Saipem: no Tribunale di Milano a domanda risarcimento. Tutti i dettagli

Il Tribunale di Milano ha respinto la domanda di risarcimento presentata da 64 investitori istituzionali esteri nei confronti di Saipem. Il titolo reagisce bene sul listino di Piazza Affari.

Saipem: no Tribunale di Milano a domanda risarcimento. Tutti i dettagli

Vittoria di Saipem al tribunale di Milano, dove la società servizi dell’oil&gas era stata citata in giudizio da un gruppo di investitori che chiedevano un risarcimento per danni subiti nell’acquisto di azioni SPM.

Il titolo della società reagisce bene a Piazza Affari, dove segna un rialzo del 2,23% a 4,531 euro. Il saldo settimanale dell’azione segna un -3,71% mentre il saldo annuo registra un rialzo di quasi 15 punti percentuali.

Chiesto un risarcimento da 174 milioni

Il tribunale di Milano ha respinto nel merito la domanda di risarcimento avanzata nei confronti della società da investitori che chiedevano un risarcimento danni da 174 milioni di euro. Saipem, che lo scorso 24 ottobre ha presentato i conti al 30 settembre, aveva ricevuto un atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano da 64 investitori che chiedevano il risarcimento danni “asseritamente subìti” a fronte di acquisti di azioni Saipem nel periodo dal 13 febbraio 2012 al 14 giugno 2013.

Comunicazioni incomplete, ritardate e inesatte

Tre anni e mezzo fa, alcuni investitori istituzionali esteri hanno citato in giudizio Saipem chiedendo la condanna della società al risarcimento di danni subìti a seguito di investimenti in azioni Saipem sul secondario.

Niente risarcimento danni, rimborso delle spese legali per 100 mila euro
In particolare, gli attori hanno chiesto il risarcimento per danni che sarebbero derivati, in via principale, dalla comunicazione al mercato di informazioni valutate “inesatte”, tra febbraio 2012 e il giugno 2013, .

In via subordinata, c’era la comunicazione “ritardata”, con il primo “profit warning”, di informazioni privilegiate che sarebbero state, secondo l’accusa, nella disponibilità della società dal luglio 2012 o di informazioni ritenute “incomplete e inesatte” diffuse tra gennaio e giugno 2013, data del secondo “profit warning”.

Il rigetto da parte del Tribunale è legato, riporta la nota della società di San Donato, “alla mancata dimostrazione […] del possesso di azioni Saipem”. Inoltre, i ricorrenti, sono stati condannati al pagamento di 100 mila euro a favore di Saipem a titolo di rimborso delle spese legali.

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