Salta il nuovo bonus 200 euro, ma aumenta il netto in busta paga: così il governo vuole alzare gli stipendi

Stefano Rizzuti

27 Luglio 2022 - 15:48

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Il dl Aiuti bis non conterrà un rinnovo del bonus 200 euro, ma introdurrà una decontribuzione che permetterà di far aumentare il netto in busta paga: vediamo per chi e quando salgono gli stipendi.

Salta il nuovo bonus 200 euro, ma aumenta il netto in busta paga: così il governo vuole alzare gli stipendi

Non sarà un rinnovo del bonus 200 euro, ma una decontribuzione per aumentare il netto in busta paga. Che non dovrebbe valere solamente per un mese ma che potrebbe arrivare fino alla fine dell’anno. Il governo guidato da Mario Draghi, seppur dimissionario, continua nel suo percorso di confronto con i sindacati per il nuovo decreto Aiuti e porta avanti un’opzione diversa da quella finora paventata che prevedeva un raddoppio del bonus 200 euro già erogato a luglio.

Draghi, insieme ai ministri Franco, Giorgetti, Patuanelli, Orlando, Brunetta e al sottosegretario Garofoli ha incontrato i segretari di Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi. Come detto dallo stesso presidente del Consiglio ai tre segretari non ci sarà un rinnovo del bonus 200 euro, ma un intervento di decontribuzione che andrà a incidere sul netto in busta paga per i lavoratori dipendenti.

Le risorse previste per il decreto sono pari a 14,3 miliardi di euro: con questo provvedimento il governo prorogherà alcune delle misure in vigore contro l’aumento dei prezzi del carburante e delle bollette di luce e gas, ma interverrà anche sugli stipendi. Non, come detto, con un secondo bonus 200 euro, ma con un intervento che riguardi sempre lavoratori e pensionati, probabilmente lasciando ferma la soglia dei 35mila euro di reddito per accedere.

Ma se la linea seguita dovesse essere quella della decontribuzione, sparirebbe invece il taglio dell’Iva sui prodotti di prima necessità di cui si era parlato negli scorsi giorni? Vediamo tutto ciò che potrebbe rientrare nel decreto Aiuti bis e cosa, invece, potrebbe essere escluso.

Taglio delle tasse in busta paga: aumentano gli stipendi

Pierpaolo Bombardieri, segretario della Uil, riporta quanto spiegato da Draghi, ovvero che si interverrà “sulla decontribuzione dei lavoratori dipendenti, quindi si aumenta il netto in busta paga”. Per ora, comunque, non ci sono altri dettagli sull’intervento del governo. Ma Bombardieri si dice soddisfatto per lo stop ai bonus, come chiesto dai sindacati, in favore di interventi strutturali.

Soddisfazione viene espressa anche dalla Cisl con Luigi Sbarra e dalla Cgil con Maurizio Landini, secondo il quale il governo sta seguendo la strada indicata dai sindacati. Il taglio delle tasse in busta paga e il conseguente aumento del netto potrebbe andare dal mese di luglio a dicembre. Un intervento semi-strutturale, con la speranza che chi arriverà dopo al governo, in seguito alle elezioni, possa renderlo davvero strutturale attraverso la legge di Bilancio.

Quando arriverà il nuovo decreto Aiuti

Come spiegato in Consiglio dei ministri durante la relazione del ministro dell’Economia, Daniele Franco, il governo mette a disposizione per il decreto Aiuti bis 14,3 miliardi, provenienti dalle maggiori entrate, con un deficit sceso di 0,8 punti percentuali rispetto al Pil. La relazione dovrà essere approvata il 28 luglio alla Camera e si arriverà poi al Consiglio dei ministri della prossima settimana che dovrà varare il decreto.

Decreto Aiuti bis, quali sono le misure

Nel decreto dovrebbe rientrare un intervento da circa 2 miliardi per l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette, con la proroga fino a fine anno dell’attuale scadenza di fine settembre. Un miliardo di euro dovrebbe servire per la proroga del taglio delle accise su benzina e diesel oltre il 21 agosto.

Poi c’è lo stanziamento per la decontribuzione. Per il bonus 200 euro sono stati spesi 6,5 miliardi di euro, una cifra simile - o probabilmente anche più alta - potrebbe servire per la decontribuzione per i lavoratori dipendenti. In più potrebbero servire ulteriori risorse per allargare la platea anche agli stagionali e ai precari esclusi dal primo bonus.

Salta il taglio dell’Iva sui prodotti alimentari?

Considerando, in aggiunta, i fondi necessari per prorogare anche il bonus sociale sulle bollette e tutte le risorse da stanziare per le varie misure previste dal decreto, resta poco margine per il taglio dell’Iva su cui insiste la Lega. L’idea era di azzerare l’Iva su pasta e pane e di abbassarla dal 10% al 5% su carne e pesce. L’ipotesi sembra al momento più lontana, considerando sia la carenza di risorse sia le criticità di una misura che andrebbe ad aiutare tutte le fasce di reddito indiscriminatamente, favorendo anche i più abbienti. Motivo per cui anche i sindacati si oppongono. Ma non è ancora del tutto da escludere l’ipotesi di un taglio, parziale, dell’Iva.

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