Rottamazione cartelle, per chi non paga possibile nuova finestra con la pace fiscale

Nessuna proroga della scadenza del 1° ottobre per il pagamento delle rate della rottamazione delle cartelle. Chi non paga può sperare in una nuova possibilità con la pace fiscale che sarà inserita nella Legge di Bilancio 2019. Ecco le ultime novità ed ipotesi.

Rottamazione cartelle, per chi non paga possibile nuova finestra con la pace fiscale

È il giorno della scadenza della rottamazione delle cartelle: si chiude oggi, 1° ottobre 2018, la prima definizione agevolata e prosegue l’operazione bis introdotta dal precedente Esecutivo.

Sullo sfondo non può che esserci l’ormai certa pace fiscale, il condono che il Governo Lega-M5S introdurrà con la Legge di Bilancio 2019 o con l’ormai consueto decreto fiscale collegato.

Non sono ancora chiari i contorni della pace fiscale e soprattutto quali i possibili legami con la rottamazione delle cartelle 2018 e con le precedenti definizioni agevolate.

Sta di fatto che oggi i contribuenti chiamati alla cassa per la scadenza dell’ultima rata della vecchia rottamazione e della seconda della rottamazione bis sulle cartelle del 2017 sono di fronte al bivio e la scelta è se pagare o attendere il maxi-condono targato Lega.

Sono tre le ipotesi fin ora in campo: una nuova finestra per chi non paga le rate della rottamazione (e quindi di fatto decadrebbe automaticamente dai benefici della definizione agevolata), una proroga per il versamento delle rate che conceda più tempo per estinguere il proprio debito oppure, all’estremo opposto, l’esclusione dei morosi della rottamazione dalla pace fiscale.

Tutte novità che hanno un unico effetto: rendere ancora più complesso e incerto il rapporto fisco-contribuente.

Di seguito tutte le ultime novità sulla Legge di Bilancio 2019 e i possibili legami tra pace fiscale e rottamazione delle cartelle.

Rottamazione cartelle: la scadenza del 1° ottobre 2018 con l’incognita pace fiscale

La scadenza di oggi, 1° ottobre 2018, consentirà di valutare in via definitiva gli effetti della prima rottamazione delle cartelle Equitalia e chi ha scelto di dilazionare il versamento del debito in cinque rate, senza sanzioni e interessi, concluderà oggi il pagamento della somma residua.

La scadenza di oggi riguarda anche i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis delle cartelle (DL 148/2017) e che dovranno pagare la seconda rata del debito residuo.

Alle scadenze della rottamazione delle cartelle previste per il 2018 non può che legarsi la pace fiscale, il condono che l’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte introdurrà con la Legge di Bilancio 2019.

Pace fiscale e rottamazione sono accomunate dalla necessità di recuperare una parte dell’enorme cifra di gettito evaso ma tra le due procedure di conciliazione con il Fisco ci sono notevoli differenze.

Quella più importante è sicuramente l’importo da pagare: con la rottamazione ad essere cancellati sono solo interessi e sanzioni, al contrario la pace fiscale somiglia ad un condono fiscale “vecchio stampo” e consentirà agli ammessi di corrispondere all’Erario soltanto una percentuale minima del debito residuo (per ora si parla di tre possibile aliquote, 6%, 10% o 25% per cartelle fino a 500.000 euro).

In sostanza, il vantaggio e il risparmio previsto per il contribuente è di gran lunga differente ed è per questo che l’annuncio dell’avvio della pace fiscale a partire dal 2019 rischia di portare ad un vero e proprio flop della seconda rottamazione delle cartelle.

Come sopra anticipato, tuttavia, non è chiaro quali saranno i legami tra le due misure. Inizialmente era stato il Sottosegretario al MEF Massimo Bitonci a dichiarare che chi non paga le rate della rottamazione non potrà in ogni caso aderire alla pace fiscale.

L’orientamento degli ultimi giorni sembrerebbe tuttavia differente. È possibile che nel caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate della rottamazione sarà concessa una nuova finestra, con una nuova possibile proroga delle scadenze.

Pace fiscale: ipotesi proroga e nuova chance per i decaduti dalla rottamazione delle cartelle Equitalia

I decaduti da una delle due rottamazioni delle cartelle potrebbero essere ripescati nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 che dovrebbe dare il via alla pace fiscale.

È questa una delle ipotesi che avanza nelle ultime ore e che consentirebbe a chi non ha pagato una rata della definizione agevolata e che quindi è formalmente decaduto dai benefici della rottamazione di rimettersi in pari con i versamenti e proseguire con il vecchio piano di pagamento.

Ancora, tra le possibili novità previste dalla pace fiscale si fa sempre più forte l’ipotesi di una proroga delle scadenze, con le attuali cinque rate che potrebbero essere estese di modo da consentire ai contribuenti di avere più tempo per pagare il proprio debito residuo. Di rinvio dei termini di pagamento si era parlato già in sede di approvazione del Decreto Milleproroghe ma la proposta della stessa Maggioranza di Governo non è entrata nel testo finale della legge di conversione.

Bisogna specificare che siamo ancora sul terreno delle ipotesi è che il balletto su ammessi ed esclusi dalla pace fiscale prosegue giorno per giorno. Alla base delle incertezze su numeri e contorni del nuovo condono o maxi-rottamazione vi è una sola necessità: cercare di recuperare il recuperabile per finanziare il complesso e costoso piano delle riforme previste dalla Nota al DEF 2019.

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