Sempre più autostrade in Europa stanno cambiando i limiti di velocità

Ilena D’Errico

27 Giugno 2026 - 15:40

Anche senza un accordo comune sempre più autostrade in Europa stanno cambiando i limiti di velocità. I soliti 130 km/h non sono sempre la regola migliore.

Sempre più autostrade in Europa stanno cambiando i limiti di velocità

In Italia la velocità massima consentita in autostrada è di 130 km/h, ridotti per alcune categorie di conducenti, su alcuni tratti stradali e a determinate condizioni ambientali. La stragrande maggioranza dei Paesi europei ha regole simili, ma non si tratta di un limite davvero inderogabile. In genere si associa l’aumento della velocità al pericolo, e in parte ciò è vero, ma garantendo condizioni adeguate il limite in autostrada può essere alzato senza un pari incremento dei rischi. Ne forniscono una dimostrazione perfetta le famose Autobahn tedesche, con tratti del tutto privi di limiti, ma c’è da dire che in astratto anche la legge italiana prevede la possibilità di innalzare la velocità massima autostradale a 150 km/h a determinati requisiti.

Per farlo devono però essere raggiunti degli obiettivi di sicurezza stradale e controllo adeguati, su cui è bene accelerare vista la tendenza. Sempre più autostrade in Europa stanno cambiando i limiti di velocità con misure più permissive per agevolare la circolazione, migliorando la mobilità e riducendo il traffico, che aggrava tanto l’inquinamento quanto gli incidenti stradali. È un processo lento, iniziato già da qualche tempo, che richiede molta attenzione, anche perché Bruxelles ha fissato paletti rigorosi in merito alla sicurezza stradale. Quindi, non bisogna pensare di poter presto sfrecciare senza limiti per tutte le autostrade. Semplicemente, l’Europa sta cercando di ottimizzare la rete di trasporto, mentre i limiti vengono ridotti sulle strade urbane.

I limiti di velocità in autostrada in Italia

In Italia sulle autostrade è consentito viaggiare fino a 130 km/h, salvo eccezioni riguardanti i conducenti che hanno conseguito la patente da meno di tre anni, alcuni mezzi particolari e anche le condizioni insolite della strada o della visibilità che richiedono maggiore prudenza. All’incirca, questo è limite previsto su tutto il territorio europeo, con alcuni paesi che si tengono al di sotto di questa soglia, ma comunque non inferiori ai 120 km/h, con eventuali restrizioni solo per le ore notturne.

In Italia sarebbe possibile innalzare il limite a 150 km/h per quei tratti autostradali con almeno tre corsie per senso di marcia, a patto che ci siano i tutor e delle condizioni adeguate, come previsto dall’articolo 142 del Codice della strada. Da tempo si discute dell’idea, ragionando soprattutto riguardo all’impatto ambientale, ma al momento è ancora necessario concentrare l’impegno sulla diminuzione delle vittime e sulla manutenzione delle strade. Eventualmente, comunque, il provvedimento potrebbe interessare esclusivamente gli unici tre tratti autostradali a quattro corsie in Italia:

la A8 dall’intersezione con la A9 fino alla barriera di Milano;
la A4 tra Milano Est e Bergamo per poco più di 30 km;
la A1 dall’allacciamento della A22 fino a quello con la A14.

Anche per questo motivo, sono in corso tentativi di soluzioni alternative e più immediate, per esempio la rimozione dei caselli autostradali.

Autostrade europee dove si aumentano i limiti

La Germania ha già rimosso i limiti su alcuni tratti dell’autostrada, per circa il 30%, pur consigliando un massimo di 130 km/h. In Polonia e in Bulgaria, invece, il limite è stato innalzato a 140 km/h laddove possibile. La Grecia e il Regno Unito stanno considerando l’idea, per il momento ancora con qualche perplessità, mentre la Repubblica Ceca ha esteso il limite a 150 km/h con una sperimentazione su un tratto stradale.

La sperimentazione era in programma anche in Olanda, che però ha rapidamente escluso diverse tratte inizialmente considerate idonee. Per quanto riguarda l’Italia, non è stata colta l’occasione delle riforma, probabilmente per problemi di inquinamento visto che alcuni tratti sono troppo vicini ai centri abitati (e in molte zone sono infatti in vigore limiti inferiori).

I limiti più elevati sono previsti esclusivamente su alcuni tratti di strada, che per struttura consentono la loro adozione senza compromettere la sicurezza. In Repubblica Ceca, per esempio, affacciandosi all’idea con grande prudenza, è stato innalzato il limite in un tratto di circa 50 km tra Tábor e České Budějovice privo di curve e pendenze. È in ogni caso doveroso consultare la normativa locale e la segnaletica, tenendo conto di limiti temporanei in situazioni particolari come la nebbia, che sono sempre validi.

I nuovi limiti di velocità in Italia ed Europa

Mentre si pensa ad alzare i limiti di velocità sulle autostrade, si abbassano quelli delle strade urbane. In Italia abbiamo l’esempio emblematico della città di Bologna, dove dall’inizio del 2024 è previsto un limite di 30 km/h in gran parte delle strade, con l’obiettivo di coprire così il 90% del territorio urbano.

Anche se non in maniera così estesa, molte altre città italiane stanno seguendo la scia di Bologna, applicando il limite di velocità di 30 km/h in sempre più zone. Fra queste:

  • Torino:
  • Milano;
  • Firenze;
  • Roma.

Allo stesso modo, anche i centri urbani degli altri paesi europei stanno affrontando cambiamenti simili, con un analogo scontento dei cittadini. In Grecia, per esempio, il limite di velocità sta per scendere a 30 km/h in gran parte delle città. L’obiettivo condiviso è quello di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, ai quali è dedicato un programma specifico che assicuri la qualità e la funzionalità del servizio.

Da questo punto di vista, nonostante molto impegno, l’Italia è ancora carente e, come peraltro altri paesi europei, non riesce a fare lo stesso affidamento sul trasporto pubblico. In condivisione con la linea europea, tuttavia, anche il Belpaese ha in cantiere progetti ambiziosi per la riqualificazione urbana che favoriscano la mobilità sostenibile.