Sciopero nazionale 25 novembre, non solo Scuola: chi partecipa e perché

Sciopero nazionale del 25 novembre che non riguarderà tuttavia solo la Scuola come annunciato dalle sigle sindacali che lo hanno indetto. Vediamo chi partecipa e quali sono le motivazioni della protesta.

Sciopero nazionale 25 novembre, non solo Scuola: chi partecipa e perché

Sciopero nazionale per il prossimo 25 novembre proclamato da USI (Unione Sindacale Italiana) e USB P.I Scuola, ma che non riguarderà solo la Scuola. Allo sciopero ha aderito anche il sindacato di Comparto USI SURF Scuola.

A partecipare allo sciopero nazionale del prossimo 25 novembre non saranno solo i docenti con contratto a tempo indeterminato, ma anche precari e altre categorie del settore pubblico in particolare lavoratori dei Trasporti e Sanità, come USB annuncia nel suo comunicato.

Ricordiamo che le ultime disposizioni del governo hanno introdotto la didattica a distanza per le scuole superiori d’Italia come anche per le classi seconde e terze delle medie nelle zone rosse.

Vediamo allora nel dettaglio chi partecipa allo sciopero nazionale del prossimo 25 novembre, quali sono i servizi a rischio e i motivi alla base della protesta.

Sciopero nazionale del 25 novembre scuola e non solo: chi partecipa

Lo sciopero nazionale del 25 novembre riguarderà non solo la Scuola, ma anche altri servizi pubblici. In particolare, stando a quanto proclamato dalle due sigle sindacali e come anche riportato dal Miur, partecipano allo sciopero:

  • USI – Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912: “tutto il personale a tempo indeterminato e determinato, con contratti precari e atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche (compresa la scuola) e le categorie del lavoro privato e cooperativo”. Allo sciopero, come anticipato, ha aderito anche il sindacato di Comparto USI SURF (Scuola, Università ed Enti di ricerca);
  • USB – P.I. Scuola: “tutto il personale del comparto scuola docente, Ata, educativo e dirigente a tempo determinato e indeterminato, delle scuole in Italia e all’estero”.

Come specifica più chiaramente USB nel comunicato di oggi nello sciopero nazionale del 25 novembre saranno quattro i settori strategici coinvolti e quindi nel dettaglio i lavoratori e le lavoratrici del Trasporto Pubblico Locale, della Sanità Pubblica e ovviamente le scuole di ogni ordine e grado come anche i Servizi Educativi rivolti alla fascia 0-6 anni.

Per quanto concerne la scuola, il Miur in una nota dell’11 novembre ha dato disposizioni e indicazioni sullo sciopero nazionale del 25 novembre in particolare alle amministrazioni competenti per l’osservanza della tempestiva comunicazione alla base del diritto allo sciopero.

Le stesse amministrazioni sono tenute a rispettare l’onere di dover comunicare il numero di lavoratori che parteciperanno allo sciopero nazionale del 25 novembre 2020, la durata dello stesso, come anche la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione.

Sciopero generale 25 novembre: le motivazioni

A elencare le motivazioni alla base dello sciopero del 25 novembre prossimo è USB nel suo comunicato. Uno sciopero che interesserà Scuola, Trasporti e Sanità, tutti settori al centro dell’emergenza Covid.

Come abbiamo visto anche i servizi per i più piccoli, asili nido e infanzia sono a rischio con lo sciopero nazionale del 25 novembre prossimo. Chi partecipa allo sciopero nazionale lo fa perché condivide le motivazioni dichiarate dal sindacato. Nel comunicato si legge, in riferimento a Scuola, Sanità e Trasporti:

“In nessuno di questi settori l’esperienza della prima fase dell’emergenza ha prodotto il necessario cambio di passo rispetto ad assunzioni stabili di personale e finanziamenti per mettere in atto tutte le modifiche che la “lezione” della Covid-19 ha chiaramente indicato. Inoltre, quel che è completamente mancato è soprattutto un lavoro di pianificazione integrata di questi servizi. Era chiaro che con la riapertura delle scuole, a settembre, la curva dei contagi sarebbe nuovamente cresciuta.”

Lo stesso sindacato che ha proclamato lo sciopero nazionale del prossimo 25 novembre continua:

“Ognuno di questi servizi essenziali deve essere messo nelle condizioni di garantire i diritti costituzionali per i quali ha ragione d’essere - salute, educazione e istruzione su tutti - e non può diventare luogo di trasmissione incontrollata del virus.”

Dunque servizi e diritti connessi, ma anche diritto alla salute. In particolare il sindacato con lo sciopero del 25 novembre propone:

“Un piano di messa in sicurezza e potenziamento dei servizi pubblici essenziali, quelli che servono a tutti, quelli che devono diventare il cuore della gestione di questa drammatica fase oggi, e domani del suo superamento.”

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