La Russia deve vendere un grattacielo per saldare i debiti

Ilena D’Errico

21 Dicembre 2025 - 20:12

L’economia russa sta scivolando inesorabilmente, passando anche dalla vendita forzata di un grattacielo per far fronte ai debiti.

La Russia deve vendere un grattacielo per saldare i debiti

Continuiamo a ribadire che l’economia russa sta scivolando in un declino sempre più importante, ma niente può preparare agli effetti pratici che si ripercuotono sulle attività nazionali. La vendita forzata di uno dei grattacieli simbolo di Mosca è un esempio emblematico, tanto delle difficoltà di bilancio della Russia quanto della volontà di limitare il danno contando solo sulle proprie forze.

Il governo russo ha infatti ordinato alle Ferrovie russe (Rdz) di vendere un grattacielo da 62 piani parte delle cosiddette Moscow Towers, come rivelato da un’esclusiva della britannica Reuters. Pare che questa decisione sia maturata nel corso di una recente riunione del Cremlino per sostenere il monopolio statale ferroviario, cercando così di lenire il massiccio debito del gruppo.

Una misura che incide solo marginalmente sul debito miliardario di Rdz, ma ritenuta indispensabile per limitare le conseguenze sul commercio, già stremato dal contesto attuale. Un progetto quasi disperato per contenere la rovina del gruppo ferroviario evitando colpi ulteriori al Paese.

La Russia deve vendere un grattacielo per pagare i debiti

Lo splendido grattacielo da 62 piani di Rdz fa parte del distretto finanziario di Mosca, spesso chiamato anche Moscow City, dove edifici altissimi e smaglianti sfidano i progetti più futuristici e ambiziosi del mondo. Qui c’è il vero cuore degli affari di tutto il Paese, compresa la sede delle maggiori aziende russe e delle multinazionali straniere. Sembrava quindi del tutto logico che Rdz trasferisse la sua sede nel distretto finanziario della capitale, motivo per cui l’azienda ha acquistato l’edificio nel 2024.

Le Ferrovie russe sono infatti determinanti nell’economia della nazione, occupano più di 700.000 dipendenti e decidono le sorti di gran parte del commercio attraverso il trasporto merci. Ovviamente, al pari di altre aziende russe, anche Rdz è stata duramente colpita dalla situazione economica della Russia. Il crescente e incessante sforzo bellico, il debito nazionale e l’aumento dei tassi di interesse non hanno fatto altro che mettere in ginocchio il gruppo, che ha accumulato un debito da 50 miliardi di dollari.

Il Cremlino sta quindi lavorando per arginare questo debito, che mina seriamente la narrazione di una Russia autosufficiente e solida, ma soprattutto rischia di scatenare una reazione a catena rendendo la salvezza ancora più lontana.

Misure disperate per salvare il possibile

Tra le misure in ballo per sostenere le Ferrovie russe c’è in particolare l’aumento delle tariffe di trasporto merci, che avrebbe alla fine un costo molto più elevato dei benefici. Il governo russo teme che un intervento di questo genere genererebbe un effetto disastroso sull’economia nazionale e per questo motivo cerca di evitarlo. La vendita della Moscow Tower imposta a Rdz serve proprio a questo scopo, visto che l’importo è a dir poco contenuto rispetto all’ammontare complessivo del debito.

Sappiamo infatti che le Ferrovie russe avevano acquistato il grattacielo per l’equivalente in rubli di circa 2,4 miliardi di dollari, che corrispondono al costo minimo per la vendita del mastodontico edificio. Il Cremlino ha infatti imposto che non sia venduto a cifre inferiori al prezzo pagato per l’acquisto delle Ferrovie russe, che non sono nel frattempo riuscite a spostare la sede. Un’operazione che il gruppo intendeva finanziarie con la vendita di altri edifici del distretto finanziario, ma che comunque non è stata più attuata.

Così la Russia cerca almeno di evitare le ricadute sul trasporto merci, mentre per risollevare le Ferrovie russe servono interventi più imponenti. Si discute di varie opzioni di sostegno, ma ognuna presenta delle sfide notevoli. Restano sul piatto la ristrutturazione del debito e l’intervento statale attraverso sussidi e riduzione della pressione fiscale, visto che attualmente risulta impossibile convertire il debito in azioni, mancando il consenso bancario. Intanto, dovrà quindi avvenire la vendita del grattacielo, simbolica di quanto sta affrontando il Paese.

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