SK Hynix al Nasdaq, verso il dual listing da $30 miliardi che punta a cambiare il mercato dei chip

Flavia Provenzani

25 Giugno 2026 - 12:18

Il colosso sudcoreano dei semiconduttori punta a raccogliere quasi 30 miliardi di dollari al Nasdaq. Intanto la domanda di chip per l’intelligenza artificiale non accenna a rallentare

SK Hynix al Nasdaq, verso il dual listing da $30 miliardi che punta a cambiare il mercato dei chip

SK Hynix, colosso sudcoreano dei semiconduttori e uno dei tre maggiori produttori mondiali di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), si appresta a sbarcare sul Nasdaq con quella che si preannuncia come la più grande offerta di American Depositary Receipt della storia. Secondo i documenti depositati presso le autorità di regolamentazione, la società punta a emettere 17,79 milioni di nuove azioni sotto forma di ADR, con l’obiettivo di raccogliere fino a 45.450 miliardi di won, equivalenti a circa 29,65 miliardi di dollari. L’inizio delle contrattazioni è previsto per il 10 luglio, sebbene la società abbia precisato che la tempistica potrebbe essere soggetta a modifiche. L’operazione supererebbe il debutto di Alibaba nel 2014, fino ad oggi il record assoluto per un’offerta di questo tipo.

DA SAPERE
Un American Depositary Receipt (ADR) è un certificato emesso da una banca americana che rappresenta le azioni di una società straniera, così da permettere agli investitori statunitensi di acquistarle direttamente in dollari sul mercato americano, senza dover accedere alle borse estere. In pratica, la banca acquista le azioni originali, le detiene in custodia e rilascia in cambio questi certificati negoziabili a Wall Street. Per l’investitore americano è come comprare un normale titolo quotato negli USA, con dividendi e diritti convertiti in dollari, senza preoccuparsi dei cambi valutari o delle procedure d’investimento all’estero.

La banca depositaria designata per gli ADR di SK Hynix è Citibank, che si occuperà di emettere i certificati per il mercato americano. Sul lato coreano, invece, il ruolo di custode delle azioni sottostanti spetta alla Korea Securities Depository. L’operazione è inoltre gestita da quattro grandi banche in qualità di joint lead underwriter: Bank of America, Citi, Goldman Sachs e J.P. Morgan.

Perché SK Hynix si quota a Wall Street?

Con una capitalizzazione superiore ai 1.000 miliardi di dollari e 13° nella classifica delle società per market cap sul panorama mondiale, SK Hynix ha bisogno di accedere a mercati di capitali «di gran lunga i più ampi e profondi al mondo», come ha spiegato Gil Luria di D.A. Davidson sentito da MarketWatch. La quotazione permetterà all’azienda di raccogliere risorse in un mercato «molto interessato e propenso a investire nell’hardware per l’intelligenza artificiale», proprio nel momento in cui deve accelerare gli investimenti in capacità produttiva.

Sul fronte industriale, SK Hynix sta sviluppando il polo di semiconduttori di Yongin, in Corea del Sud, che dovrebbe essere operativo dal 2027, e sta costruendo il suo primo impianto produttivo negli Stati Uniti, uno stabilimento avanzato per il confezionamento di chip da 4 miliardi di dollari in Indiana.

La società stessa ha dichiarato che la quotazione consentirà «una corretta valutazione del suo vero valore aziendale» e rafforzerà la sua posizione «ampliando i punti di contatto negli Stati Uniti, epicentro dell’innovazione tecnologica nel campo dell’intelligenza artificiale».

Il nodo della valutazione

Uno degli obiettivi espliciti della quotazione è colmare il divario di valutazione che separa SK Hynix dai suoi omologhi americani. Secondo i dati di Dow Jones Market Data, Sandisk e Micron trattano rispettivamente a 10,47x e 9,46x gli utili attesi, mentre Hynix si ferma a 6,97x e Samsung Electronics addirittura a 6,45x. Uno sconto ampio che, secondo gli analisti, riflette l’accessibilità limitata al titolo per gli investitori globali più che la qualità fondamentale del business.

David Nicholas di Nicholas Wealth Management si aspetta una rivalutazione del multiplo di Hynix grazie alla maggiore copertura da parte degli analisti e a una base più ampia di investitori istituzionali, elementi che «contribuiranno ad alimentare gli acquisti» nelle prime settimane dopo il debutto. Anche Rolf Bulk di Futurum Group concorda:

«Riteniamo che la quotazione degli ADR sia principalmente finalizzata ad ampliare l’accesso degli investitori al mercato statunitense e a ridurre il divario di valutazione con Micron».

(Possibile) impatto anche sugli ETF

La quotazione avrà ricadute anche sul mercato dei fondi passivi. Secondo Andrew Rocco di Zacks Investment Research, l’ingresso di Hynix nei principali indici tech e semiconduttori americani obbligherà gli ETF passivi ad acquistare in massa gli ADR per non restare indietro rispetto al benchmark. E questo potrebbe creare pressioni su alcuni fondi, che potrebbero essere costretti a ridurre le posizioni su altri titoli del settore per fare spazio al nuovo arrivo. Nicholas ha tuttavia precisato che la quotazione non implica automaticamente che gli investitori venderanno i loro ETF per comprare azioni Hynix, anche per via del peso fiscale che tale operazione comporterebbe. Da tenere d’occhio, poi, la possibilità di scrivere opzioni sul titolo Hynix quotato negli USA, che potrebbe accrescerne ulteriormente l’attrattiva grazie all’offerta di strumenti di protezione dal ribasso.

Cosa c’è dietro il rally post-Micron?

A dare ulteriore slancio all’operazione ci hanno pensato i conti trimestrali di Micron, pubblicati mercoledì. Il fatturato del produttore americano è più che quadruplicato nel terzo trimestre fiscale, a conferma che il mercato dei chip HBM resta strutturalmente in carenza di offerta. Le azioni Micron hanno chiuso la sessione estesa con un rialzo di quasi il 16%, trascinando al rialzo l’intero settore. SK Hynix ha risposto con un balzo di oltre il 12% alla borsa di Seul nella sessione odierna, anche qui a conferma di quanto i destini delle due aziende siano intrecciati.

Micron e SK Hynix sono infatti i due principali rivali nel mercato della memoria HBM, insieme a Samsung, e sono esposti alle stesse dinamiche, a partire dalla domanda in forte accelerazione guidata dagli investimenti in infrastrutture AI da parte degli hyperscaler, a fronte di una capacità produttiva che, stando alle parole del CEO di Micron Sanjay Mehrotra, non riuscirà a tenere il passo con la domanda nemmeno nel 2028.

La differenza principale tra le due risiede, al momento, nella “geografia”, con Micron che è il punto di accesso puro per gli investitori americani sul tema della memoria grazie alla quotazione negli USA avvenuta nel lontano 1984, mentre SK Hynix, finora confinata alla borsa coreana, è rimasta fuori dalla portata di gran parte degli investitori globali. Con la quotazione al Nasdaq, questa tipologia di vantaggio competitivo per Micron è destinata potenzialmente a ridursi.

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