Scuola: si può andare con il raffreddore? La risposta del Miur

A scuola con il raffreddore si può andare? Domanda che molti genitori si stanno sicuramente ponendo con il rientro in classe, i primi freddi e l’emergenza Covid. La risposta del Miur.

Scuola: si può andare con il raffreddore? La risposta del Miur

Scuola: si può andare con il raffreddore? La risposta arriva dal Miur il ministero dell’Istruzione guidato dalla ministra Lucia Azzolina.

Quello del raffreddore è un virus molto comune anche e soprattutto nei bambini e che spesso non si accompagna neppure a un aumento della temperatura.

L’arrivo dell’autunno poi, che coincide con la ripresa della scuola e delle lezioni, contribuisce ad aumentare il rischio di raffreddore in bambini, ragazzi e anche negli adulti.

In anni normali non si sarebbe presentato alcun problema ad andare a scuola con il raffreddore, ma con l’emergenza Covid tutto si complica; alcuni sintomi della nuova patologia sono molto simili infatti a quelli influenzali e si può quindi facilmente cadere in errore.

Vediamo cosa risponde il Miur sull’andare a scuola con il raffreddore nelle FAQ della pagina dedicata al rientro in sicurezza e come comportarsi in caso di dubbi.

A scuola con il raffreddore: la risposta del Miur

Andare a scuola con il raffreddore potrebbe rivelarsi un rischio dal momento che questo, con il naso che cola, è uno dei sintomi riconducibile anche al Covid.

Sicuramente, come indicano le regole del Miur per il rientro a scuola, i bambini e gli alunni di tutte le scuole di ogni ordine e grado non potranno andare a scuola se con una temperatura pari o superiore a 37,5 °C e compito dei genitori è quello di misurarla ogni giorno in un rapporto di fiducia e corresponsabilità con la scuola.

Il Miur chiarisce infatti che il Protocollo di sicurezza per la ripresa di settembre, come anche le linee guida per i bambini dai 0 ai 6 anni e le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico prevedono “l’obbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali.”

Tra questi sintomi potrebbe pertanto rientrare anche il raffreddore, ma prima di procedere è sempre bene che il genitore contatti il pediatra o il medico di famiglia per avere indicazioni dettagliate e precise su come comportarsi.

Fermo restando, come si può leggere sul sito del ministero della Salute, che nei bambini i sintomi del Covid siano assenti o lievi. In ogni caso si tratta spesso di tosse, febbre, o anche entrambi, con raffreddore o sintomi gastrointestinali, tutti riconducibili anche a una semplice influenza. I primissimi sintomi del Covid quindi sono molto simili a quelli delle più comuni infezioni delle vie respiratorie, tra cui proprio il raffreddore e l’influenza stagionale. Nei casi d’incertezza il tampone è la via più sicura e ormai prassi consolidata.

A scuola con il raffreddore: il tampone

In caso di raffreddore sarebbe opportuno, anche in assenza di febbre, consultare il pediatra o il medico di base per capire come procedere.

I bambini e i ragazzi che si assentano da scuola per più di 3 giorni (asili nido e infanzia) o per un tempo superiore ai 5 giorni (primaria e secondaria) dovranno necessariamente presentare il certificato medico.

Nei casi in cui l’assenza può essere chiaramente riconducibile a motivazioni legate alla salute sì, ma non al Covid, la frattura di una gamba per esempio, allora il medico potrà anche optare per il semplice certificato medico senza tampone.

Sarà invece abbastanza frequente il ricorso al tampone prima del rientro a scuola nei casi di sintomi riconducibili anche al Covid. Solo in caso di tampone negativo il medico o pediatra potrà elaborare il certificato medico attestante la negatività al virus SARS-COV-2.

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