Non è la prima volta, e forse non sarà neanche l’ultima. L’uomo più ricco del pianeta e futuro trilionario ha a cuore Roma tanto da mettere mano al portafoglio
Quando si festeggia un compleanno, di solito si riceve un regalo. Ecco, per i 2779 anni compiuti dalla città di Roma il regalo è arrivato e non è un presente come qualsiasi altro, anzi. Si è scomodato addirittura Elon Musk, il controverso paperone di Tesla, SpaceX e chi più ne ha più ne metta, che dall’alto del suo essere l’uomo più ricco del pianeta ha deciso di mettere mano al portafoglio e tirare fuori un milione di euro.
E non è la prima volta, dato che l’imprenditore sudafricano - naturalizzato statunitense - ha dimostrato negli anni di avere davvero a cuore la città eterna, sempre con lauti assegni. Il motivo? C’entra ovviamente il patrimonio archeologico immenso della capitale, da salvaguardare in ogni modo possibile. E per una città che si appresta a toccare i 3 millenni, il restyling non è un aspetto secondario, anzi.
Elon Musk arriva a 4 milioni di euro totali: ecco perché tiene così tanto a Roma
Il nuovo assegno da un milione di euro è arrivato, appunto, in occasione del Natale di Roma, celebrato il 21 aprile scorso, e porta il totale delle donazioni effettuate da Elon Musk negli ultimi due anni a quota 4 milioni di euro. Una cifra importante per chiunque, ma che nel caso del fondatore di Tesla e SpaceX assume contorni quasi surreali se confrontata con il suo patrimonio personale, stimato oggi attorno agli 838 miliardi di dollari (di dollari). Tradotto: questa nuova donazione pesa appena lo 0,00012% della sua ricchezza.
Per rendere l’idea, è come se una famiglia italiana con 15mila euro da parte decidesse di donare meno di 20 centesimi.
Dietro questi bonifici però non c’è soltanto filantropia d’immagine. Musk da tempo mostra una vera fascinazione per l’Impero Romano, arrivando a dichiarare di pensarci “every day”. Una passione condivisa da parte dell’élite tecnologica americana e che nel suo caso si è trasformata in finanziamenti concreti destinati a chi lavora direttamente sul campo: archeologi, restauratori, università, gruppi di ricerca e istituzioni culturali sparse tra Roma e gli altri territori del Mediterraneo che un tempo facevano parte dell’Impero.
Già nell’ottobre 2025 la Musk Foundation aveva destinato un milione al programma Expandere Conscientiae Lumen, promosso dall’American Institute for Roman Culture attraverso la piattaforma Ancient Rome Live, finanziando 12 progetti dedicati alla conservazione dei siti archeologici della Capitale. Parallelamente altri 2 milioni sono stati utilizzati per il progetto Vesuvius Challenge, la sfida tecnologica che punta a decifrare i papiri carbonizzati di Ercolano (dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.) grazie a scansioni avanzate e intelligenza artificiale. Adesso, Musk ha deciso di rilanciare ancora.
A cosa serviranno i soldi di Musk?
I fondi messi sul tavolo dal magnate americano serviranno ancora una volta a sostenere il delicatissimo ecosistema che ruota attorno alla tutela dell’antica Roma. Non soltanto restauri tradizionali dunque, ma anche scavi archeologici, interventi di conservazione, ricerca specialistica e soprattutto progetti di documentazione digitale sempre più sofisticati. Tra le attività già finanziate figurano scansioni e mappature 3D di monumenti e siti storici, strumenti diventati fondamentali per preservare virtualmente reperti e strutture esposte all’usura del tempo, all’inquinamento e al turismo di massa.
Per l’ultimo milione annunciato nel 2026 non è stato ancora comunicato nel dettaglio quale ente riceverà direttamente le risorse, ma lo staff di Musk ha chiarito che il denaro continuerà a finanziare chi opera concretamente sul patrimonio archeologico romano. In pratica: meno eventi di facciata e più lavoro silenzioso dietro le quinte, tra restauratori coperti di polvere, ricercatori e tecnologie futuristiche utilizzate per proteggere una città che, quasi tremila anni dopo la sua nascita, continua ancora ad affascinare anche l’uomo più ricco del pianeta.
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