Rottamazione quinquies, i rischi da conoscere prima di aderire

Patrizia Del Pidio

25 Marzo 2026 - 08:32

La rottamazione quinquies nasconde dei rischi che forse non tutti conoscono e riguardano le dilazioni già in corso. Vediamo a cosa fare attenzione e per cosa attivarsi.

Rottamazione quinquies, i rischi da conoscere prima di aderire

L’istanza per aderire alla rottamazione quinquies si può presentare dalla fine di gennaio fino al 30 aprile 2026 e anche la possibile revoca, modifica o integrazione della domanda già presentata si può fare entro lo stesso termine.

Questo perché potrebbe esserci un ripensamento, dopo la presentazione dell’istanza soprattutto alla luce dei rischi a cui la rottamazione espone, soprattutto per la definizione agevolata di debiti già rateizzati.

Anche se la rottamazione quinquies rappresenta un’opportunità davvero conveniente per molti, bisogna valutare anche che ha degli aspetti abbastanza controversi per chi decide (o ha deciso) di rottamare carichi che sono già oggetto di una precedente rateizzazione.

I rischi per i carichi già dilazionati

La decadenza della rottamazione quinquies per carichi già dilazionati impedirà di poter chiedere, per gli stessi carichi, nuove rateizzazioni ordinarie.

In molti casi, poi, chi ha piani di rateizzazione solitamente li ha chiesti per più carichi che possono anche non essere tutti definibili con la rottamazione quinquies. In questo caso il contribuente che aderisce alla sanatoria solo con parte dei carichi dilazionati, deve attivarsi per chiedere il ricalcolo delle somme da versare con le rate della dilazione ordinaria (che saranno più basse perché dovranno escludere i carichi che saranno compresi nella rottamazione).

Visto che c’è ancora tempo per la presentazione delle istanze e anche per eventuali ripensamenti, è il caso di fare una valutazione dei rischi e dei benefici dell’adesione alla sanatoria.

Rottamazione sì o no?

La rottamazione quinquies permette di mettere in regola la propria situazione con il Fisco stralciando dal debito sia sanzioni sia interessi. Inoltre la nuova sanatoria permette di pagare agevolmente in un massimo di 54 rate in nove anni, con pagamenti a cadenza bimestrale.

Si tratta sicuramente di un piano di rientro leggero e che permette di sanare i propri debiti in modo quasi indolore. Ma bisogna considerare anche quelli che sono i rischi che si corrono nell’aderire alla sanatoria 2026.

La decadenza della rottamazione quinquies si verifica in caso di mancato o insufficiente versamento:

  • della prima o dell’unica rata scelta per versare le somme;
  • di due rate anche non consecutive;
  • dell’ultima rata.

Una delle novità della sanatoria 2026 è che non viene permesso di pagare le singole rate nei cinque giorni di tolleranza successivi alla scadenza: un singolo giorno di ritardo della prima rata, di una rata in presenza di una rata non pagata o dell’ultima rata comporterà la decadenza della rottamazione quinquies.

Anche in caso di dimenticanza o disattenzione, quindi, il rischio di decadenza può essere dietro l’angolo. Per le rateazioni ordinarie la decadenza della sanatoria impedisce di poter riattivare la dilazione sospesa in precedenza o attivarne una nuova. Si tratta di un vincolo nuovo rispetto alla rottamazione quater, che non escludeva dalla possibilità di ottenere nuove rateizzazioni. Se si decade dalla Quinquies, il debito torna intero (meno quanto già pagato) e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione precluderà ogni nuova dilazione ordinaria su quei carichi.

Sospensione parziale della rateizzazione

Per quanto riguarda, invece, i piani ibridi di dilazione (piani che comprendono carichi definibili e debiti esclusi) la domanda di adesione alla rottamazione quinquies sospende l’obbligo di versare la sola quota di rata che riguarda i debiti oggetto di definizione agevolata. Questo significa che per i carichi non ammessi alla rottamazione quinquies la sospensione non opera.
Il contribuente deve attivarsi in fretta ricalcolando la rata da versare mensilmente per i soli carichi non ammessi alla definizione agevolata perché l’Agenzia delle Entrate provvederà a ricalcolare i piani al netto dei carichi ammessi alla definizione agevolata solo dopo il 31 luglio 2026.

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