Si può andare nella seconda casa a Natale?

Tra le misure in discussione nel DPCM sul Natale c’è la possibilità di raggiungere e soggiornare nelle seconde case di villeggiatura. Ecco cosa potrebbe cambiare.

Si può andare nella seconda casa a Natale?

Si può andare nella seconda casa ora e durante le vacanze di Natale? Per saperlo con certezza dovremo aspettare il prossimo DPCM con le misure per le feste natalizie e Capodanno.

Per ora in zona rossa e arancione si può andare nella seconda casa soltanto per motivi urgenti (ad esempio per risolvere un guasto alle tubature) ma è vietato il pernottamento. Nelle regioni della zona gialla, invece, non ci sono limitazioni.

In vista delle ferie natalizie, il Governo potrebbe decidere di inasprire i divieti e intensificare i controlli, soprattutto per evitare il viavai verso le seconde case in montagna. Riguardo settimana bianca e impianti sciistici la posizione di Conte è piuttosto severa.

Si potrà andare nelle seconde case a Natale?

Il clima di festa è già nell’aria, anche se in tono più dimesso rispetto al solito, e molti italiani si domandano se e come si potrà trascorrere Natale e Capodanno nella seconda casa di villeggiatura.

Impossibile per il momento dare una risposta certa: le misure del prossimo DPCM non sono ancora note, anche se le indiscrezioni di questi giorni non lasciano ben sperare. Chi pensava di poter passare le feste nella seconda casa in un’altra città o regione potrebbe restare deluso.

Tuttavia c’è da monitorare l’andamento della curva epidemiologica: nelle regioni che diventeranno gialle prima delle vacanze di Natale soggiornare nella seconda casa non sarà vietato.

Seconde case, le regole in vigore fino ad oggi

Attualmente le FAQ del Ministero dell’Interno spiegano chiaramente quando, per quali motivi e dove è consentito lo spostamento verso le seconde case.

All’interno della zona gialla si può raggiungere la casa di villeggiatura e soggiornarvi, anche senza motivo e senza autocertificazione.

Qualche limitazione in più in zona arancione: qui ogni spostamento fuori dal comune di residenza deve essere giustificato; quindi si può andare nella seconda casa solo per ragioni di urgenza e necessità come recuperare oggetti indispensabili al lavoro o riparare danni urgenti.

Ancor più severe le regole in zona rossa, dove non si dovrebbe uscire di casa senza comprovato motivo e modulo di autocertificazione:

“l’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.”

Come nelle regioni arancioni, anche qui il pernottamento è vietato.

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5 commenti

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Isabella Policarpio • 2 settimane fa

Gentile lettore,
se Milano è il luogo del suo domicilio abituale, la risposta è sì. Naturalmente una volta rientrato dovrà rispettare le regole della zona rossa, quindi uscire di casa solo per motivi di salute, lavoro e situazioni di necessità. Lo spostamento tra regioni richiede il modulo di autocertificazione, da compilare in tutte le sue parti.

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Wonder Channel • 2 settimane fa

Scusate, io sono residente in Sardegna ma vivo a Milano. Posso tornare a casa in Sardegna, dato che comunque lavoro in smart working?

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Sergio • 28 aprile

Scommetto che, ammesso venga consentito, con l’ennesima piroetta interpretativa, lo spostamento verso le seconde case, questo governo trascurerà di precisare, per chi utilizzasse una vettura, quali saranno i passeggeri che potranno essere trasportati (Congiunti, affini, fidanzati, familiari conviventi nel sedile di fianco al conducente o, posterioremente, per i non conviventi?).
Chi vivrà vedrà.......

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renzaccio • 10 aprile

Abbiamo finalmente capito qual è la causa del virus: non la mancata adozione di protezioni individuali e distanziamento fisico, ma il trasferimento nella casa di campagna.

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gasparino • 5 aprile

Mitragliate dei Decreti C. Virus emessi d’urgenza, che parlano da sole, delle molte lacune ivi contenuti in merito alla circolazione restrittiva. Poveri di attenuanti che fanno intravedere nella stesura dei medesimi la poca capacità Forense da parte del 1° Ministro.

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