La scuola resta aperta: no alla didattica a distanza. Parola di Azzolina

La scuola resta aperta e non si torna alla didattica a distanza. La classe resta il luogo più sicuro secondo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. A breve test rapidi.

La scuola resta aperta: no alla didattica a distanza. Parola di Azzolina

La scuola resta aperta e la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina conferma il suo no alla didattica a distanza.

Ospite nella trasmissione di Giovanni Floris Di Martedì su La7 la titolare del Miur è tornata a parlare di una questione assai dibattuta negli ultimi giorni, specie a fronte del nuovo DPCM del 13 ottobre che introduce misure restrittive per contenere i contagi da Covid in aumento.

Tasto dolente è quello della scuola per la quale non è prevista la chiusura, ma resta aperta. La grande criticità tuttavia, ed è stato evidenziato nell’intervista, sono i trasporti pubblici, motivo per cui, prima della firma del nuovo DPCM, alcuni governatori di Regione hanno chiesto di introdurre almeno per le scuole superiori la didattica a distanza.

L’obiettivo, che si vuole raggiungere anche con lo smart working, è quello di decongestionare i mezzi pubblici. La Azzolina sulla scuola è tuttavia decisa: gli studenti non sono sacrificabili. Nel pomeriggio intanto è previsto un incontro presso il ministero dei Trasporti per trovare una soluzione sulla mobilità che non dovrebbe essere ovviamente quella di chiudere la scuola.

La scuola resta aperta: Azzolina conferma il no alla Dad

La scuola resta aperta, non si chiude e non si ricorre alla didattica a distanza secondo la ministra Azzolina ospite da Floris. La titolare del Miur alla domanda su un possibile ricorso alla didattica a distanza con le scuole chiuse ha risposto:

“Mi spiace che qualcuno possa pensare che gli studenti e le studentesse italiane possano essere sacrificabili, è una questione di priorità. La scuola ha dato tanto negli scorsi mesi. Rivendico la scelta di chiudere le scuole della sospensione delle attività didattica in presenza, non eravamo pronti. Abbiamo lavorato tutta l’estate, io e tutta la comunità scolastica, per riportare gli studenti in presenza: dagli asili nido a chi deve fare gli esami di Stato, gli studenti hanno tutto il diritto di restare in classe, ne sono felici, vogliono restare in classe ed è giustissimo che ci siano.”

Scuola aperta tuttavia significa afflusso di studenti sui mezzi pubblici che riescono pertanto a malapena a rispettare la capienza massima fissata all’80%. In merito al trasporto pubblico e la scuola la ministra ha dichiarato:

“Che si viva una situazione complessa e che ci siano delle criticità sui trasporti è evidente, ma la soluzione non è mica lasciare gli studenti a casa. Abbiamo lavorato tutta l’estate, abbiamo fatto lavori di edilizia scolastica leggera, insegnanti in più, abbiamo distribuito mascherine e gel, abbiamo comprato i banchi e si chiude per i trasporti? Si lavorerà sulla criticità dei trasporti, si troverà una soluzione, ma non di certo lasciare gli studenti a casa.”

Per quanto riguarda i contagi Azzolina ha ribadito che la scuola è il luogo più sicuro perché ci sono delle regole che si rispettano. Non mandando i ragazzi a scuola, ribadisce la ministra, si farebbe fare loro la didattica a distanza, ma verrebbero privati della socialità. In ogni caso i ragazzi si vedrebbero nel pomeriggio pertanto resta la scuola il luogo in cui viene posta più accortezza alle prescrizioni per limitare il diffondersi del virus.

Scuola: tamponi rapidi subito

Se la scuola non chiude, come Azzolina ha ribadito, resta tuttavia la questione dei tamponi. Se uno studente finisce in quarantena, con lui verrebbero posti in isolamento anche i familiari e i tempi per un referto sono ancora troppo lunghi. La ministra sulla questione ha dichiarato:

“Io ho chiesto come ministra dell’Istruzione di fare test rapidi. Noi dobbiamo liberare le famiglie dalle quarantene, agire con più celerità. Lavorando con le Asl e le Regioni si sta andando in questa direzione.”

E ha concluso:

“La celerità è fondamentale, non possiamo bloccare delle classi per un raffreddore o per un’influenza.”

Se sulla scuola e la didattica a distanza Azzolina è stata molto chiara ora il nodo da sciogliere, che con la scuola è legato, è relativo ai trasporti. Per i mezzi pubblici a breve dovrebbe arrivare una risposta dal ministero competente e dalle Regioni.

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