L’imprenditore e autore Robert Kiyosaki, noto per il best seller «Padre ricco, Padre povero» a cui poi è seguita una serie di altri libri e persino un gioco da tavola, ha recentemente dichiarato di avere un debito di 1,2 miliardi di dollari.
Il libro di Kiyosaki è incluso nella nostra classifica dei 10 libri sugli investimenti da leggere assolutamente.
Il mega-debito non sembra essere un problema per Robert, anzi ne ha parlato in termini positivi illustrando per l’ennesima volta la sua visione del mondo economico e la sua strategia di gestione degli affari e del denaro: «...quindi tutti i soldi che guadagno, se compro qualcosa a debito, sono indebitato per un miliardo. Perché se io fallisco, la banca fallisce. Non è un mio problema», ha detto Kiyosaki in un Reel caricato di recente sul suo Instagram.
Kiyosaki, che è anche un investitore, ha fatto questa osservazione mentre spiegava la sua filosofia sul debito. Rivelando il motivo per cui ha accumulato così tanto debito, ha sottolineato la sua pratica di risparmiare oro e convertire i suoi guadagni in oro e argento, che ha iniziato a fare dopo il distacco del dollaro americano dal gold standard nel 1971 sotto il presidente Richard Nixon.
Ha aggiunto che, a differenza della maggior parte delle persone che acquistano passività usando il debito, lui lo usa per acquistare attività, e ha fornito esempi delle sue auto di lusso, classificandole come passività, piuttosto che come attività.
Questo concetto è stato meglio apptofondito in un recente podcast in cui Kiyosaki ha approfondito la sua filosofia del debito, classificandolo in buono e cattivo.
Kiyosaki ha attribuito la sua ricchezza al debito buono, citando i prestiti utilizzati per acquisire reddito come strumentali al suo successo finanziario. Inoltre, ha incoraggiato le persone a considerare il debito come leva finanziaria, in particolare negli investimenti immobiliari.
Per quanto non si tratti di un approccio adatto a tutti, la lezione di Kiyosaki ha senso nella misura in cui spiega la funzione della finanza: anticipare risorse da impiegare per trarre un profitto superiore al costo di approvvigionamento delle risorse stesse.
Osservando il mondo attorno a noi o il nostro stesso comportamento ci troveremo a vedere come la maggior parte del debito contratto da privati è di tipo «cattivo» nel sistema di riferimento di Kiyosaki, ovvero soldi presi a prestito per consumi. Questo debito non andrebbe contratto mai: se hai bisogno di debito per i tuoi consumi, semplicemente non puoi permetterti quei consumi e dovresti astenerti dall’acquisto o indirizzarti verso qualcosa di più alla portata.
Alla lunga, il debito contratto per un consumo (inclusa la casa, se devi viverci e non metterla a reddito), diventerà un debito odioso anche a causa degli interessi. Se il debito è lungo potresti finire per pagare il prezzo del tuo consumo anche due volte.
Il fatto è che nella popolazione media la cultura finanziaria è carente e spesso ce la si prende con «il sistema» finanziario per motivi sbagliati: si arrabbia sempre chi si vede un prestito rifiutato (se la banca lo rifiuta, ed è il suo business concederlo, un motivo ci sarà) e poi ci si arrabbia quando lo si deve restituire e magari si è in difficoltà o non si riesce a far fronte alle rate, come se l’accendere un mutuo o un finanziamento fosse stato importo da qualcuno...
Nel sistema di Kiyosaki, che pure presenta un profilo di rischio e non è una ricetta miracolosa, bisogna pur sembre imbroccare gli acquisti degli asset, il debito va usato per l’acquisizione di asset che diano «cash flow» e poi, pagate le rate, il flusso di cassa in eccesso può essere eventualmente usato in parte per acquisti a perdere, inclusi ovviamente i beni e servizi primari come un tetto sotto cui vivere, il cibo e una quantità di spese voluttuarie che sia congrua rispetto al cashflow disponibile (eventuale stipendio incluso).
In definitiva, prima del «fare soldi» il segreto di base della ricchezza è saper contenere e gestire le spese. Anche nel mondo di Kiyosaki la via per la ricchezza e lastricata di sacrifici.