Rottamazione quinquies, rate, scadenze e regole 2026

Patrizia Del Pidio

14 Aprile 2026 - 11:51

Cos’è la rottamazione quinquies e chi può aderire? Ancora poche settimane per aderire alla sanatoria, vediamo tutto quello che c’è da sapere.

Rottamazione quinquies, rate, scadenze e regole 2026

Ancora poco più di due settimane per aderire alla rottamazione quinquies, la definizio agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Per accedere, infatti, va presentata istanza telematica entro il 30 aprile 2026, con la scadenza del primo (o unico) pagamento entro il 31 luglio.

La nuova sanatoria, che si è rivelata ben diversa dalle versioni precedenti, permetterà a molti contribuenti di sistemare la propria situazione debitoria con il Fisco. Rispetto alle aqltre definizio agevolate, quella del 2026 risulta essere molto più flessibile, visto che consente di versare il dovuto, con lo stralcio di sanzioni e interessi, in 54 rate bimestrali spalmate su un arco temporale di nove anni.

Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla nuova rottamazione, dalle scadenze per la presentazione della domanda alle regole per l’adesione.

Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies?

Rientrano nella nuova rottamazione delle cartelle i debiti affidati all’Agente di Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 che derivano dall’omesso versamento delle imposte dovute dopo le dichiarazioni annuali. Rientrano nella sanatoria anche i debiti risultanti da:

  • accertamento formale delle imposte sui redditi in base alle dichiarazioni presentate;
  • liquidazione dell’imposta dovuta in base alle dichiarazioni;
  • omesso versamento dei contributi previdenziali dovuti all’INPS con l’esclusione di quelli richiesti dopo accertamento.

Questi debiti possono essere saldati versando solo la parte capitale, senza considerare le somme dovute a titolo di interessi, di sanzioni, di interessi di mora e di somme dovute a titolo di aggio. Per chi paga in un’unica soluzione entro il 31 luglo le uniche somme dovute sono quelle dei debiti.

Sono escluse dalla rottamazione:

  • le cartelle esattoriali derivanti da controlli già eseguiti e definiti;
  • i tributi che non rientrano nella rottamazione (come, ad esempio, Irap, addizionali).

Pagamento debiti con la rottamazione: le rate

Il pagamento delle somme dovute con la rottamazione può essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali (piano di ammortamento in 9 anni) tutte con uguale importo da versare:

  • la prima entro il 31 luglio 2026;
  • la seconda entro il 30 settembre 2026;
  • la terza entro il 30 novembre 2026.

Le successive rate, invece, andranno versate rispettivamente il 31, gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ogni anno a partire dal 2027. Per chi sceglie la dilazione in 54 rate le ultime tre rate andranno versate il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio 2035.

A decorrere dal 1° agosto, giorno successivo al versamento della prima rata, saranno dovuti sulle rate gli interessi legali al tasso del 3% annuo.

Limite all’importo delle rate

La rottamazione quinquies prevede un massimo di 54 rate bimestrali, ma per ogni rata l’importo da versare non deve essere inferiore a 100 euro. Per chi ha un debito di 5.000 euro, quindi, non sarà possibile rateizzare in 54 rate, ma si potrà dilazionare il pagamento in un massimo di 50 rate per il vincolo dell’importo.

Domanda rottamazione quinquies

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha reso disponibile sul proprio portale i dati relativi ai carichi che possono essere rottamati. Il contribuente deve presentare domanda di adesione alla rottamazione quinquies entro il 30 aprile 2026 in modalità esclusivamente telematica che l’Ader dha messo a disposizione a disposizione dal 20 gennaio 2026.

In sede di presentazione della domanda di adesione il contribuente deve scegliere i debiti da definire e il numero di rate entro cui versare le somme. Può essere presentata una domanda diversa per ogni carico definibile presente.

Nella dichiarazione di adesione il contribuente deve indicare anche per quali carichi pende un giudizio assumendo, al tempo stesso, l’impegno di rinunciare a ricorrere.

Gli effetti della rottamazione dopo la presentazione della domanda

Una volta presentata la domanda di adesione alla rottamazione quinquies, per i carichi compresi:

  • sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
  • sono sospesi, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di presentazione;
  • non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla data di presentazione;
  • non possono essere avviate nuove procedure esecutive;
  • non possono essere proseguite le procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo;
  • il debitore non è considerato inadempiente;
  • può avvenire il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

La comunicazione delle somme dovute

Per determinare le somme dovute si tiene conto anche degli eventuali importi già versati a titolo di capitale con altre dilazioni.
Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrà inviare ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quinquies, la comunicazione delle somme dovute in cui è indicato:

  • ammontare complessivo delle somme dovute;
  • quello delle singole rate, che non può essere inferiore a cento euro;
  • data di scadenza di ciascuna rata.

Pagamento delle rate della rottamazione

Il pagamento delle rate della definizione agevolata 2026 può avvenire con:

  • domiciliazione sul conto corrente indicato dal debitore;
  • moduli di pagamento precompilati messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

Dal pagamento della prima o dell’unica rata del 31 luglio 2026 si determina l’estinzione delle procedure esecutive avviate precedentemente.

Decadenza rottamazione quinquies

La decadenza della rottamazione quinquies con la ripresa dei termini di decadenza e prescrizione avviene in caso di mancato o insufficiente pagamento:

  • dell’unica rata;
  • di almeno due rate non consecutive;
  • dell’ultima rata.

Per le multe relative a violazioni del Codice della strada, la definizione agevolata si applica solo agli interessi e alle somme dovute a titolo di aggio.

Rottamazione quinquies ci rientrano i decaduti?

Nella bozza della Legge di Bilancio è riportato che possono accedere alla rottamazione quinquies anche i contribuenti che hanno:

  • i debiti, per i quali si è determinata l’inefficacia della relativa definizione (rottamazioni precedenti), relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2017 oggetto di dichiarazioni rese per aderire:
    • alla prima rottamazione del 2016;
    • alla riapertura dei termini per la prima rottamazione ai sensi dell’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148;
    • alla rottamazione bis del 2017;
    • alla rottamazione ter del 2018;
    • alla riapertura dei termini per la rottamazione ter ai sensi dell’articolo 16-bis, commi 1 e 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34;
  • i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 per i quali, alla data del 30 settembre 2025, si è determinata l’inefficacia della definizione, ricompresi in dichiarazioni rese per aderire:
    • alla rottamazione quater del 2023;
    • alla riapertura dei termini per la rottamazione quater ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1, del decreto-legge 27 dicembre 2024.

Chi alla data del 30 settembre risultava in regola con i pagamenti della rottamazione quater resta escluso, per i debiti inclusi nella precedente definizione agevolata, dalla rottamazione quinquies.

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