Smart working, nuove regole da oggi - martedì 7 aprile - con il rischio di sanzioni elevate. Ma vale solo per i datori di lavoro.
A partire da oggi, martedì 7 aprile, entrano in vigore le nuove regole sullo smart working. Se lavori anche solo saltuariamente da remoto, è importante capire cosa cambia davvero: le novità introdotte riguardano soprattutto le aziende, ma hanno effetti indiretti anche sulla tua attività quotidiana.
La nuova disciplina, prevista dalla legge annuale per le piccole e medie imprese (Legge n. 34/2026), rafforza infatti gli obblighi in materia di salute e sicurezza già contenuti nel decreto legislativo n. 81 del 2008, il cosiddetto Testo Unico sulla sicurezza.
L’obiettivo è chiaro: garantire che anche fuori dai locali aziendali il lavoratore sia tutelato allo stesso modo. Per questo motivo sono state introdotte sanzioni più severe nei confronti dei datori di lavoro che non rispettano le regole, con multe elevate e, nei casi più gravi, anche conseguenze penali. Ribadiamo che si tratta però di obblighi che ricadono esclusivamente sull’azienda: per i dipendenti non sono previste penalizzazioni, ma solo maggiori garanzie e tutele durante lo svolgimento del lavoro agile.
Smart working, cosa devono fare i datori di lavoro dal 7 aprile?
In particolare, da oggi cambiano soprattutto gli obblighi a carico delle aziende, chiamate a rafforzare le misure di tutela per chi lavora da remoto. Il punto centrale della nuova normativa è l’attenzione alla sicurezza: anche quando l’attività viene svolta fuori dai locali aziendali, il datore di lavoro resta pienamente responsabile della prevenzione dei rischi.
Nel dettaglio, d’ora in avanti le imprese devono fornire ai lavoratori in smart working un’informativa scritta, da consegnare almeno una volta all’anno, nella quale vengono indicati i rischi generali e quelli specifici legati alla modalità di lavoro agile. Si tratta, ad esempio, dei rischi connessi all’uso prolungato dei videoterminali, come affaticamento visivo, posture scorrette o stress lavoro-correlato.
Non solo: il datore di lavoro deve anche assicurarsi che gli strumenti utilizzati siano conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa, anche quando si tratta di dispositivi personali del dipendente. A questo si aggiunge l’obbligo di fornire un’adeguata formazione sui rischi e sulle corrette modalità di svolgimento dell’attività da remoto.
Infine, resta fermo il principio di collaborazione, secondo il quale il lavoratore è comunque tenuto a seguire le indicazioni ricevute e ad adottare comportamenti responsabili per tutelare la propria salute e sicurezza durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.
Le sanzioni
Accanto ai nuovi obblighi, la legge introduce anche un sistema sanzionatorio più rigoroso per garantire il rispetto delle regole sul lavoro agile. In particolare, viene modificato il quadro previsto dal decreto legislativo n. 81 del 2008, rafforzando le conseguenze per i datori di lavoro che non adempiono agli obblighi in materia di sicurezza.
Nel dettaglio, la mancata consegna dell’informativa scritta al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza comporta sanzioni rilevanti. Si va da ammende che possono superare i 7.400 euro fino, nei casi più gravi, all’arresto da 2 a 4 mesi.
Diventa ancora più stringente, quindi, l’obbligo di informare e formare i dipendenti sui rischi legati allo smart working, con l’informativa che diventa uno strumento essenziale per dimostrare che l’azienda ha adottato tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza anche fuori dall’ufficio.
E i lavoratori?
Per quanto riguarda i lavoratori non ci sono novità rilevanti sul piano degli obblighi o delle sanzioni. Pertanto, nella fattispecie di chi lavora in smart working non si rischiano multe, né tantomeno ci sono conseguenze dirette, ma resta tenuto a rispettare le indicazioni ricevute dall’azienda e ad adottare comportamenti corretti per tutelare la propria salute e sicurezza. In cambio, le nuove regole rafforzano le garanzie in loro favore e rendono più chiaro il perimetro delle tutele anche quando si lavora da remoto.
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