Separazione con addebito per colpa: cause ed effetti

In quali casi la colpa della fine del matrimonio può essere addebitata ad uno solo dei coniugi? Qui una guida completa su cause e conseguenze della separazione con addebito.

Separazione con addebito per colpa: cause ed effetti

Si parla di separazione con addebito - o anche di separazione per colpa - quando è possibile imputare la fine del matrimonio ad uno dei due coniugi.

L’addebito però non è automatico; deve essere una delle parti, infatti, a richiedere la valutazione del giudice per uno o più comportamenti messi in atto dall’altro coniuge. Spetta al tribunale quindi accertare se esistono i presupposti per dare la colpa ad uno dei coniugi per la cessazione del matrimonio. Per questo motivo si può richiedere l’addebito solamente nell’ambito della separazione giudiziale e non per quella consensuale.

Capire quali sono le cause che determinano la separazione per colpa è molto importante, dal momento che ci sono diverse conseguenze per il coniuge al quale questa è addebitabile. Ecco perché abbiamo deciso di scrivere questa guida facendo chiarezza su cause ed effetti della separazione per colpa.

Cause

Quando la colpa della fine di un matrimonio può essere attribuita ad uno solo dei due coniugi? Nel caso in cui - su richiesta dell’altro - il giudice incaricato accerti l’esistenza di una o più violazioni dei doveri fondamentali coniugali da parte del coniuge al quale viene addebitata la separazione.

Nel dettaglio, comporta l’addebito della separazione la violazione degli obblighi previsti dall’articolo 143 del Codice Civile:

  • fedeltà;
  • assistenza morale e materiale;
  • collaborazione nell’interesse della famiglia;
  • coabitazione.

Inoltre, si ha separazione per colpa anche per la violazione di quanto stabilito dall’articolo 148 del Codice Civile - “Concorso negli oneri” - ossia che entrambi i coniugi devono mantenere la famiglia e i figli “in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo”.

Per essere causa della fine del matrimonio, però, questo comportamento deve essersi realizzato prima della crisi matrimoniale. Non è sufficiente infatti l’esistenza di una delle suddette violazioni per far sì che il giudice riconosca la separazione per colpa ai danni di uno dei coniugi. Il giudice deve accertare l’esistenza del nesso di causalità tra la violazione e la fine del matrimonio; dovrà verificare quindi che il comportamento contestato oltre ad essersi concretamente realizzato abbia reso impossibile la prosecuzione della convivenza.

Prendiamo come esempio un marito che tradisce la moglie, colpevole quindi di aver violato l’obbligo di fedeltà. In questo caso il giudice - dopo aver accertato che questo effettivamente è colpevole di tradimento - dovrà valutare se è stata questa infedeltà ad aver provocato la crisi della coppia (addebitando quindi la separazione) oppure se il tradimento sia una conseguenza della crisi matrimoniale preesistente.

Lo stesso vale per l’abbandono del tetto coniugale e per qualsiasi altra violazione dei doveri coniugali.

Conseguenze

Cosa succede se il giudice attribuisce la colpa della fine del rapporto coniugale ad uno solo dei due coniugi? Come anticipato la separazione con addebito comporta diverse conseguenze, specialmente se la colpa viene attribuita al coniuge debole economicamente.

Questo, infatti, perde il diritto sia all’assegno di mantenimento (qualora ne avesse diritto) che i diritti successori nei confronti dell’altro. Non viene meno invece il diritto agli alimenti che qualora ne sussistano i presupposti viene riconosciuto anche al coniuge al quale è stata addebitata la separazione.

Inoltre, come stabilito a più riprese dalla Corte di Cassazione, il coniuge ritenuto colpevole dal giudice deve risarcire l’altro per i danni - patrimoniali e non -provocati dalla violazione dei doveri coniugali.

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