È dagli anni ’80 non si vedeva un’ondata di rincari così impetuosa: l’inflazione, a partire dal 2022, ha travolto il mondo come un uragano, lasciando dietro di sé una scia di prezzi alle stelle e portafogli sempre più vuoti.
Le cause di questo fenomeno non sono un mistero: la guerra in Ucraina, l’impennata del prezzo dell’energia e le politiche monetarie espansive adottate per fronteggiare la pandemia del Coronavirus hanno creato un mix esplosivo che ha fatto schizzare alle stelle i costi di beni e servizi.
Le conseguenze? Un vero e proprio disastro per i nostri investimenti, ma soprattutto per i nostri risparmi. Come ripetiamo da tempo, l’inflazione colpisce senza pietà quell’asset class che molti, a torto, considerano il più sicuro: il contante. Tenere i soldi sotto il materasso non è che un’illusoria sicurezza.
Per molti, l’impatto di questo fenomeno rimane invisibile. Guardiamo il nostro conto corrente, i 10.000 euro di ieri ci sono ancora.
Ma quanto vale il denaro che abbiamo accantonato oggi rispetto a qualche anno fa? Per scoprirlo, abbiamo deciso di calcolare l’erosione del potere d’acquisto dei nostri risparmi dal 2022 ad oggi. I risultati che emergono sono a dir poco sconvolgenti e vi lasceranno senza fiato.
L’impatto dell’inflazione sui nostri risparmi: ecco come si calcola
L’inflazione, se mantenuta sotto controllo, non rappresenta una grave minaccia. Anzi, un leggero aumento dei prezzi non potrà che far bene all’economia. La stessa Banca Centrale Europea ha stabilito un obiettivo di inflazione annua del 2%. Questo obiettivo, come specificato nei documenti della BCE, è ritenuto «favorevole sia alla crescita economica che alla stabilità dei prezzi». Tuttavia, un suo aumento incontrollato, com’è accaduto negli ultimi anni, può avere conseguenze devastanti.
Ci siamo chiesti, dunque, quanti soldi perdiamo a causa dell’inflazione? Per comprendere l’impatto reale di questo fenomeno, è necessario ricorrere a un processo denominato «rivalutazione monetaria». Questa operazione consente di determinare il valore odierno di una somma di denaro espressa in una valuta passata. In parole semplici, la rivalutazione monetaria permette di adeguare il potere d’acquisto di una somma di denaro al costo attuale della vita.
Come calcolare la rivalutazione monetaria degli ultimi anni, con il tool dell’ISTAT
L’ISTAT offre un prezioso strumento online chiamato «Rivaluta», che permette di calcolare la rivalutazione monetaria con facilità. Questo strumento si basa sull’indice FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) per determinare le variazioni percentuali nel tempo.
Per calcolare la rivalutazione, è sufficiente selezionare il periodo e l’importo da rivalutare (in euro o lire). Ad esempio, abbiamo testato lo strumento per un periodo poco più di 2 anni, da gennaio 2022 a maggio 2024 (ultimo dato disponibile) su un importo di 100.000 euro.
Il risultato, seppur prevedibile, è stato davvero significativo: 100.000 euro del 2022 hanno oggi un potere d’acquisto equivalente a 111.000 euro. In parole semplici, ciò significa che nell’arco pochi anni, a causa dell’inflazione, per acquistare la stessa quantità di beni e servizi sarebbero stati necessari ben 11.000 euro in più.
Rivaluta -
Rivalutazione Monetaria
Questo esempio evidenzia chiaramente il pesante impatto che l’inflazione ha avuto sui nostri risparmi dal 2022 ad oggi.
Ecco come contrastare l’inflazione attraverso gli investimenti
In conclusione, l’inflazione rappresenta una minaccia significativa per il potere d’acquisto dei nostri risparmi. Per contrastare questo fenomeno, è fondamentale investire i propri soldi in modo da ottenere un rendimento che sia quanto meno superiore al tasso di inflazione. Maggiore sarà il rendimento, maggiore sarà il guadagno reale
I Piani di Accumulo Capitale (PAC) offrono un metodo semplice e accessibile per iniziare a investire, anche con piccole somme di denaro. Attraverso il versamento periodico di un importo fisso, i PAC consentono di costruire un portafoglio di investimenti diversificato nel tempo, beneficiando dell’effetto del costo medio ponderato.