I camionisti hanno presentato al Governo le loro richieste contro il caro carburante e hanno annunciato un blocco dei trasporti e delle merci di cinque giorni.
L’Italia si prepara a una settimana ad alta tensione per la tenuta della catena logistica e distributiva: da lunedì 25 maggio a venerdì 29 maggio 2026, il settore dell’autotrasporto incrocerà le braccia in un fermo nazionale di cinque giorni consecutivi indetto da Unatras. La protesta, nata per denunciare l’insostenibile impatto del caro carburanti sui bilanci aziendali, non prevedrà blocchi stradali ma il totale stallo dei mezzi nei piazzali. Una scelta che rischia comunque di paralizzare i rifornimenti proprio all’inizio della settimana, sollevando lo spettro di disagi immediati per i consumatori finali.
La mobilitazione coinvolgerà camionisti e aziende di tutto il territorio nazionale con pesanti ripercussioni per supermercati e consumatori finali. Senza un accordo con il Governo, si rischiano ritardi nelle consegne, scaffali dei supermercati vuoti, difficoltà nella distribuzione dei carburanti e rallentamenti logistici.
Le richieste degli autotrasportatori sono state messe sul tavolo dell’esecutivo, che ha ora le redini in mano per salvare lo sciopero e la Grande Distribuzione Organizzata. Quali prodotti potremmo non trovare al supermercato durante la settimana di sciopero dei camionisti?
Sciopero autotrasporti dal 25 al 29 maggio 2026: i motivi del blocco
Dopo lo sciopero de camionisti dello scorso aprile, il settore dell’autotrasporto torna a incrociare le braccia contro il caro carburante e la questione del rimborso delle accise sul diesel professionale. Sono questi i motivi principali del blocco che potrebbe verificarsi tra il 25 e il 29 maggio 2026.
Fino allo scorso febbraio, infatti, i camionisti godevano di un rimborso di 26,9 centesimi al litro sul rifornimento di carburanti, ma con le modifiche che il governo ha introdotto il meccanismo è stato sostituito con un credito di imposta che garantisce vantaggi ridotti per i mesi di marzo e aprile.
Bisogna considerare, infatti, che la maggior parte dei camionisti si rifornisce presso cisterne aziendali o tramite fornitori all’ingrosso e questo esclude i camionisti dagli sconti applicati sulla rete di distribuzione (il cosiddetto taglio delle accise). Di conseguenza gli autisti si trovano a pagare quasi 9.000 euro di rifornimento annuo per ciascun mezzo pesante.
Le richieste degli autotrasportatori
La categoria ha quindi avanzato una serie di richieste al governo che non riguardano esclusivamente la questione del gasolio, ma anche la riduzione di alcune lungaggini burocratiche per la richiesta di compensazione fiscale all’Agenzia delle Entrate.
Con un’azione congiunta, il settore autotrasporti ha chiesto al Governo:
- la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi fino alla fine dell’anno;
- la possibilità di utilizzare immediatamente il credito d’imposta derivante dal rimborso trimestrale delle accise, senza dover attendere i 60 giorni previsti dalla normativa;
- l’emanazione dei decreti attuativi necessari per rendere operative le misure già annunciate dall’esecutivo.
Il tavolo di confronto è fissato per il 22 maggio, mentre senza un’azione decisiva del Governo si rischia il blocco dei trasporti su gomma per cinque giorni.
Supermercati e banco del fresco: i prodotti a rischio
Il blocco prolungato di 5 giorni nel mese di maggio metterà a dura prova il sistema della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), strutturato su logiche di approvvigionamento continuo. A subire il contraccolpo maggiore saranno i prodotti alimentari freschi e deperibili, che dipendono interamente dalla rapidità del trasporto su gomma.
Nelle prime 48 ore dallo stop, i banchi di frutta e verdura, latte, latticini e carne fresca rischiano il progressivo svuotamento. Si dovrebbero registrare problemi minori invece sui prodotti a lunga conservazione, come scatolame e surgelati, per i quali i punti vendita dispongono generalmente di scorte in magazzino capaci di coprire l’arco della settimana.
Rifornimento carburanti e sciopero nazionale
Il rischio di scaffali vuoti non è però l’unica preoccupazione per l’economia e i consumatori. Il fermo dei camion potrebbe infatti causare carenze di benzina e gasolio nelle stazioni di servizio già a partire da metà settimana, innescando le consuete corse al rifornimento preventivo.
Lo scenario è reso ancora più complesso dalla concomitanza, venerdì 29 maggio, di uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà anche i lavoratori delle autostrade e delle ferrovie. Per le imprese italiane si prospetta un danno economico rilevante, legato al ritardo delle consegne delle materie prime e al blocco delle esportazioni verso i mercati esteri.
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