La rottamazione quinquies nasconde delle trappole. Ecco a cosa fare attenzione

Patrizia Del Pidio

6 Febbraio 2026 - 11:24

Anche se la rottamazione quinquies rappresenta un grosso vantaggio per i contribuenti, bisogna fare attenzione alle sue criticità che potrebbero trasformarsi in trappole.

La rottamazione quinquies nasconde delle trappole. Ecco a cosa fare attenzione

La rottamazione quinquies ha preso il via, con l’Agenzia delle Entrate che, dallo scorso 21 gennaio, ha aperto la piattaforma per l’invio delle domande di adesione. Molti contribuenti stavano aspettando la nuova sanatoria per risolvere la propria situazione debitoria con il Fisco, ma prima di inviare la domanda di adesione è bene valutare pro e contro che la definizione agevolata 2026 offre.

La nuova rottamazione, infatti, presenta delle criticità che i contribuenti dovrebbero soppesare prima di pensare di aderire al piano di rateizzazione. Vediamo a cosa prestare attenzione.

Le criticità della rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies offre indubbi vantaggi ai contribuenti che hanno debiti con il Fisco tra i quali i più rilevanti sono: stralcio delle sanzioni e degli interessi, possibilità di pagare il debito rateizzando fino a 54 rate bimestrali.

Per le cartelle più vecchie eliminare sanzioni e interessi dall’importo da versare, potrebbe significare anche abbassare notevolmente il dovuto, lo stesso non si può dire per i debiti più recenti.

Bisogna valutare attentamente quanto la definizione agevolata faccia risparmiare, perché poi, rateizzando il dovuto si dovranno corrispondere interessi del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026. Il tasso di interesse, anche se è stato rivisto, resta comunque molto alto e potrebbe incidere sul totale dovuto facendo perdere il risparmio portato dall’adesione alla sanatoria.

La trappola della decadenza della rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies è stata descritta come una sanatoria più flessibile rispetto alle precedenti e in parte è vero. Se per la rottamazione quater la decadenza dal beneficio interveniva al mancato pagamento di una singola rata, per la quinquies si verifica:

  • al mancato pagamento della prima rata;
  • al mancato pagamento dell’ultima rata;
  • al mancato pagamento di almeno due rate anche non consecutive.

Con la rottamazione quinquies, però, viene meno il periodo di tolleranza di 5 giorni, in base al quale una rata pagata entro questa soglia era considerata tempestiva e non concorreva alla decadenza. Questo significa che anche pagare in ritardo di un solo giorno una rata, qualora se ne sia già saltata una, comporta la decadenza della rottamazione quinquies.

Attenzione al limite dei 100 euro per le rate

Un limite a cui non si è dato particolare risalto è, poi, quello per l’importo della rata che non può essere inferiore a 100 euro. Questo significa che i debiti non troppo elevati non potranno essere rateizzati in 54 rate se ciò comporta che l’importo della rata sia inferiore a 100 euro.

Potrebbe non sembrare un problema determinante, e si considera che con la rottamazione è preferibile presentare una domanda distinta per ogni ruolo, si nota come il limite non permetta di spalmare il rischio della decadenza della rottamazione su più domande.

Se si presentano diverse domande di rottamazione (per ogni debito, ad esempio) se dovesse esserci un periodo con carenza di liquidità si potrebbe lasciar decadere quelle per cui la rottamazione è meno conveniente. Il limite dei 100 euro comporta un problema per questo meccanismo.

Facciamo un esempio pratico per capire come il limite cambia la prospettiva della rottamazione. Supponiamo che un contribuente debba pagare 2.500 euro per la dichiarazione dei redditi 2019, 1.700 per quella 2020, che abbia 3.000 euro di multe elevate dalla prefettura e 6.500 euro di contributi Inps. Nella seguente tabella vediamo con e senza limite quanto si dovrebbe pagare (nell’esempio, per praticità, non calcoliamo gli interessi al 3%).

Debito cartella Rate con limite a 100 importo da versare per ogni scadenza con limite a 100 euro Rate senza limite importo da versare per ogni scadenza senza limite
2.500 euro 25 100 euro 54 46,30 euro
1.700 euro 17 100 euro 54 31,50 euro
3.000 euro 30 100 euro 54 55,50 euro
6.500 euro 54 120,40 euro 54 120,40 euro
importo dovuto per ogni rata 420,40 253,7 euro

Nello schema si comprende che con il limite dei 100 euro per le prime 17 rate bimestrali il contribuente deve pagare 420 euro al mese, che poi scendono, dalla diciottesima alla venticinquesima, a 320 euro e dalla ventiseisima alla trentesima a 220 euro. Solo per le ultime ventiquattro rate pagherà 120,40 euro.

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