Rottamazione quinquies, le proposte di modifica non sono state accolte

Patrizia Del Pidio

23 Febbraio 2026 - 13:56

Addio alla speranza di modifiche alla rottamazione quinquies e alla quater. Ecco cosa non è stato inserito nel decreto Milleproroghe.

Rottamazione quinquies, le proposte di modifica non sono state accolte

La rottamazione quinquies rimane senza correttivi. Se c’era chi sperava in modifiche alla sanatoria grazie al decreto Milleproroghe, l’ipotesi di correttivi è sfumata perché nel testo licenziato dalla Camera non è stata accolta nessuna modifica.

Quello che si voleva era rendere la rottamazione quinquies più flessibile estendendo la possibilità di adesione anche alle cartelle ammesse alla quater non ancora decadute, ma la modifica è stata dichiarata inammissibile.

Era stata proposta anche una riapertura dei termini della rottamazione quater per permettere di non decadere a chi aveva saltato il pagamento della rata del 30 novembre 2025. In questo caso si sarebbe considerato tempestivo il pagamento della stessa entro il 28 febbraio 2026. Nonostante il parere favorevole di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, anche questa proposta è stata esclusa dal decreto.

Gli emendamenti esclusi per la rottamazione quinquies

Sfuma l’ipotesi di correttivi per la rottamazione quinquies. Il Decreto Milleproroghe solitamente viene utilizzato per rettificare o ratificare misure che non hanno trovato posto nella Legge di Bilancio o che hanno bisogno di essere modificate, ma nel 2026 l’iter parlamentare ha seguito un percorso diverso rispetto alle precedenti edizioni.

La rottamazione quinquies, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, è partita il 21 gennaio 2026 con l’attivazione della procedura telematica per presentare le istanze da parte dell’Agenzia delle Entrate. Nonostante la partenza della sanatoria c’erano questioni che ancora non erano state considerate chiuse, come l’esclusione delle cartelle oggetto di rottamazione quater non decadute entro il 30 settembre 2025.

La richiesta di permettere il passaggio dei contribuenti in regola dalla rottamazione quater alla quinquie è saltata definitivamente lasciando la possibilità solo a chi è decaduto dalla scorsa sanatoria entro il 30 settembre.

Uno degli emendamenti presentati riguardava proprio l’ammissione di questi contribuenti esclusi. Un altro, sempre non ammissibile, chiedeva di permettere una nuova dilazione ordinaria ai contribuenti titolari di cartelle esattoriali miste di cui una parte ammessa nella sanatoria e una parte no.

L’emendamento chiedeva che, per la parte esclusa dalla rottamazione, si potesse chiedere una nuova dilazione ordinaria in caso di decadenza. Si sarebbe trattato di una deroga ben specifica, visto che la normativa esclude la possibilità di chiedere un’ulteriore rateizzazione di cartelle esattoriali per le quali si è chiesta una rateizzazione a partire dal 16 luglio 2022.

Riapertura rottamazione quater negata

Escluse anche le modifiche alla rottamazione quater. Con l’emendamento presentato si voleva concedere più tempo ai cittadini ed evitare la decadenza definitiva per pagamenti omessi, in ritardo o insufficienti della decima rata in scadenza il 30 novembre 2025.

L’ipotesi voleva consentire il pagamento da considerare tempestivo se effettuato entro il 28 febbraio 2026, ovvero entro la scadenza della rata successiva per coloro che erano stati riammessi alla sanatoria dall’ultima riapertura dei termini.
Anche se con il decreto Milleproroghe la possibilità di avere dei correttivi alle due rottamazioni non ha più speranze, non è escluso che i firmatari degli emendamenti provino nuovamente a inserirli in successivi provvedimenti legislativi.

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