accedere oggi senza accordo. Non cambia dal 1° agosto, dal momento che lo stato di emergenza è stato prorogato, ma potrebbe essere modificato dal 16 ottobre quando, salvo ripensamenti successivi, questo scadrà.

Parliamo dei lavoratori privati lo precisiamo dal momento che per lo smart working nella PA delle novità sono arrivate con il decreto Rilancio convertito.

Il ministero del Lavoro la scorsa settimana fa ha pubblicato due FAQ relative allo smart working in riferimento all’articolo 90 del decreto Rilancio convertito nella legge n.77/2020 per genitori con almeno un figlio al di sotto dei 14 anni secondo il quale senza accordi individuali e compatibilmente con la prestazione la modalità di lavoro agile deve essere concessa fino alla cessazione dello stato di emergenza.

Come ricorda il ministero secondo il suddetto articolo lo smart working può essere attivato con procedura semplificata entro il 31 luglio e comunque non oltre il 31 dicembre 2020. La data diventa quella del 15 ottobre.

Il ministero chiarisce che il riferimento all’articolo al 31 dicembre 2020 è da intendersi come limite massimo di applicazione dello smart working senza accordo.

Specifica il dicastero guidato da Nunzia Catalfo che per le nuove attivazioni di smart working così come anche le prosecuzioni del lavoro in modalità agile oltre il 31 luglio o comunque altra data se prolungato lo stato di emergenza (oggi il 15 ottobre), dovranno avvenire secondo le modalità e termini previsti dalla legge n.81/2017 dagli articoli dal 18 al 23.

Questo deve avvenire sempre con una comunicazione a far seguito alla stipula dell’accordo. La procedura semplificata per lo smart working senza accordi individuali viene meno con il venir meno dello stato di emergenza. Queste disposizioni, nonostante la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre, restano valide anche con il nuovo termine introdotto.

Smart working: comunicazioni

Per lo smart working dal 1° agosto, secondo la FAQ ministeriale, ma immaginiamo dal 16 ottobre ormai, cambieranno le regole anche in termini di comunicazioni. Specifica in una seconda FAQ il ministero del Lavoro:

“Oltre la data del 31 luglio 2020 (15 ottobre oggi n.d.r,), la comunicazione di cui all’articolo 23, comma 1 della Legge 22 maggio 2017, n. 81, sarà effettuata con i modelli predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Modello per effettuare la comunicazione – Template per comunicare l’elenco dei lavoratori coinvolti) e l’accordo è detenuto dal datore di lavoro che dovrà esibirlo al Ministero, all’Inail e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per attività istituzionali di monitoraggio e vigilanza.”

L’articolo 23 comma 1 della legge n.81/2017 stabilisce:

“L’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile e le sue modificazioni sono oggetto delle comunicazioni di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni.”

Il decreto del 1996 fa riferimento alle comunicazioni al centro per l’impiego.

La comunicazione deve essere effettuata secondo i modelli indicati dal ministero nella sua risposta:

Questa deve essere trasmessa insieme all’accordo individuale per lo smart working agli organi di competenza dal 1° agosto (secondo il vecchio termine) o comunque dopo la fine dello stato di emergenza (15 ottobre).

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