San Paolo si prepara a battere il record dell’America Latina con stazioni della metropolitana a 65 metri di profondità, ma il confronto con l’Italia deve essere contestualizzato.
Il Brasile ha progetti ambiziosi per la metropolitana di San Paolo, che con il piano di ampliamento in corso diventerà la più profonda dell’America Latina. Oltre alla modernizzazione dell’infrastruttura già presente, verranno aggiunti 120 km di binari e stazioni fino a 65 metri sotto terra. Proprio la profondità, più che le dimensioni, stupisce nel confronto rispetto a tanti altri progetti del mondo. In Italia nessuna stazione della metropolitana raggiunge tali numeri, anche se non è un male come si potrebbe pensare.
Realizzare stazioni così in basso ha sicuramente i suoi vantaggi e il programma brasiliano è degno di nota per la sua complessità, una sfida che il Brasile ha dovuto necessariamente affrontare per migliorare i trasporti. Ciò però non significa che sia in assoluto la soluzione per tutti, sicuramente non lo è per l’Italia e il suo immenso patrimonio sotterraneo da preservare. In tal senso, le opere del Belpaese sembrano avere una marcia in più, anche perché la geologia italiana non è delle più semplici in cui lavorare.
La metropolitana di San Paolo arriverà fino a 65 metri sotto terra
Come anticipato, l’ampliamento della metropolitana di San Paolo è quasi una decisione obbligata per la città, che deve rispondere alle esigenze di mobilità di centinaia di migliaia di persone ogni giorno. Il progetto brasiliano mira nello specifico a collegare il centro città con i quartieri più periferici, per ridurre i tempi di percorrenza e agevolare concretamente gli spostamenti quotidiani dei cittadini.
La protagonista dell’espansione è infatti la Linea 6 Arancione, che collegherà il centro con la zona nord-ovest di San Paolo, arrivando secondo le stime a trasportare ben 600.000 passeggeri al giorno. Per riuscire nell’impresa, tuttavia, è necessario scavare molto in profondità, costruendo stazioni a 65 metri sotto terra. L’elevata urbanizzazione di San Paolo non consente di fare diversamente ed è del tutto normale per una città che ospita oltre 12 milioni di abitanti.
L’alta densità urbanistica, tra fondamenta e sottoservizi, impedisce di costruire a profondità inferiori senza interferire le infrastrutture esistenti e soprattutto senza avere un grosso impatto a causa dei lavori in superficie. In questo contesto, gli scavi sotto San Paolo sono inesorabili, con vantaggi che compensano ampiamente le difficoltà. Oltre all’allargamento della metropolitana, inoltre, saranno implementati sistemi di recupero energetico e strumenti avanzati per la segnalazione ferroviaria e l’illuminazione. Nel complesso, quindi, il progetto è atteso con apprensione, anche se come premesso non è replicabile ovunque.
L’Italia preferisce evitare
L’Italia ha sicuramente delle difficoltà nell’espansione infrastrutturale, a partire dagli ostacoli burocratici e dalla gestione dei costi, ma il limite della profondità per le linee metropolitane è di altro genere (e non necessariamente negativo). La stragrande maggioranza delle città italiane ospita infatti reperti storici unici al mondo o conformazioni geologiche complesse, motivo per cui la progettazione deve essere più minuziosa che mai.
Consideriamo inoltre che per scendere a profondità elevate servono lavori più invasivi, costi superiori e aumento dei tempi per i passeggeri, motivo per cui anche nel Belpaese si evita di farlo se non quando strettamente necessario. Il criterio però cambia, come vediamo nella progettazione delle nuove stazioni della linea C di Roma, dove si punta a scendere fino a 85 metri sotto terra per realizzare la cabine di protezione delle stazione (profonde al massimo 45 metri sotto la superficie).
Un lavoro minuzioso per migliorare la mobilità della Capitale senza danneggiare il patrimonio storico. Un altro esempio è quello della linea metropolitana di Napoli, a partire dalla stazione di Toledo, profonda 45 metri sotto terra. Ecco perché le linee sotterranee italiane continuano a espandersi ma difficilmente toccheranno ulteriori record di profondità, non nel modo in cui succede in Paesi come il Brasile quantomeno.