Il tuo reddito è sceso? Non perdere i bonus che ti spettano e scopri come l’ISEE Corrente 2026 può farti risparmiare centinaia di euro su assegno unico e bollette.
Per molti cittadini aprile rappresenta una scadenza ISEE non scritta che, però, non cogliere potrebbe portare a perdere molti soldi. Chiunque percepisce agevolazioni, bonus e incentivi statali legati all’ISEE ha rinnovato l’indicatore della situazione economica a inizio anno. Molte volte, però, l’ISEE ordinario non rispecchia la situazione economica reale e attuale del nucleo familiare e l’ISEE corrente è l’unico modo per ricevere i giusti importi che spetterebbero in base alla reale situazione economica del nucleo.
L’ISEE corrente è uno strumento molto dinamico che permette di prendere in considerazione gli ultimi 12 mesi di redditi e patrimoni e diventa uno strumento indispensabile per chi ha subito variazioni reddituali (perdita del lavoro, riduzione delle ore lavorative o termine della Naspi, ad esempio) o patrimoniali (conti correnti, azioni o immobili, per esempio).
La finestra per richiedere l’ISEE corrente per variazioni patrimoniali si apre ogni anno il 1° aprile (prima è possibile richiederlo solo per variazioni reddituali) e proprio per abbassare l’ISEE nel caso il patrimonio sia diminuito di oltre il 15% è necessario richiedere l’ISEE corrente proprio ora perché se l’indicatore ordinario vede redditi e patrimoni del 2024, quello corrente vede che oggi non ci sono più e, prevedendo un valore più basso, permette di alzare l’importo di bonus e sostegni.
Quanto puoi perdere se non chiedi l’ISEE corrente ora?
Rimanere incastrati in una fascia di reddito più alta comporta ricevere importi minori per l’assegno unico, essere esclusi dall’assegno di inclusione, rimanere fuori dai bonus sociali. Per chi ha avuto variazioni patrimoniali, quindi, chiedere l’ISEE corrente ad aprile significa tutelare tutte le agevolazioni a cui si ha diritto.
Cosa comporta, ad esempio, passare da un ISEE ordinario di 18.000 euro a un ISEE corrente di 9.500 euro? Intanto con l’ISEE corrente si potrebbe chiedere l’assegno di inclusione (se si rientra negli altri requisiti reddituali e patrimoniali richiesti dalla misura) o il Supporto formazione lavoro: entrambe le misure richiedono un ISEE non superiore a 10.140 euro e con l’ISEE ordinario non sarebbero state riconosciute. In questo caso non si parla di qualche euro, ma di un sostegno mensile che può essere anche abbastanza importante.
Con un ISEE entro i 9.796 euro (soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico) inoltre, si ha diritto ai bonus sociali che portano un cospicuo risparmio in bolletta per luce, gas, acqua e TARI. Basti pensare che nel 2026 soltanto il bonus sociale luce ha un valore di 204 euro l’anno (a cui si somma anche il bonus straordinario aggiuntivo di 115 euro). Il bonus gas ha un importo variabile in base all’uso e alla Regione di residenza, mentre il bonus idrico riconosce 50 litri di acqua gratis per ogni componente del nucleo familiare. A questi tre bonus sociali, inoltre, si somma il bonus TARI che nel 2026 comporta uno sconto del 25% della tassa sui rifiuti da versare.
Per i bonus sociali presentando l’ISEE corrente adesso, lo sconto viene applicato sulle bollette di luce e gas del trimestre successivo, ma ogni mese di ritardo rischia di far saltare l’intero ciclo di sconti automatici (che con la crisi energetica del 2026 significa pagare tariffe piene nei mesi clou di utilizzazione dei condizionatori estivi).
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Ecco quanto può valere l’ISEE corrente
Partiamo dal concetto che l’ISEE corrente può essere richiesto soltanto in presenza di una variazione reddituale o patrimoniale, rispetto al 2024. Ma in presenza di variazioni importanti non richiedere l’ISEE corrente potrebbe comportare di ricevere prestazioni più basse calcolate su valori ISEE più alti.
Per l’assegno unico un ISEE corrente presentato anche ad aprile comporta il diritto di ricevere gli arretrati calcolati sugli importi realmente spettanti dal 1° gennaio (con ISEE presentato entro il 30 giugno). Va ricordato che la differenza tra un ISEE ordinario di 30.000 euro e un ISEE corrente di 15.000 euro per l’assegno unico può valere anche 100 euro al mese per ogni figlio.
Molti dimenticano che l’indicatore della situazione economica incide anche sulle tasse universitarie e sul possibile diritto a un alloggio nello studentato. In questo caso non aggiornare l’ISEE secondo patrimoni e redditi correnti potrebbe portare a pagare anche somme molto elevate in più se si finisce nella fascia massima di contribuzione.
ISEE corrente, cose da ricordare
L’ISEE corrente, quindi, offre l’occasione di ricalcolare il proprio indicatore della situazione economica e pur non prevedendo una scadenza tassativa, non richiederlo potrebbe portare a perdere molti soldi. L’indicatore corrente può essere richiesto per variazione:
- lavorative come sospensioni, riduzioni dell’orario lavorativo o licenziamento;
- reddituali, quando si verifica una diminuzione del reddito complessivo del nucleo familiare superiore al 25% rispetto all’indicatore ordinario;
- patrimoniali, quando si verifica una diminuzione superiore al 15% tra l’anno precedente e quello prima ancora.
L’ISEE corrente richiesto per variazione lavorativa o reddituale ha una durata di 6 mesi, mentre quello richiesto per variazione patrimoniale dura fino al 31 dicembre dell’anno in cui è presentata la DSU.
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