La spesa per la sanità in Italia sta diminuendo in rapporto al Pil nel corso degli ultimi 5 anni. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, si è registrata una diminuzione dall’7,4% al 6,2%, ossia una riduzione di 1,2 punti percentuali. Questi dati emergono da una tabella di previsione tecnica contenuta nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) del governo Meloni. Questa riduzione della spesa pubblica per la sanità rappresenta una preoccupante tendenza, in quanto il sistema sanitario italiano è già profondamente in difficoltà.
Cosa prevede la Nadef 2023?
La NADEF fornisce anche una proiezione sull’andamento della spesa sanitaria in Italia per il periodo compreso tra il 2023 e il 2026. Il governo stima che quest’anno le risorse destinate alla sanità raggiungeranno circa 134,7 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 131,1 miliardi del 2022. Tuttavia, è previsto un calo delle risorse a circa 133 miliardi di euro nel 2024, seguito da un aumento a 136,7 miliardi nel 2025 e quasi 139 miliardi nel 2026. Esprimendo questi numeri come percentuale del Pil, la spesa sanitaria rappresenterà il 6,6% del Pil nel 2023, il 6,2% sia nel 2024 che nel 2025, e il 6,1% nel 2026.
Questi dati evidenziano una tendenza al ribasso nella spesa sanitaria pubblica, il che potrebbe avere conseguenze significative per il sistema sanitario italiano, già sotto pressione a causa delle sfide legate alla salute pubblica.
Questo trend, in verità, non è cominciato con il governo Meloni.
Tutti i tagli dei governi tecnici (e non solo)
La crisi di sostenibilità del SSN coincide con un prolungato periodo di grave crisi economica durante il quale la curva del fabbisogno sanitario nazionale (FSN) si è progressivamente appiattita, in conseguenza di scelte politiche che nel decennio 2010-2019 hanno determinato un imponente definanziamento del Sistema Sanitario Nazionale.
Secondo le analisi del GIMBE, alla sanità pubblica sono stati sottratti oltre € 37 miliardi, di cui circa € 25 miliardi nel periodo 2010-2015, in conseguenza di “tagli” previsti da varie manovre finanziarie e oltre € 12 miliardi nel periodo 2015-2019, in conseguenza del “definanziamento” che, per obiettivi di finanza pubblica, ha assegnato al SSN meno risorse rispetto ai livelli programmati.
Di conseguenza, nel decennio 2010-2019 il FSN è aumentato di soli € 8,2 miliardi, crescendo in media dello 0,9% annuo, tasso inferiore a quello dell’inflazione media annua pari a 1,15%: in altre parole nel decennio 2010-2019 l’incremento del FSN non ha nemmeno mantenuto il potere di acquisto.
Da un punto di vista politico, tutti i governi negli ultimi anni hanno ridotto costantemente i fondi per il SSN.
I fondi promessi rispetto al fabbisogno e non dati sono ingenti:
- 8 miliardi decisi dal governo Monti (Finanziarie 2012 e 2013);
- 8,4 decisi dal governo Letta (Finanziaria 2014);
- 16,6 decisi dal governo Renzi (Finanziarie 2015, 2016 e 2017)
- 3,1 decisi dal governo Gentiloni (Finanziaria 2018);
- 0,6 decisi dal governo Conte I (Finanziaria 2019).
L’eredità del governo Draghi
Non da ultimo, la stessa NADEF, approvata dal governo Draghi, prevedeva una riduzione della spesa sanitaria: le stime della spesa per la sanità non sono variate ma essendo variata al rialzo quella della crescita del Pil l’effetto è un ulteriore abbassamento del peso della sanità sul Prodotto interno lordo del Paese.
Tali variazioni portano di conseguenza a una nuova previsione dell’incidenza della spesa sanitaria sul Pil con un decremento dello 0,1%, passando così dal 7,1% della “vecchia” Nadef al 7% nel 2022, dal 6,7% al 6,6% nel 2023 e dal 6,1% al 6,0% nel 2025, mentre la stima del 2024 risulta invariata al 6,2%.
In valori assoluti, parliamo di una spesa sanitaria pari a: 133,998 miliardi di euro per il 2022; 131,724 miliardi per il 2023; 128, 708 miliardi per il 2024 e 129,428 miliardi per il 2025.
Dunque, se confrontiamo la spesa in percentuale per la sanità, non ci sono grandi differenze tra il governo Draghi e il governo Meloni: parliamo del 6,6% nel 2023 e del 6,2% per il 2024 in entrambi gli esecutivi.