Russia-Africa: si è concluso il vertice tenutosi a San Pietroburgo tra la nazione guidata da Putin e alcuni rappresentanti del continente africano, ambito più che mai in un periodo così complesso e in divenire per l’economia e la politica mondiali.
Il vertice ha indubbiamente segnato un rinnovato sforzo del Cremlino per rafforzare i legami con un continente di 1,3 miliardi di persone che è sempre più assertivo sulla scena globale. Le 54 nazioni africane costituiscono il più grande blocco elettorale alle Nazioni Unite e sono state divise più di qualsiasi altra regione mondiale sulle risoluzioni dell’Assemblea generale che criticano le azioni della Russia in Ucraina.
All’incontro, però, erano presenti solo 17 Capi di Stato, rispetto ai 43 del primo vertice Russia-Africa del 2019, un forte calo di presenze che Putin ha attribuito alla oltraggiosa pressione occidentale per scoraggiare i paesi africani dal presentarsi.
Il presidente russo ha salutato il ruolo dell’Africa “nell’emergente ordine mondiale multipolare”, osservando che “l’era dell’egemonia di uno o più Paesi sta retrocedendo nel passato, anche se non senza resistenza da parte di coloro che si sono abituati alla propria unicità e monopolio negli affari globali”.
Il riferimento critico è stato ovviamente contro il neoclonialismo occidentale, in quella strategia ormai consolidata dalla Russia di denigrare i nemici e offrire un’immagine di nazione ancora influente sul resto mondo, sia a livello politico che economico e militare.
Mosca, non a caso, intende espandere i legami commerciali ed economici con l’Africa e continuare gli sforzi per alleviare il peso del debito cancellando altri 90 milioni di dollari dei propri debiti secondo le ultime promesse di Putin. Fermo anche l’impegno a rafforzare i legami di difesa con i Paesi africani aiutando ad addestrare le loro forze armate e ampliando le forniture di attrezzature militari, alcune delle quali a costo zero.
Tuttavia, in questo contesto di cooperazione, qual è davvero il legame attuale tra Russia e Africa? 3 grafici offrono una risposta.
Russia-Africa: il legame economico è ancora debole
Tra gli obiettivi di Mosca c’è sicuramente quello di migliorare i rapporti economici con le nazioni africane. Un compito non facile, considerando che a oggi Mosca non è proprio un partner di primo piano per scambi di merci e investimenti, oltre al fatto che la questione dell’abbandono dell’accordo del grano sul mar Nero ha irritato diverse cancellerie africane.
Non c’è dubbio che molti Paesi africani condividono il disprezzo di Putin per le sanzioni economiche statunitensi ed europee, e hanno persino invitato l’Occidente ad abbassare le sue armi finanziarie puntate su Mosca.
Tuttavia, la decisione della Russia della scorsa settimana di ritirarsi da un accordo con l’Ucraina per consentire l’esportazione di grano - e poi bombardare i porti ucraini, distruggendo migliaia di tonnellate di cibo - ha fatto infuriare Paesi come il Kenya, che ha criticato senza mezzi termini la decisione definendola una pugnalata alle spalle.
Il professore sudafricano William Gumede, della School of Governance della Wits University ha affermato che la decisione di Putin di ritirarsi dalla Black Sea Grain Initiative ha messo a dura prova le relazioni russe con Paesi in cui la sicurezza alimentare è spesso una questione di vita o di morte. Mentre la stragrande maggioranza dei quasi 33 milioni di tonnellate di grano esportati da quando l’accordo è stato raggiunto un anno fa non ha mai effettivamente raggiunto le nazioni più povere del mondo, l’accordo ha contribuito a ridurre di oltre il 20% i prezzi dei prodotti alimentari secondo le Nazioni Unite.
“Anche se i Paesi possono permettersi di acquistare grano, la decisione della Russia ha un impatto enorme sull’inflazione”, ha detto Gumede.
In questo contesto, quindi, all’apertura del vertice, Putin ha dichiarato che Burkina Faso, Zimbabwe, Mali, Somalia, Eritrea e Repubblica Centrafricana riceveranno ciascuno da 25.000 a 50.000 tonnellate di grano russo nei prossimi tre o quattro mesi.
Il presidente russo ha nuovamente accusato i Paesi occidentali di ostacolare la fornitura di grano e fertilizzanti russi - ripetendo la denuncia di lunga data del suo governo secondo cui gli Stati Uniti e i suoi alleati non stavano rispettando la loro parte dell’accordo previsto dall’accordo sul grano.
La questione è complicata e coinvolge indubbiamente diversi attori globali, innervosendo tutti i protagonisti poiché si tratta di una materia prima cruciale. La rassicurazione di Putin, però, si inserisce anche in un altro contesto: quello di rafforzamento di una collaborazione economica con l’Africa che non sta proprio decollando.
Come mostra il grafico Ispi, infatti, Mosca è fanalino di coda tra diversi altri importanti partner commerciali del continente africano:
Interscambio Africa e potenze mondiali
La Russia nel commercio con l'Africa resta indietro
Come specificato dagli analisti dell’Istituto, nel 2022, con un interscambio commerciale tra Russia e Africa del valore di 21 miliardi di dollari nel 2022, “la cifra è modesta, specie se paragonata agli interscambi di Cina, Stati Uniti e Francia, rispettivamente da 250, 70 e 65 miliardi di dollari. Mentre gli investimenti diretti esteri russi in Africa non rappresentano più dell’1% del totale”.
L’impegno della Russia del 2019 di raddoppiare il commercio con le nazioni africane a 40 miliardi di dollari è finora rimasto piatto. Una percentuale significativa di tale commercio è con soli quattro Paesi: Algeria, Egitto, Marocco e Sudafrica.
Il primato russo in Africa è militare
Se c’è un campo di collaborazione da considerarsi solido tra Russia e Africa, quello è senza dubbio militare.
Mosca è diventata negli anni il principale fornitore di armi del continente, come evidenziato da questo grafico Ispi:
Chi vende armi all’Africa?
Russia sul podio
Come mostrato dal il think-tank svedese SIPRI, tra il 2018 e il 2022, la Russia ha rappresentato il 40% delle commesse militari dell’Africa. In confronto, Stati Uniti, Cina e Francia hanno pesato rispettivamente per il 16%, il 9,8% e il 7,6% del totale.
In cima alla lista dei Paesi in relazioni commerciali militari con Mosca (i maggiori acquirenti per unità di armamenti) ci sono Algeria, Egitto e Libia, ma anche Uganda, Etiopia e Sudan, con Angola, Nigeria e Mali in crescita negli acquisti russi.
Questa cartina Ispi mette in chiaro dove si trovano più armi russe in Africa:
Armi russe in Africa
Quali Stati ne hanno di più
Il settore delle armi, quindi, è ben collaudato da Mosca e le consente di giocare un ruolo importante nell’influenza africana. Tuttavia, con le complicazioni della guerra in Ucraina - e con l’invito africano a trovare una soluzione di pace o di dialogo rivolto a Putin - il legame basato sulle armi e sulla difesa potrebbe non bastare alla Russia per trovare solidi amici in Africa.
Credibilità politica ed economica saranno fondamentali, mentre l’Africa - come l’Asia - si avvia a essere una delle regioni del mondo più ambite e sottoposte al gioco dei nuovi equilibri geopolitici del mondo.