Sagre, fiere e congressi: cosa è vietato nel nuovo DPCM

Anche sagre, fiere locali, convegni e congressi nel mirino del nuovo DPCM con divieti e rigide misure da rispettare: ecco cosa cambia da oggi.

Sagre, fiere e congressi: cosa è vietato nel nuovo DPCM

Nuova stretta del Governo che, a pochi giorni dall’ultimo decreto, ha emanato un nuovo DPCM con misure ancor più restrittive. Tra le attività vietate in modo assoluto rientrano anche fiere e sagre locali le quali non potranno svolgersi nemmeno con contingentamento dei partecipanti e obbligo di mascherina. Unica eccezione gli eventi fieristici maggiori, nazionali e internazionali.

Stretta anche su convegni e congressi, eventi che di per sé causano assembramenti di persone: sono permessi solo in modalità da remoto.

Queste misure si accompagnano alla possibilità in capo alle singole Regioni si chiudere piazze e strade della movida a partire dalle 21.00 e allo stop della consumazione al bancone dalle 18.00 in poi. Locali, pub e ristoranti dovranno comunque chiudere entro le 24.00.

“Dobbiamo evitare in ogni modo un nuovo lockdown”, queste le parole di Giuseppe Conte; purtroppo molti settori (tra cui l’organizzazione di eventi fieristici e sagre) saranno costretti a grandi sacrifici. Basti pensare che lo stop agli eventi enogastronomici colpisce all’incirca 34mila ambulanti in tutta Italia, lavoratori già duramente colpiti nei mesi scorsi.

Stop sagre e fiere locali: le regole del DPCM 18 ottobre

Il nuovo DPCM, come si era preannunciato nei giorni scorsi, vieta (o limita fortemente) tutte le occasioni in cui rispettare il metro di distanza interpersonale e scongiurare gli assembramenti sarebbe troppo difficile: così nel DPCM appena emanato sono vietate sagre, feste di paese e fiere locali di comunità.

Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, nel rispetto dei protocolli approvati dal Comitato tecnico scientifico su igiene, contingentamento dei partecipanti e presidi di protezione obbligatori.

Questi eventi potranno avere luogo “secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”, le parole di Giuseppe Conte in conferenza stampa.

In fumo il business dei prodotti alimentari locali

Interrompere le manifestazioni fieristiche e le sagre significa compromettere tutto il settore dell’enogastronomia locale, con ripercussioni enormi sulle entrate di ambulanti, fornitori, produttori e degli enti organizzatori. Dopo la stangata estiva - con sagre vietate in tutto lo Stivale - vanno in fumo anche i mesi autunnali in cui tradizionalmente si concentrano molti eventi promozionali di prodotti tipici (castagne, funghi, tartufo, vino). Ad essere coinvolti in prima persona circa 34 mila operatori ambulanti. Secondo Coldiretti il settore fieristico e delle sagre locali ha una stima annua di 900 milioni di euro, valore che quest’anno potrebbe essere dimezzato.

Convegni e congressi

Tra le restrizioni in vigore c’è anche il divieto di organizzare convegni e congressi di qualsiasi tipologia in presenza, l’unica modalità consentita è quella da remoto.

“Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”, le testuali parole di Giuseppe Conte.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO

Termina il 07/12/2020

Come passerai questo Natale?

4 voti

VOTA ORA