Trovare lavoro può essere difficile e stancante, perché non provare ad adottare nuove strategie? L’esperta raccomanda la regola del 10/10. Ecco di cosa si tratta,
La ricerca di lavoro può essere estenuante, soprattutto per chi è alle prime armi e non ha ancora esperienza né conoscenze con cui confrontarsi e lo stesso vale per chi cambia professione. Non esistono formule magiche per trovare una professione appagante dall’oggi al domani, ma esistono tante strategie da mettere in atto per semplificare la ricerca e soprattutto renderla vantaggiosa, imparando qualcosa in ogni momento. Beth Hendler-Grunt, fondatrice della società di coaching professionale Next Great Step, è un’esperta in questo e consiglia la regola del 10/10.
La regola del 10/10 per trovare lavoro
La regola del 10/10, pur nella sua semplicità, punta a stravolgere il classico e disordinato meccanismo messo in atto da chi cerca lavoro per la prima volta o comunque è esasperato. Anche se può sembrare una perdita di tempo e occasioni, la ricerca di lavoro può garantire risultati migliori se fatta con consapevolezza, in modo ordinato e mirato. Inviare curriculum a caso e proposte uguali per ogni azienda che ha messo un annuncio, magari senza troppa attenzione alle richieste o alla posizione aperta, non serve a massimizzare le opportunità e nel peggiore dei casi fa anche perdere delle occasioni altrimenti da cogliere. Qui entra in gioco la regola del 10/10, come suggerita da Hendler-Grunt.
Il primo passo da compiere seguendola è individuare 10 aziende per cui ti piacerebbe lavorare, scegliendo ovviamente tra realtà compatibili con la professione per cui ci si candida (anche se per quanto attiene i ruoli base la specificità viene spesso meno). Per un risultato ancora migliore è utile tenere conto già in questa fase delle condizioni di lavoro dell’azienda, della sua eventuale crescita e in generale delle opportunità che potrebbe garantire. Una volta terminata questa lista si passa agli altri 10, vale a dire 10 dipendenti che lavorano per le aziende scelte, in posizioni entry-level (o comunque affini alla propria potenziale candidatura).
Con LinkedIn e in generale web e social questo passaggio è estremamente semplice, soprattutto se si tratta di un’azienda locale (ma non è necessario). La vera difficoltà da superare per la maggior parte delle persone risiede infatti nel passo successivo: contattare queste persone per comunicare la propria disponibilità a lavorare, mettendo in luce competenze e conoscenza dell’azienda, chiedendo brevemente consiglio. Scegliere persone con ruoli iniziali aumenta le possibilità di risposta ma soprattutto diminuisce la distanza percepita e aiuta a instaurare la conversazione con meno timori. È vero che questi lavoratori non influiscono sulla selezione del personale, ma potrebbero comunque segnalare la candidatura e soprattutto offrire indicazioni preziose.
A tal proposito, è utile anche chiedere di essere indirizzati al responsabile delle risorse umane o delle assunzioni, che altrimenti può essere comunque cercato. Usando LinkedIn, peraltro, il vantaggio è amplificato dalla creazione rapida di una rete valida di contatti. Secondo Hendler-Grunt, infatti, in assenza di competenze uniche e rare (difficili da avere, tanto più a inizio carriera) tutto si gioca intorno alle relazioni umane, che aiutano a distinguersi dalla massa ed entrare davvero nel mondo del lavoro.
C’è anche la regola del 10-10-10
Il numero 10 torna anche in un’altra regola, sempre in senso lato, che aiuta a gestire i momenti di stress legati alla ricerca o al cambio del lavoro, e in generale a prendere decisioni nell’ambito professionale. In questo caso la cifra viene ripetuta ben tre volte, perché spinge a riflettere sull’impatto di una data decisione a distanza di tempo. Non è il classico “contare fino a 10” per non prendere scelte avventate, ma un invito a una riflessione più profonda e orientata nel tempo, utile a non farsi sopraffare e allo stesso tempo a valutare l’impatto di una decisione.
Sulla carta, seguire questa regola è molto semplice. Basta chiedersi “come mi farà sentire aver preso/non aver preso questa scelta” tra 10 minuti, tra 10 mesi e tra 10 anni. Con un po’ di consapevolezza e spirito critico una semplice domanda come questa aiuta a visualizzare le conseguenze delle proprie azioni, nel bene e nel male. Si può così capire meglio sulle vere motivazioni che spingono in un senso, liberarsi dell’ansia per una decisione tutto sommato leggera o al contrario prendersi più tempo per un’altra che invece richiede attenzione.
A raccomandare la regola del 10-10-10 è Suzy Welch, scrittrice esperta in business, che la consiglia per ogni decisione importante o che comunque può cambiare un rapporto. Di fatto, è uno dei tanti mezzi utilizzabili per evitare di agire sulla cresta delle emozioni, ma è efficace per la sua immediatezza, oltre a essere veloce da ricordare. Prima di spaventarsi per un lavoro che richiede un trasferimento o restare in un’azienda dove non ci si sente valorizzati, magari è il caso di fare un tentativo e domandarsi davvero cosa succederà nei prossimi minuti, mesi e anni.