Per Imu, Tari, bollo auto e multe stradali irrogate dalla polizia locale la rottamazione quinquies non ha effetti e bisogna attendere la decisione dei Comuni.
La rottamazione potrebbe estendersi anche ai tributi locali. Giancarlo Giorgetti spinge affinché anche i Comuni utilizzino la definizione agevolata per liberarsi dei crediti accumulati che da decenni non riescono a riscuotere.
I tributi locali, a differenza di quello che è accaduto nelle precedenti versioni della rottamazione, non rientrano nella sanatoria 2026. Imu, Tari, bollo auto e multe stradali elevate dalla polizia locale non rientrano nel perimetro della rottamazione quinquies.
La nuova sanatoria a livello nazionale ricomprende debiti iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2023 che possono essere pagati stralciando sanzioni e interessi. Il versamento delle somme dovute può essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali applicando l’interesse del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026.
La rottamazione quinquies, però, è applicabile solo ai carichi statali, quelli derivanti dall’omissione del versamento di imposte derivanti da dichiarazioni presentate e dall’omesso pagamento dei contributi Inps obbligatori. Rientrano nell’ambito della sanatoria anche le multe stradali elevate dalle prefetture, ma in questo caso a essere stralciati sono solo gli interessi.
Rottamazione per i Comuni
Mentre con la rottamazione quater i Comuni avevano la facoltà di scegliere se aderire alla sanatoria nazionale, con le stesse regole e le stesse scadenze, nella rottamazione quinquies i tributi degli enti locali non rientrano.
La Legge di Bilancio prevede che Regioni e Comuni abbiano la facoltà di introdurre forme di definizione agevolata per Imu, Tari, bollo auto e altri tributi locali. Per rientrare nella rottamazione quinquies gli enti locali dovrebbero approvare regolamenti appositi che ricalchino le regole della definizione agevolata nazionale.
Ogni ente può autonomamente decidere:
- se applicare la definizione agevolata;
- quali tributi includere in essa;
- quante rate concedere a chi deve pagare;
- come comportarsi con i contenziosi pendenti.
Il regolamento locale dovrà fissare un termine di adesione non inferiore a 60 giorni dalla sua pubblicazione e potrà prevedere di escludere interessi e sanzioni dal pagamento. Lo sconto e la sua entità, così come il numero di rate dipenderanno esclusivamente dalla decisione dei Comuni e questo potrebbe dar luogo a rottamazioni locali con regole diverse.
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La spinta di Giorgetti
Proprio sulla rottamazione dei Comuni spinge il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che spiega:
I Comuni hanno l’autonomia per decidere se fare o non fare, applicare o non applicare. Io penso che lo spirito della rottamazione valga anche per tutta la realtà comunale. L’auspicio è anche per andare rapidamente allo smaltimento di quell’immenso magazzino di crediti accertati che sono lì da decenni e continuano ad aumentare. La soluzione in via transattiva con i contribuenti potrebbe aprire una stagione nuova. È lo spirito con cui la Lega ha introdotto questa misura.
Il problema principale della rottamazione locale è che i debiti pendenti rientrano nelle voci di bilancio dei Comuni e risulta, almeno sulla carta, come entrate in attivo. Abbassare l’importo da esigere, con lo stralcio di sanzioni e interessi, significherebbe per l’ente locale andare a rivedere i bilanci inserendo voci in attivo più basse.
Confronto: rottamazione quinquies e qottamazione locale
Nella seguente tabella mettiamo a confronto la rottamazione quinquies con quell locale.
| Caratteristica | Rottamazione quinquies (statale) | Rottamazione locale (Comuni/Regioni) |
| Ente creditore | Agenzia delle Entrate, INPS, Prefetture, Ministeri | Comuni, Province, Regioni |
| Tributi inclusi | IRPEF, IRES, IVA, Contributi INPS, multe Prefettura | IMU, TARI, bollo buto, multe Polizia locale |
| Obbligatorietà | automatica su tutto il territorio nazionale | facoltativa: ogni Comune decide se attivarla |
| Cosa si risparmia | sanzioni, interessi di mora e aggio | deciso dall’ente (solitamente sanzioni e interessi) |
| Scadenza Domanda | 30 aprile 2026 (salvo proroghe). | decisa dal Comune (minimo 60 giorni dal bando) |
| Numero Rate | massimo 54 rate bimestrali (circa 9 anni) | deciso dal Comune nel proprio regolamento |
| Interessi di mora | 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026 | variabili in base alla delibera locale. |
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