Sanità italiana: arriva 1 miliardo di euro da BEI. Servirà anche il MES?

La Sanità italiana ha ricevuto il primo miliardo dalla Banca Europea degli investimenti. Nell’incertezza sull’uso del MES, sono arrivate risorse indispensabili per le strutture sanitarie.

Sanità italiana: arriva 1 miliardo di euro da BEI. Servirà anche il MES?

La sanità italiana ha ricevuto oggi 1 miliardo di euro (dei 2 previsti) dalla Banca Europea degli Investimenti.

Risorse cruciali, che serviranno a rafforzare le strutture e gli organici territoriali, sempre più impegnati e in affanno dinanzi all’emergenza coronavirus. In queste settimane di rinnovato allarme per l’aumento dei contagi anche nel nostro Paese, con positivi che ormai viaggiano oltre la soglia dei 5.000 giornalieri, il Sistema Sanitario nazionale è tornato sotto i riflettori.

Nell’indecisione del Governo sul MES, ancora avversato da alcune parti politiche della maggioranza, sono arrivate presso il Ministero dell’Economia risorse fondamentali per iniziare a rafforzare la sanità.

Si tratta dei prestiti accordati con la BEI a luglio, proprio per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Come li userà l’Italia?

Da BEI 1 miliardo di euro alla sanità: a cosa servirà?

Nell’ambito del Framework Loan stabilito a luglio da BEI, ministeri di Economia economia e Sanità e Commissario straordinario COVID oggi, 15 ottobre, è stato versato 1 miliardo di euro all’Italia.

Il prestito, che in totale sarà pari a 2 miliardi, è destinato a migliorare l’efficienza delle strutture sanitarie. Il finanziamento avrà una durata di 15 anni e un tasso di interesse uguale a zero.

La sua portata, a livello di importo, è piuttosto importante e segna quasi un record: nella storia della BEI ben poche volte è stato accordato un prestito così ingente in un’unica operazione. Le risorse erogate, inoltre, rappresentano circa due terzi di quelle necessarie per gli interventi sanitari stabiliti nel Decreto Rilancio.

Un’occasione cruciale, quindi, per l’Italia alle prese con la necessità di rafforzare il sistema sanitario. L’interrogativo, quindi, è d’obbligo: come verrà impiegato questo primo miliardo e, in generale, il prestito?

L’obiettivo del Paese è sfruttare il finanziamento per rispondere ai bisogni del territorio, quali:

  • rafforzare la disponibilità di posti letto (3.500 per la terapia intensiva, 4.225 in semi-intensiva, quattro strutture mobili per 300 posti di terapia intensiva)
  • ristrutturare 651 pronto soccorso;
  • aumentare i materiali di consumo e le attrezzature sanitarie;
  • incrementare di 9.600 unità il personale sanitario;
  • aumentare i mezzi di trasporto sanitario;
  • rafforzare l’assistenza territoriale;
  • migliorare la dotazione di strumenti digitali;
  • attivare centrali operative regionali per il monitoraggio dei pazienti

Come più volte ripetuto dallo stesso ministro Speranza, la sanità pubblica non potrà più essere interessata da tagli, piuttosto fare ogni sforzo per avere risorse nuove da investire.

E il MES sarà necessario?

Sul fronte degli investimenti sanitari, resta ancora da decidere se l’Italia chiederà o meno le risorse del MES.

Il fondo salva-Stati è al centro di un dibattito complesso e insidioso nel Governo, con PD e Italia Viva che spingono per farne uso e Movimento 5 Stelle fortemente contrario.

I circa 37 miliardi di euro messi a disposizione dallo strumento andrebbero a finanziare esclusivamente progetti sanitari. Per questo, dinanzi alle carenze strutturali che il SSN ha messo in evidenza con il coronavirus, lo strumento non è affatto disdegnato.

Conte, per ora, resta cautamente possibilista. Le risorse BEI, quindi, risultano più che indispensabili per il nostro Paese.

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