Entro il 30 aprile 2026 è possibile presentare istanza per accedere allo sgravio contributivo per le aziende che hanno il certificato parità di genere. Istruzioni.
Entro il 30 aprile 2026 le imprese che hanno ottenuto la certificazione della parità di genere nei termini, cioè entro il 31 dicembre 2025, possono presentare istanza per accedere allo sgravio contributivo di importo massimo fino a 50.000 euro. Ecco chi può ottenerlo e le istruzioni.
La Legge 162 del 2021 ha introdotto un particolare sgravio contributivo in favore delle imprese che si impegnano nel raggiungere la parità di genere, cioè che assumono il genere sotto-rappresentato. Lo sgravio contributivo è pari all’1% e viene riconosciuto per 3 anni fino a un importo massimo di 50.000 euro annui.
Ecco come funziona lo sgravio contributivo per la parità di genere e gli importi riconosciuti.
Sgravio contributivo parità di genere: cos’è
Lo sgravio contributivo per la parità di genere è rivolto a tutti i datori di lavoro del settore privato anche non imprenditori (per esempio i professionisti), a condizione che siano in possesso della certificazione di parità di genere.
La certificazione di parità di genere viene rilasciata da un organismo di certificazione accreditato, ha validità triennale, ma è soggetta a monitoraggio annuale. Chi ha richiesto e ottenuto tale certificazione entro il 31 dicembre 2025, può richiedere ora e fino al 30 aprile lo sgravio contributivo.
Lo stesso viene riconosciuto su base mensile, l’esonero dell’1% è calcolato sulla contribuzione previdenziale complessivamente dovuta dal datore di lavoro. Il bonus viene fruito dai datori di lavoro in riduzione dei contributi dovuti all’Inps a loro carico e in relazione alle mensilità di validità della certificazione della parità di genere.
Quanto è lo sgravio contributivo per la parità di genere?
La soglia massima di sgravio riferita al periodo di paga mensile risulta pari a 4.166,66 euro (euro 50.000/12).
Vi sono dei limiti, infatti, lo sgravio contributivo non si applica a:
- premi e contributi dovuti all’Inail;
- contributi dovuti ai fondi interprofessionali;
- contributi dovuti al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto.
Si escludono dallo sgravio le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.
Come presentare istanza per accedere allo sgravio contributivo parità di genere
Per accedere allo sgravio contributivo è necessario collegarsi al sito dell’Inps ed accedere alla sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”, qui è possibile trovare il modulo di istanza online “SGRAVIO PAR_GEN”, volto all’inoltro delle domande di esonero contributivo da parte dei datori di lavoro privati che conseguano la “Certificazione della parità di genere” entro il 31 dicembre 2025. Per accedere al modulo, è necessario selezionare l’anno di riferimento 2025.
Per quanto riguarda la modalità di compilazione della domanda telematica di autorizzazione all’esonero, si precisa che la stessa contiene le seguenti informazioni:
- i dati identificativi del datore di lavoro (matricola e codice fiscale);
- la retribuzione media mensile globale stimata relativa al periodo di validità della “Certificazione della parità di genere” di cui all’articolo 46-bis del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna;
- l’aliquota datoriale media stimata relativa al periodo di validità della “Certificazione della parità di genere” di cui al citato articolo 46-bis;
- la forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità della “Certificazione della parità di genere” di cui al citato articolo 46-bis;
- la dichiarazione sostitutiva, rilasciata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, di essere in possesso della “Certificazione della parità di genere”;
- la data di emissione della certificazione e il periodo di validità della stessa.
Come calcolare la media mensile globale?
Al riguardo, si precisa che la retribuzione media mensile globale deve essere intesa come la sommatoria di tutte le retribuzioni mensili medie corrisposte dal datore di lavoro nel periodo di validità della certificazione.
La retribuzione media mensile globale, dunque, si riferisce al cumulo di tutte le retribuzioni medie corrisposte o da corrispondere da parte del datore di lavoro interessato a beneficiare dell’esonero in oggetto e non alla retribuzione media dei singoli lavoratori.
Ai fini del calcolo, la guida dell’Inps riporta un esempio
nelle ipotesi in cui il datore di lavoro abbia una forza aziendale pari a 50 lavoratori, ciascuno dei quali percepisca mediamente 2.000 euro mensili, la retribuzione media mensile globale da indicare nella domanda è pari a 100.000 euro (quindi pari a 2.000 euro medi mensili per la totalità dei 50 lavoratori in forza) e non a 2.000 euro.
L’elaborazione massiva delle domande presentate sarà effettuata dopo il 30 aprile. Al termine delle elaborazioni si comunica, in calce al medesimo modulo di istanza online presente all’interno del “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”, l’ammontare dell’esonero da fruire.
All’esito dell’elaborazione delle istanze, alle posizioni contributive per le quali è possibile procedere al riconoscimento dell’esonero si attribuisce il codice di autorizzazione (CA) “4R”, avente il significato di “Azienda autorizzata all’esonero di cui all’articolo 5 della legge n. 162/2021”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA