Rottamazione 2023 e compensazione sono compatibili?

Patrizia Del Pidio

8 Marzo 2023 - 10:39

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Un dubbio lecito potrebbe essere quello di chiedersi se le rate della rottamazione possano essere pagate con compensazione orizzontale.

Rottamazione 2023 e compensazione sono compatibili?

E’ possibile pagare i debiti fiscali della rottamazione 2023 con eventuali altri crediti di altre imposte in compensazione orizzontale? Un dubbio che potrebbe essere più che lecito visto che dal 1 gennaio 2011 l’articolo 31 del Dl 78 del 2010 ha introdotto il divieto di effettuare compensazioni di crediti derivanti da imposte erariali per debiti iscritti a ruolo per le quali è scaduto il termine di pagamento.

Ma l’interpretazione che l’Agenzia delle Entrate fornisce con l’interpello 913-844 del 2018, effettivamente, dice esattamente il contrario in presenza di rottamazione . Vediamo nello specifico cosa dice l’AdE al riguardo e come si possono compensare orizzontalmente i crediti fiscali in caso di rottamazione.

Rottamazione e compensazione

L’Agenzia delle Entrate, quindi, da il via libera alla possibilità di compensare orizzontalmente i crediti fiscali con debiti anche iscritti a ruolo di importo superiore ai 1.500 euro a patto che siano oggetto di rottamazione.

In questo caso, secondo l’Agenzia, non opera nessun divieto alla compensazione per un semplice motivo: con la presentazione della domanda di adesione alla definizione agevolata si sospende l’attività di riscossione.

Da sottolineare, poi, che con il pagamento della prima rata ogni attività esecutiva già intrapresa si estingue.

Quando la compensazione non può essere applicata?

Proprio per quanto detto fino ad ora, la compensazione è pianamente compatibile con la rottamazione. Ci sono solo casi specifici in cui la compensazione non è applicabile. Si tratta dei casi in cui la rottamazione decade per:

  • mancato pagamento di una rata;
  • insufficiente pagamento di una rata;
  • tardivo pagamento di una rata.

In questi casi, infatti, la definizione agevolata decaduta, risulterà priva di effetti e il contribuente, il alternativa, potrà riprendere la dilazione ordinaria per il pagamento delle somme. Ma in questo caso riprenderà anche la riscossione da parte dell’agente e, di fatto, si riattiverà anche il divieto di compensazione per quella tipologia di debiti.

La conseguenza della definizione decaduta

Nello stesso interpello l’Agenzia delle Entrate specifica anche che in caso di definizione agevolata decaduta e, quindi, inefficace, ci sono conseguenze anche per le eventuali compensazioni effettuate in precedenza, ovvero prima della decadenza della rottamazione.

Le eventuali altre compensazioni effettuate nel corso di una rottamazione, poi decaduta, saranno considerate effettuate violando il divieto di utilizzarle e proprio per questo motivo saranno sanzionate con il pagamento di una ammenda pari al 50% dell’importo dei debiti stessi iscritti a ruolo.

Da fare attenzione, quindi, alla decadenza di una rottamazione quando nel corso della stessa sia stata usata una compensazione di altri crediti perché le conseguenze potrebbero essere anche piuttosto gravi.

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