Scuola, ingresso alle 9:00 con nuovo DPCM

Con il nuovo DPCM viene posticipato l’ingresso alle ore 9:00 per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Scuola, ingresso alle 9:00 con nuovo DPCM

Il premier Conte, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato il nuovo DPCM, con cui vengono confermate alcune restrizioni per fronteggiare l’impennata di nuovi contagi e con cui vengono imposte delle ulteriori norme.

Novità anche per le scuole: dopo aver confermato che le attività scolastiche continueranno in presenza, definendolo “un asset fondamentale per il nostro Paese”, e come aveva già confermato più volte il ministro Azzolina. Il premier Conte ha tuttavia deciso di introdurre delle nuove regole per lo svolgimento dell’attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado, posticipando l’orario di ingresso nelle aule alle ore 9.

Scuola, ingresso alle 9:00

La scuola continua ad essere uno dei temi più dibattuti negli ultimi giorni, per molti infatti dovrebbero essere riprese le attività di didattica a distanza, tanto che il governatore De Luca ha deciso di chiudere tutte le scuole nella sua regione, ma su questo punto il governo resta fermo: le lezioni si svolgeranno in aula. Per i licei e gli istituti tecnici e professionali verranno quindi “favorite delle modalità ancora più flessibili di organizzazione delle attività didattica, con l’ingresso degli alunni a partire dalle ore 9, e se possibile anche con turni pomeridiani”.

Le scuole e gli istituti secondari di secondo grado quindi potranno ricorrere maggiormente a forme di didattica differenziata, aumentando anche il ricorso alla didattica digitale integrata, che però dovrà rimanere complementare alla didattica in presenza, organizzando e rimodulando gli orari di ingresso e di uscita degli studenti, eventualmente organizzando anche dei turni pomeridiani. L’ingresso all’interno degli istituti tuttavia non sarà permesso prima delle ore 9:00.

Le novità per le università

Maggiore libertà invece viene concessa alle università che, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, potranno decidere in modo autonomo, in base anche all’andamento del quadro epidemiologico territoriali, dei piani di didattica e di attività curriculari sia in presenza che a distanza, tenendo in considerazione le esigenze formative dei vari corsi di studi.

Rimane tuttavia l’obbligo del rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca per limitare la diffusione del coronavirus degli studenti, così come continuano ad essere raccomandare le norme igienico sanitarie valide dall’inizio della pandemia.

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