Sam Altman, CEO di OpenAI, investe 180 milioni di dollari nella ricerca sulla longevità

Enrica Perucchietti

13 Marzo 2023 - 10:00

L’aspirazione di “curare” la morte e vivere per sempre è la nuova tendenza che spopola tra i magnati della Silicon Valley. Da Peter Thiel a Jeff Bezos, si investe nella ricerca sul longevismo.

Sam Altman, CEO di OpenAI, investe 180 milioni di dollari nella ricerca sulla longevità

«La nostra missione è aumentare di dieci anni la durata della vita umana sana. Ciò sarà estremamente impegnativo e richiederà risorse sostanziali. Siamo fortunati ad avere avuto un finanziamento iniziale per un importo di 180 milioni di dollari, che ci porterà alle nostre prime prove di fattibilità e al funzionamento in sicurezza dell’azienda per tutto il decennio».

Retro Biosciences è una giovane startup, nata ufficialmente un anno fa, grazie ai soldi di un finanziatore rimasto fino ad ora sconosciuto. Ora il suo nome è stato reso pubblico, destando curiosità. Si tratta infatti di Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAI.

Da OpenAI alla ricerche sull’immortalità

Il trentasettenne, che ha fondato nel 2015 insieme a Elon Musk la non profit di ricerca sull’intelligenza artificiale, sulla cresta dell’onda dallo scorso novembre dopo il lancio di ChatGPT, secondo un lungo rapporto del MIT Technology Review, avrebbe investito di tasca propria 180 milioni di dollari nella startup Retro Biosciences.

Altman sarebbe anche l’unico investitore di questa misteriosa startup, l’ultima di un lungo elenco di società che si pongono l’obiettivo di contrastare l’invecchiamento e prolungare la vita.

Tutto nasce dalla parabiosi

L’interesse di Altman per la longevità ha avuto origine otto anni fa, quando si imbatté nelle ricerche sulla parabiosi.
La “parabiosi eterocronica” (dal greco “para”, assieme, a fianco e “bios”, vita) consiste nell’unire i sistemi circolatori di due animali geneticamente identici, ma di età differente, in modo che condividano la stessa fonte di sangue; secondo risultati di laboratorio questa tecnica sembrerebbe invertire gli effetti dell’invecchiamento.
All’epoca, era a capo di Y Combinator e incaricò il suo staff di esaminare i progressi compiuti dagli scienziati anti-invecchiamento sui topi.

Fino a ora, il coinvolgimento di Altman nell’azienda era stato mantenuto riservato. Questa è stata una decisione presa dal CEO della società, Joe Betts-LaCroix, che voleva lasciare che Retro si facesse strada da sola, senza focalizzare l’attenzione sul suo unico investitore, la cui notorietà avrebbe potuto creare rivelarsi una distrazione dagli obiettivi perseguiti dalla startup.

«La cosa più importante su Retro è che si tratta di una startup biotech davvero buona, una cosa rara. – ha commentato Altman – Sta combinando la grande scienza e le risorse di una grande azienda con lo spirito di una startup laboriosa. E questo è il progetto giusto per il nostro tempo».

La nuova moda tra i magnati della Silicon Valley

Il mito dell’immortalità, negli ultimi anni, è apparso sempre meno mito e sempre più reale e ha attirato l’attenzione delle persone più ricche del pianeta che hanno investito milioni per sconfiggere o almeno frenare l’invecchiamento, resuscitare i morti (la crionica), downloadare la mente (il mind uploading).

A capeggiare questa nuova tendenza che unisce investimenti milionari e ambizioni preometiche, sono proprio i magnati della Silicon Valley. A condensare i loro obiettivi ci ha pensato Peter Thiel, che in un’intervista del 2012 a Business Insider, ha spiegato che

«Tutti dicono che la morte è naturale, che è parte della vita, ma io penso che niente possa essere più lontano dalla verità. La morte è semplicemente un problema. Che va risolto».

«Curare» la morte

L’aspirazione è quella di “curare” la morte e vivere per sempre.
Il sogno, da molti condiviso, di poter sconfiggere la morte ha prodotto l’immagine di un mondo in cui gli esseri umani possano estendere indefinitamente la durata della vita. Un’estensione liberata dal rischio della vecchiaia, grazie all’ingegneria genetica e alle nuove tecniche biomediche.

I progetti in questo campo si dividono tra quelli più ambiziosi a quelli concettualmente più modesti e in parte condivisibili, volti a rallentare il processo di invecchiamento con l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle malattie e, tramite lo studio dell’epigenetica, riprogrammare le cellule.

In linea con il credo transumanista, il compito dell’Uomo è, secondo Thiel, combattere la morte. Potenziare l’essere umano e sanare le imperfezioni della Natura.È questa la concezione che la Valley ha della morte: una ideologia che spinge i miliardari del calibro di Peter Thiel, Larry Page, Larry Ellison, Sergey Brin, Bryan Johnson, Mark Zuckerberg o Jeff Bezos a investire nella ricerca sull’immortalità.

Il transumanesimo, infatti, è una forma tecnologica di socialismo utopico che professa non solo l’abbattimento di ogni limite e il potenziamento dell’Uomo, ma prospetta un futuro senza malattie e senza morte, delinea una società senza lavoro, che sarà completamente automatizzato. Esso vende l’illusione di poter godere di una vita piena, ricca di piacere, senza limiti, senza lavorare, senza invecchiare, senza morire.

Uno dei tanti sogni della Valle di Silicio. Dove anche l’immortalità è un business.