Una valuta digitale globale che venga distribuita a tutti nel mondo in modo giusto ed equo. Ma come recita un adagio, «Se il servizio è gratis, il prodotto sei tu».
È Worldcoin, il nuovo progetto di una rete cripto che utilizza un sistema di identificazione biometrica tramite riconoscimento dell’iride per avere accesso a una moneta digitale (anche se è più preciso parlare di token).
Worldcoin
Sembrerebbe una puntata di Black Mirror, invece, l’idea degna di un racconto distopico, si deve a Sam Altman, il co-fondatore e ceo di OpenAI che ha co-fondato Worldcoin con lo studente di fisica teorica Alex Blania e che ora, come rivelato al Financial Times, sarebbe «in trattative avanzate» per un nuovo round di finanziamento della stessa Worldcoin del valore di circa 100 milioni di dollari, portando così il valore della società a 3 miliardi di dollari. Il progetto, guidato dallo stesso Altman, dovrebbe diventare operativo entro le prossime sei settimane.
La tecnologia Orb
Per poter ricevere questa valuta occorre farsi scansionare l’iride tramite Orb, un dispositivo in grado di catturare l’immagine dell’occhio di una persona per leggerne l’iride, per dimostrare di essere davvero un essere umano e non un bot e per stabilire pertanto l’identità e univocità della persona e verificare che l’utente non si sia già registrato in precedenza.
Una volta verificata l’identità dell’individuo, a costui sarà inviato gratuitamente un certo numero di token Worldcoin che potranno essere utilizzati «in un’ampia varietà di applicazioni quotidiane senza rivelare l’identità dell’utente», anche se non è ancora chiaro come e per cosa.
L’immagine dell’iride, una volta scansionata viene crittografata e diventa un codice univoco, mentre i dati originali - spiegano gli ideatori della società - vengono eliminati per proteggere la privacy degli utenti, insomma i dati, promette l’azienda, non verranno mai condivisi con soggetti terzi né saranno memorizzati sui server.
Successivamente, agli utenti viene data una quota gratuita della criptovaluta di Worldcoin.
E la privacy?
A far discutere è proprio la modalità con cui avverrà il tutto, qualcosa che sarà inevitabilmente oggetto di discussione per le implicazioni che comporta a livello di tutela della privacy. Sono fioccate numerose le critiche di coloro che accusano Altman di usare la scusa della rete cripto per raccogliere i dati delle iridi della popolazione mondiale.
Secondo Altman, l’utilizzo della tecnologia orb non comporta il caricamento o l’archiviazione dell’immagine stessa. L’idea è proprio quella di creare un sistema di crypto-asset non basati su password e wallet, ma sulla semplice identificazione dell’iride per l’accesso al valore posseduto. Ma è possibile fidarsi, si chiedono in molti?
Un reddito universale?
L’altra novità è che i potenziali guadagni potrebbero fungere da reddito universale in compensazione delle perdite di posti di lavoro causate dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Un progetto di cui si parla da anni in Silicon Valley, almeno tra i magnati ben coscienti che l’automazione e l’IA soppianteranno centinaia di milioni di posti di lavoro.
Tra i primissimi finanziatori del progetto figurano il fondo cripto di Andreessen Horowitz e Sam Bankman-Fried, l’ex numero uno della borsa cripto Ftx fallita lo scorso novembre. Proprio a causa del coinvolgimento di quest’ultimo c’era stata una battuta d’arresto di Worldcoin.
Ora che la tempesta sui mercati delle criptovalute provocata dal crac di Ftx si è placata, Altman e soci si sono lanciati in un nuovo round di finanziamento che sembra appunto aver raggiunto l’obiettivo. Ed entro sei settimane, il progetto potrebbe «vedere» la luce. E raccogliere le vostre iridi.