Scuola, dalla prossima settimana si cambia ancora

Scuola: si cambia ancora dalla prossima settimana con un nuovo DPCM in arrivo e previsto per il 25 ottobre. Nuove regole da oggi 21 ottobre alle superiori.

Scuola, dalla prossima settimana si cambia ancora

Scuola: si cambia ancora dalla prossima settimana dal momento che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte pare sia al lavoro per un nuovo DPCM da varare entro il prossimo fine settimana.

Da oggi, 21 ottobre, cambia la scuola con le regole del nuovo DPCM, quello del 18 ottobre appena approvato e in vigore, ma le indicazioni sono rivolte solo alle superiori e a specificarlo in una nota di lunedì inviata ai dirigenti scolastici è anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Vediamo quindi cosa cambia a scuola dalla prossima settimana, soffermandoci poi sulle regole in vigore da oggi per le superiori.

Scuola: ecco come cambia dalla prossima settimana

La scuola cambia di nuovo dalla prossima settimana e cerchiamo di capire come sulla base delle prime indiscrezioni sul nuovo DPCM che dovrebbe arrivare entro il 25 ottobre.

Nulla è ancora certo, ma pare che le nuove regole riguarderanno ancora una volta gli studenti delle scuole superiori come riporta La Stampa.

Il nodo principale della questione riguarda ancora una volta i trasporti pubblici laddove i mezzi devono essere alleggeriti per limitare i contagi. L’obiettivo è quello di creare dei doppi turni di ingresso e uscita da scuola.

L’entrata a scuola potrebbe cambiare per gli alunni delle scuole superiori dalla prossima settimana con l’orario spostato alle 10 o anche alle ore 11. Entrata e uscita sarebbero scaglionate. Questo cambierebbe solo per i ragazzi delle scuole superiori, coloro che hanno dai 14 anni in su, che sono indipendenti dai genitori. Potrebbero essere pensati anche turni pomeridiani.

Queste soluzioni per la scuola, che cambia di settimana in settimana, DPCM dopo DPCM, il governo e il Miur avrebbero dovuto e potuto trovarle ancor prima dell’inizio dell’anno scolastico. La situazione dei mezzi congestionati in concomitanza con la ripresa della scuola, specie nelle grandi città, era infatti assolutamente prevedibile.

Scuola: cosa cambia da oggi

E se la scuola cambia di nuovo dalla prossima settimana, indiscrezioni che solo il testo ufficiale del nuovo DPCM potrà eventualmente confermare, vediamo cosa accade da oggi per le scuole superiori.

La nota del Miur specifica quanto già disposto dal DPCM del 18 ottobre. L’attività didattica ed educativa del primo ciclo di istruzione e i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in modo ordinario nel rispetto delle regole già stabilite. Nulla cambia per i bambini di asilo, elementari e medie.

Solo con comunicazione al Miur da parte delle Regioni, Comuni o autorità sanitarie delle situazioni critiche di contagio in specifici contesti territoriali, le scuole superiori possono adottare forme flessibili di didattica. Quella in presenza potrà difatti, a partire da oggi, laddove necessario, essere alternata con la didattica digitale integrata.

Gli orari d’ingresso e uscita degli alunni da scuola possono essere modulati anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00.

La nota del Miur conferma quanto disposto per la scuola dal DPCM ovvero che anche le riunioni degli organi collegiali possono avvenire in presenza o a distanza, sempre sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico tra i partecipanti.

Lo stesso vale per il rinnovo degli organi collegiali stessi che può avvenire anche a distanza nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni.

La scuola cambia questa settimana, e cambierà anche dalla prossima si presume con il nuovo DPCM. Il Miur tuttavia specifica che a partire da oggi 21 ottobre la normativa per le scuole superiori “è di carattere generale e fa espresso riferimento agli “specifici contesti territoriali”; pertanto, non dispone in maniera perentoria di modificare l’esistente in assenza di dichiarati stati di criticità o di pericolo. Dove le situazioni territoriali, anche grazie al lavoro concertato durante i mesi estivi, hanno mostrato di funzionare, nulla ha la necessità di essere al momento cambiato, fatte salve eventuali situazioni di criticità da esporre e affrontare ai tavoli regionali”.

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