Vivere in montagna in Italia costa più tempo e comporta più rischi. Scopri cosa cambia con la nuova mappa dei Comuni montani e quali risorse sono in gioco.
Il Dpcm numero 121 del 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.155 del 7 luglio 2026 e in vigore a partire dal luglio 2026, cambia i criteri per la classificazione dei Comuni montani e fornisce l’elenco di quelli che soddisfano i criteri.
Il Dpcm attua quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, della legge numero 131 del 12 settembre 2025. Prima la definizione del Comune montano era legato alla legge 991 del 1952, ora i nuovi criteri vengono aggiornati su parametri oggettivi come pendenza del territorio e altitudine. Con la nuova classificazione vengono esclusi dall’elenco 350 Comuni che prima ne facevano parte.
Quali sono i Comuni montani 2026
In base ai nuovi criteri sono considerati Comuni montani, a partire dal 22 luglio 2026, quelli che soddisfano almeno uno dei seguenti criteri:
- almeno il 20% della superficie del territorio comunale al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, e almeno il 25% della superficie del territorio comunale con pendenza superiore al 20%, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
- altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 350 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, e almeno il 5% della superficie del territorio comunale con pendenza superiore al 20%, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
- altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 400 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
- altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri sul livello del mare;
- i comuni con altitudine media della superficie del territorio comunale pari o superiore a 300 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, appartenenti a Province con territorio interamente montano e confinanti con Stati esteri, riconosciute ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 7 aprile 2014, n. 56, o della normativa regionale vigente alla data di entrata in vigore della legge 12 settembre 2025, n. 131.
Sono considerati montani anche:
- i comuni che confinano esclusivamente con uno o piu’ comuni che soddisfano almeno uno dei criteri di cui comma 1, oppure con i suddetti comuni e uno Stato estero oppure con uno Stato estero, purche’ l’altitudine media della superficie del territorio comunale sia pari o superiore a 200 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline;
- i comuni appartenenti a un gruppo di comuni tra di loro confinanti, fino a un numero massimo di cinque, ciascuno con
altitudine media pari o superiore a 200 metri sul livello del mare, al netto delle superfici di laghi, lagune, valli da pesca, stagni, saline, a condizione che il gruppo di comuni sia completamente circondato da comuni che soddisfano almeno uno dei criteri di cui al comma 1, oppure da tali comuni e uno Stato estero, oppure da uno Stato estero.
Qui per scaricare l’elenco dei nuovi Comuni montani 2026.
Perché è importante la definizione di Comune montano
Il riconoscimento ufficiale di un Comune montano non è soltanto un’etichetta, visto che da questa classificazione dipende il bilancio economico del territorio. Essere compresi nell’elenco significa, infatti, ricevere i fondi dello Stato dedicati alla montagna, poter prevedere sconti e agevolazioni sulle tasse per cittadini e imprese e ottenere finanziamenti regionali per i servizi essenziali come strade, istruzione, trasporti e sanità.
L’elenco dei Comuni montani, quindi, stabilisce quanti Comuni si potranno spartire le risorse previste per la montagna.
Vivere e fare impresa in un Comune montano è molto più difficile perché sono presenti molti più limiti e tutele ambientali da rispettare (circa il 23% del territorio rappresenta area protetta, contro il 9% di altre zone). Inoltre chi vive o fa impresa in montagna deve fare i conti con i pericoli maggiori che il territorio montano comporta: il 13,5% del territorio montano è a rischio frana (contro il 4,6% del resto del Paese).
Da tenere conto, poi, che per raggiungere scuole, stazioni dei treni o altri servizi essenziali come l’ospedale servono in media almeno 39 minuti (contro i 24 di chi vive in pianura). Anche trovare lavoro è più difficile visto che in montagna il tasso di occupazione si ferma al 64% (contro il 67% nel resto del Paese).
I Comuni montani, quindi, presentano forti fragilità (che colpiscono anche lo spopolamento), e pur essendo territori con un patrimonio ambientale immenso, vanno tutelati.